da Estense.com
Il caso legionella di Ferrara è ora all’attenzione della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario. La richiesta avanzata a suo tempo dall’allora vicepresidente della Provincia di Ferrara Massimiliano Fiorillo ha avuto i suoi effetti.
Il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali, l’on. Leoluca Orlando, ha scritto all’assessore regionale alle Politiche per la salute della Regione Emilia Romagna, Carlo Lusenti, chiedendo una relazione in merito ad un caso di infezione ospedaliera, contratta da una donna deceduta il 7 ottobre scorso a Ferrara.
Secondo quanto riferito dalla stampa, la signora sarebbe stata ricoverata il 26 agosto 2011 presso il reparto di Nefrologia dell’Ospedale Sant’Anna, in gravi condizioni di salute. Lo scorso 6 ottobre, alla settantunenne, sarebbe stata diagnosticata la contrazione di una infezione di natura ospedaliera, la legionella polmonare, che ne avrebbe causato il decesso. Inoltre, i parenti della paziente non sarebbero stati informati tempestivamente sulla vera causa della morte della donna e ne avrebbero invece appreso notizia da articoli pubblicati su quotidiani locali.
“Sull’episodio, la Commissione d’inchiesta resta in attesa di ogni dato utile a conoscere lo svolgimento dei fatti, sia in merito alle eventuali criticità organizzative riscontrate, che in ordine ad iniziative amministrative, sanzionatorie e/o cautelari assunte a fronte di eventuali responsabilità individuali”, ha dichiarato il presidente Orlando. “Con riferimento e aldilà dello specifico caso – ha aggiunto Orlando - sollecitiamo la massima attenzione da parte del Ministero della Salute e, in primo luogo, da parte delle regioni tutte, affinché provvedano ad adeguare le rispettive linee guida e ne garantiscano la puntuale applicazione da parte delle autorità sanitarie locali. Il tema delle infezioni ospedaliere è, infatti, tanto grave e diffuso quanto troppe volte sottovalutato. Esso affiora di tanto in tanto come la punta di un iceberg di dimensioni preoccupanti. Pertanto – ha concluso Orlando – su questo tema Commissione ha da tempo rivolto la propria attività di inchiesta, al fine di stimolare le istituzioni sanitarie ad intervenire adeguatamente, soprattutto in via preventiva”.
14 gennaio 2012
13 gennaio 2012
30 dicembre 2011
On. Mura: quattro domande alla Zappaterra per far luce sul caso di legionella all'ospedale di Ferrara
La Presidente della Provincia Marcella Zappaterra ha voluto utilizzare in maniera strumentale il triste caso della morte per legionella verificatosi nell’ospedale Sant’Anna di Ferrara, per allontanare l’assessore Massimiliano Fiorillo, perchè aveva chiesto di fare chiarezza, è quanto mai doveroso fare piena luce su una vicenda che ad oggi presenta diverse contraddizioni ed aspetti ancora poco chiari. Per questo L’Italia dei Valori ha deciso di porgere in forma pubblica quattro quesiti alla Presidente Zappaterra, domande alle quali ci auguriamo voglia rispondere al più presto e con estrema chiarezza, anche perchè se questo non accadrà, queste stesse domande si tradurranno in un’interpellanza che presenteremo in consiglio provinciale. - Lo dichiara l'on. Silvana Mura segretario regionale dell'Idv - Riteniamo infatti che le risposte a tali quesiti siano utili a chiarire quale è stata la reale condotta politico-istituzionale assunta dalla presidente della Provincia, che riveste anche il ruolo di presidente della conferenza territoriale sociale e sanitaria, in particolare in merito al modo in cui ha ritenuto di tutelare i cittadini da un batterio come quello della legionella che purtroppo a Ferrara non deve essere sottovalutato, come dimostrano soprattutto le notizie relative all’ospedale di Cona, nel quale come è stato ammesso proprio ieri in consiglio provinciale, la legionella non è stata ancora debellata. Inoltre riteniamo che le risposte potrebbero fornire anche elementi utili all’inchiesta che la magistratura ha aperto ed è in corso, oppure produrre elementi per eventuali nuovi esposti. Staremo a vedere se chi ha voluto recitare il ruolo della Bulla del Castello, dimostrerà la stessa spavalderia nel fare chiarezza una volta per tutte nell’interesse dei cittadini o se con il suo silenzio preferirà vestire i panni della Burla del Castello.
Le quattro domande alla Zappaterra:
1) La Presidente Zappaterra è stata informata ufficialmente del caso di legionella da parte dei vertici sanitari del Sant’anna? Quando tale informazione è avvenuta e in quale forma?
2) Se è stata informata del caso di legionella perchè la Presidente Zappaterra non ha informato l’assessore competente, nè la giunta, nè ha dato comunicazione pubblica che nell’ospedale Sant’Anna una donna è morta a causa di un infezione da Legionella?
3) La Presidente Zappaterra dichiara al Carlino del 16 dicembre che “La provincia è stata informata dell’accaduto, sia del ricovero della donna per legionella, sia del decesso. Come è possibile dal momento che nelle note ufficiali diramate dal Sant’Anna e riportate sulla stampa il 20 dicembre si dichiara che i medici hanno avuto conferma dell’infezione di legionella solo il giorno stesso in cui la donna è morta?
4) Come giudica la Presidente della Provincia la condotta tenuta dai vertici dell’Ospedale Sant’Anna, alla luce del fatto che gli stessi non hanno ritenuto di informare i parenti sulla vera causa della morte della donna, e che gli stessi parenti hanno scoperto che la loro congiunta era morta a causa della legionella solo dagli articoli di stampa?
Gianluca De Fillio
Addetto stampa On. Silvana Mura
Le quattro domande alla Zappaterra:
1) La Presidente Zappaterra è stata informata ufficialmente del caso di legionella da parte dei vertici sanitari del Sant’anna? Quando tale informazione è avvenuta e in quale forma?
2) Se è stata informata del caso di legionella perchè la Presidente Zappaterra non ha informato l’assessore competente, nè la giunta, nè ha dato comunicazione pubblica che nell’ospedale Sant’Anna una donna è morta a causa di un infezione da Legionella?
3) La Presidente Zappaterra dichiara al Carlino del 16 dicembre che “La provincia è stata informata dell’accaduto, sia del ricovero della donna per legionella, sia del decesso. Come è possibile dal momento che nelle note ufficiali diramate dal Sant’Anna e riportate sulla stampa il 20 dicembre si dichiara che i medici hanno avuto conferma dell’infezione di legionella solo il giorno stesso in cui la donna è morta?
4) Come giudica la Presidente della Provincia la condotta tenuta dai vertici dell’Ospedale Sant’Anna, alla luce del fatto che gli stessi non hanno ritenuto di informare i parenti sulla vera causa della morte della donna, e che gli stessi parenti hanno scoperto che la loro congiunta era morta a causa della legionella solo dagli articoli di stampa?
Gianluca De Fillio
Addetto stampa On. Silvana Mura
29 dicembre 2011
On. Mura: Zappaterra ha voluto aprire la crisi con l'IDV. Da oggi siamo all'opposizione.
La Presidente della Provincia di Ferarra Marcella Zappaterra ha ritenuto di aprire una crisi politica con l’Italia dei Valori, ritirando questa mattina le deleghe al vice presidente Massimiliano Fiorillo. Si tratta di un atto unilaterale, ingiustificato e ingiustificabile che segna il passaggio all’opposizione in consiglio provinciale dell’Idv. Spetta alla presidente della Provincia assumersi la responsabilità della rottura del patto elettorale e della coalizione. – Lo dichiara l’on. Silvana Mura segretaria regionale dell’Idv - Le motivazioni sono esclusivamente politiche dal momento che la Zappaterra ha scatenato una vera e propria guerra, sconfinando in forme clamorose di bullismo politico, nei confronti di Massimiliano Fiorillo per colpire l’Idv a seguito della posizione assunta a livello nazionale sulle province. Posizione sulla quale l’ultima manovra varata dal governo Monti e votata dal Pd ha dato all’Idv piena ragione. Dall’avvio della campagna di raccolta firme ogni pretesto è stato buono per costituire un casus belli. La foga, purtroppo gioca brutti scherzi, ed ha portato la Zappaterra a rimuovere Fiorillo per un caso, come la sfortunata morte per legionella verificatasi all’ospedale Sant’Anna, dove Fiorillo, assessore alla sanità, a differenza della Zappaterra si era mosso in maniera assolutamente inappuntabile per tutelare l’ente provincia e i cittadini delle Provincia di Ferarra. Il fatto che nella sua guerra personale la Zappaterra abbia ritenuto di dover rimuovere l’assessore alla sanità poche ore prima di un consiglio in cui si doveva affrontare la ventennale vicenda dell’ospedale di Cona, e pretendendo che della rimozione di Fiorillo non si parlasse in consiglio, come invece ha fatto il nostro consigliere Alessandro Roarato, è una prova ulteriore di quanto la presidente della Provincia abbia a cuore i temi dell’amministrazione. Poiché, come detto, della grave rottura determinatasi è responsabile la presidente della Provincia, il passaggio all’opposizione di Idv è limitato a questo ente.
Gianluca De Filio
Addetto Stampa On. Silvana Mura
Gianluca De Filio
Addetto Stampa On. Silvana Mura
Fiorillo è fuori dalla giunta. Mura (Idv): “Atto unilaterale, ingiustificato e ingiustificabile”
dal Estense.com del 29.12.11
Fiorillo fuori dalla giunta in Castello. Dopo una braccio di ferro durato mesi Marcella zappaterra alla fine ha fatto quello che ormai tutti si aspettavano. Ieri mattina la presidente della Provincia di Ferrara ha ritirato le deleghe all’assessore e vicepresidente in quota Italia dei Valori.
Si conclude con l’epilogo più prevedibile il lungo braccio di ferro iniziato prima dell’estate con la posizione nazionale assunta dai dipietristi sull’abolizione delle province e proseguito con la polemica sul doppio incarico di Massimiliano Fiorillo, membro della giunta che il suo partito vorrebbe cancellare e contemporaneamente segretario provinciale del partito (“a titolo gratuito”, come ha sempre precisato il diretto interessato).
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’intervento dell’ormai ex vicepresidente sulla questione legionella, quando chiese pubblicamente – rivestendo la delega alla sanità – chiarezza sul decesso dell’anziana e sul motivo per cui non fosse stata informata del caso la procura (vai all’articolo). Zappaterra sconfessò clamorosamente il suo vice con parole di fuoco.
Ora il passo decisivo e la revoca delle deleghe. In attesa di capire a chi verranno assegnate, la presidente fa sapere che non ci saranno nuovi ingressi in giunta, con un risparmio immediato per le casse dell’ente locale.
“Me l’aspettavo”, commenta a caldo Fiorillo, che vede l’origine di questa “cacciata”, “nella mia appartenenza all’IdV e al ruolo di vicepresidente, mai digerito dal Pd”. L’elemento scatenante “è stato invece il caso legionella, ma su questo punto non arretro di un passo: che assessore alla sanità sarei se non mi preoccupassi di fare luce su una disgrazia del genere?”.
A questo punto si pare un problema politico all’interno della coalizione di centrosinistra, che però non dovrebbe avere sviluppi in Comune, dove Rossella Zadro siede sulla poltrona di assessore all’Ambiente e Giorgio Scalabrino Sasso siede tra i banchi della maggioranza come consigliere. La conferma arriva direttamente dai vertici regionali del partito: “poiché della grave rottura determinatasi è responsabile la presidente della Provincia, il passaggio all’opposizione di Idv è limitato a questo ente”.
Intanto in Castello, oggi, nel corso del consiglio provinciale, il consigliere IdV Alessandro Rorato ha ufficializzato l’uscita dalla coalizione che alle amministrative ha sostenuto la Zappaterra. All’indirizzo della quale da Roma arriva la replica piccata dell’on. Silvana Mura, segretaria regionale dell’Idv, che parla senza mezzi termini di crisi politica: “si tratta di un atto unilaterale, ingiustificato e ingiustificabile che segna il passaggio all’opposizione in consiglio provinciale dell’Idv. Spetta alla presidente della Provincia assumersi la responsabilità della rottura del patto elettorale e della coalizione”.
Le motivazioni, secondo la parlamentare, sono “esclusivamente politiche dal momento che la Zappaterra ha scatenato una vera e propria guerra, sconfinando in forme clamorose di bullismo politico, nei confronti di Massimiliano Fiorillo per colpire l’Idv a seguito della posizione assunta a livello nazionale sulle province. Posizione sulla quale l’ultima manovra varata dal governo Monti e votata dal Pd ha dato all’Idv piena ragione. Dall’avvio della campagna di raccolta firme ogni pretesto è stato buono per costituire un casus belli”.
Fino appunto al caso legionella, “dove Fiorillo – prosegue Mura – a differenza della Zappaterra si era mosso in maniera assolutamente inappuntabile per tutelare l’ente provincia e i cittadini delle Provincia di Ferrara”.
“Il fatto che nella sua guerra personale – conclude Mura – la Zappaterra abbia ritenuto di dover rimuovere l’assessore alla sanità poche ore prima di un consiglio in cui si doveva affrontare la ventennale vicenda dell’ospedale di Cona, e pretendendo che della rimozione di Fiorillo non si parlasse in consiglio, come invece ha fatto il nostro consigliere Alessandro Rorato, è una prova ulteriore di quanto la presidente della Provincia abbia a cuore i temi dell’amministrazione”.
Fiorillo fuori dalla giunta in Castello. Dopo una braccio di ferro durato mesi Marcella zappaterra alla fine ha fatto quello che ormai tutti si aspettavano. Ieri mattina la presidente della Provincia di Ferrara ha ritirato le deleghe all’assessore e vicepresidente in quota Italia dei Valori.
Si conclude con l’epilogo più prevedibile il lungo braccio di ferro iniziato prima dell’estate con la posizione nazionale assunta dai dipietristi sull’abolizione delle province e proseguito con la polemica sul doppio incarico di Massimiliano Fiorillo, membro della giunta che il suo partito vorrebbe cancellare e contemporaneamente segretario provinciale del partito (“a titolo gratuito”, come ha sempre precisato il diretto interessato).
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’intervento dell’ormai ex vicepresidente sulla questione legionella, quando chiese pubblicamente – rivestendo la delega alla sanità – chiarezza sul decesso dell’anziana e sul motivo per cui non fosse stata informata del caso la procura (vai all’articolo). Zappaterra sconfessò clamorosamente il suo vice con parole di fuoco.
Ora il passo decisivo e la revoca delle deleghe. In attesa di capire a chi verranno assegnate, la presidente fa sapere che non ci saranno nuovi ingressi in giunta, con un risparmio immediato per le casse dell’ente locale.
“Me l’aspettavo”, commenta a caldo Fiorillo, che vede l’origine di questa “cacciata”, “nella mia appartenenza all’IdV e al ruolo di vicepresidente, mai digerito dal Pd”. L’elemento scatenante “è stato invece il caso legionella, ma su questo punto non arretro di un passo: che assessore alla sanità sarei se non mi preoccupassi di fare luce su una disgrazia del genere?”.
A questo punto si pare un problema politico all’interno della coalizione di centrosinistra, che però non dovrebbe avere sviluppi in Comune, dove Rossella Zadro siede sulla poltrona di assessore all’Ambiente e Giorgio Scalabrino Sasso siede tra i banchi della maggioranza come consigliere. La conferma arriva direttamente dai vertici regionali del partito: “poiché della grave rottura determinatasi è responsabile la presidente della Provincia, il passaggio all’opposizione di Idv è limitato a questo ente”.
Intanto in Castello, oggi, nel corso del consiglio provinciale, il consigliere IdV Alessandro Rorato ha ufficializzato l’uscita dalla coalizione che alle amministrative ha sostenuto la Zappaterra. All’indirizzo della quale da Roma arriva la replica piccata dell’on. Silvana Mura, segretaria regionale dell’Idv, che parla senza mezzi termini di crisi politica: “si tratta di un atto unilaterale, ingiustificato e ingiustificabile che segna il passaggio all’opposizione in consiglio provinciale dell’Idv. Spetta alla presidente della Provincia assumersi la responsabilità della rottura del patto elettorale e della coalizione”.
Le motivazioni, secondo la parlamentare, sono “esclusivamente politiche dal momento che la Zappaterra ha scatenato una vera e propria guerra, sconfinando in forme clamorose di bullismo politico, nei confronti di Massimiliano Fiorillo per colpire l’Idv a seguito della posizione assunta a livello nazionale sulle province. Posizione sulla quale l’ultima manovra varata dal governo Monti e votata dal Pd ha dato all’Idv piena ragione. Dall’avvio della campagna di raccolta firme ogni pretesto è stato buono per costituire un casus belli”.
Fino appunto al caso legionella, “dove Fiorillo – prosegue Mura – a differenza della Zappaterra si era mosso in maniera assolutamente inappuntabile per tutelare l’ente provincia e i cittadini delle Provincia di Ferrara”.
“Il fatto che nella sua guerra personale – conclude Mura – la Zappaterra abbia ritenuto di dover rimuovere l’assessore alla sanità poche ore prima di un consiglio in cui si doveva affrontare la ventennale vicenda dell’ospedale di Cona, e pretendendo che della rimozione di Fiorillo non si parlasse in consiglio, come invece ha fatto il nostro consigliere Alessandro Rorato, è una prova ulteriore di quanto la presidente della Provincia abbia a cuore i temi dell’amministrazione”.
04 dicembre 2011
Eletti i nuovi coordinatore provinciale e responsabile cittadino dell'Italia dei Valori di Ferrara
Susanna Tasso, 50 anni, insegnante, è la nuova coordinatrice provinciale dell'Italia dei Valori di Ferrara. E' stata eletta ieri in occasione del congresso provinciale del Partito che si tenuto all'Hotel Nettuno di Ferrara. Eletto anche in nuovo coordinamento provinciale dell'Italia dei Valori che risulta così composto: Susanna Tasso, Massimo Ovani, Monica Chiarini, Francesco Tomasi, Simone Calderoni, Daniele Vecchiattini, Rossella Milani, Giovanni Ferro, Dario Capatti, Federico Monesi, Graziella Ferretti, Enrico Santarato, Fabrizio Cattani, Giuliano Giuliani, Federica Berti, Stefano Pedrazzi, Giorgio Scalabrino Sasso, Rossella Zadro, Alessandro Rorato, Massimiliano Fiorillo. Fanno inoltre parte del Coordinamento Provinciale il responsabile dei Giovani, delle Donne, il tesoriere e il responsabile cittadino di Ferrara.
Responsabile cittadino dell'Italia dei Valori di di Ferrara è stata eletta Paola Pedrini, 59 anni, docente universitaria. Il coordinamento cittadino è cosi composto: Paola Pedrini, Yusuf Bello-Osagie, Beatrice Caselli, Salvatore Novello, Stefano Sammito, Boldrini Gianluigi, Milena Nappo, Eleonora Grieco, Medici Federica, Francesca Giudetti, Renzo Squarzina, Valerio Vicentini, Christian Lucchiari, Roberta Russo, Giovanni Pecorari, Matteo Checchi.
Ufficio Stampa Italia dei Valori di Ferrara
21 novembre 2011
L'I.D.V. di Ferrara celebra la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
Martedì 22 novembre alle 17.30 presso la Sala dell'Arengo del Comune di Ferrara si terrà un'iniziativa promossa dal coordinamento donne e dal gruppo consiliare dell'Italia dei Valori di Ferrara, nell'ambito della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, dal titolo: "Donne in cammino...Contro il silenzio...Contro il pregiudizio...Contro la negazione del diritto di esistere".
Ne parleranno con Susanna Tasso, coordinatrice donne dell'IDV di Ferrara, Daniele Lugli, Difensore Civico della Regione Emilia Romagna, Stefano Caracciolo, docente di Psicologia clinica presso l'Università degli Studi di Ferrara, Federico D'Anneo, avvocato penalista, Massimiliano Fiorillo, Vice Presidente della Provincia di Ferrara, Giorgio Scalabrino Sasso, capogruppo IDV Comune di Ferrara.
Ufficio Stampa Italia dei Valori Ferrara
Ne parleranno con Susanna Tasso, coordinatrice donne dell'IDV di Ferrara, Daniele Lugli, Difensore Civico della Regione Emilia Romagna, Stefano Caracciolo, docente di Psicologia clinica presso l'Università degli Studi di Ferrara, Federico D'Anneo, avvocato penalista, Massimiliano Fiorillo, Vice Presidente della Provincia di Ferrara, Giorgio Scalabrino Sasso, capogruppo IDV Comune di Ferrara.
Ufficio Stampa Italia dei Valori Ferrara
03 novembre 2011
Ciao Cristina
Oggi per l'Italia dei Valori di Ferrara è un giorno triste.
Cristina ci ha lasciato ma rimarrà nei nostri pensieri più belli. La vogliamo ricordare così, sorridente e gentile.
Ciao Cri!
Massimiliano
03 ottobre 2011
Farmacie comunali: il no dell'Italia dei Valori al trasferimento dell'AFM nella Holding. E' l'anticamera della svendita di un'azienda patrimonio di tutti i ferraresi.
In questi giorni nei corridoi del "palazzo" risuonano di voci piu' o meno attendibili sul futuro della Azienda Farmaceutica Municipale (AFM).
L'AFM nasce circa 52 anni fa per la lungimiranza degli amministratori dell'epoca che desideravano principalmente contribuire a formare una struttura che potesse contrastare il mercato privato e un po' "selvaggio" della distribuzione dei farmaci venendo incontro alle esigenze dei settori meno abbienti della popolazione. Negli anni questa "mission" si è strutturata ed arricchita di iniziative e di presidi fino ad arrivare ad una complessità e ricchezza di servizi che hanno pochi precedenti in altre realtà municipali e quasi nessuna nel settore privato.
Oggi questa "mission" è a rischio per due fattori, il primo dei quali è la drammatica situazione economica in cui versano i Comuni italiani in seguito alle sciagurate scelte del governo centrale, il secondo fattore è la conseguenza di un grande equivoco, da qualcuno perseguito lucidamente, equivoco legato alla convinzione che il mercato ha sempre ragione e che facendo il suo lavoro lo fa meglio del pubblico. Questa convinzione tardo-liberista ha molti sostenitori anche (purtroppo) nel campo dell'alleanza di centro sinistra. Questi signori che applaudono Marchionne e Tremonti e le loro politiche in realtà protezionistiche, dimenticano i danni economici e sociali che queste scelte producono.
Tornando all'argomento AFM ci preme sottolineare come il ventilato, ma a quanto pare di capire quasi certo, passaggio dell'azienda dentro l'opaco contenitore della Holding, sia un'operazione che provocherà in tempi molto brevi la fine di una esperienza che in questi decenni tanto ha dato ai cittadini ferraresi in termini di contributi economici, che le varie Amministrazioni hanno potuto utilizzare ai fini istituzionali, ma anche in termini di bilancio sociale sotto forma di interventi diretti, di contributi, sponsorizzazioni, che ha fatto crescere questa azienda nella considerazione della nostra comunità. Uno dei punti principali di merito di AFM è anche pero' la capacità sempre più evidente di contribuire a mantenere una attività di "calmiere" che il modello di distribuzione del farmaco a due teste (pubblico e privato) assicura. Questo era stato con lungimiranza previsto, proposto e attuato 50 anni fa.
Tutto ciò ha fatto bene alla nostra città: abbiamo un servizio di primordine in quanto a qualità e fruibilità, proprio grazie alla "sana" concorrenza tra farmacie pubbliche private che la presenza di AFM garantisce.
In realtà il passaggio alla Holding non è altro che un escamotage che anticipa in tempi molto brevi la vendita dell'azienda.
Si dovrà trasformarla in srl ed a questo punto si ricadrà sotto la spada della legge che prevede la vendita di quote rilevanti al privato, stravolgendo così la vocazione e la ragione d'essere della azienda, mettendo a rischio l'occupazione e la professionalità di otre 90 persone occupate in AFM.
Vendere a questo punto, pur comprendendo le ragioni e le difficoltà di chi ai vertici del Comune deve fare quadrare il bilancio, ci sembra un errore economico e politico. Sarebbe come uccidere la gallina dalle uova d'oro in cambio di un misero brodino.
Inoltre sarebbe una operazione poco trasparente che andrebbe a vantaggio della Holding dove comunque il bilancio negativo di Ferrara Arte e le azioni Hera in caduta libera stanno facendo il loro danno e a svantaggio dei cittadini che vedrebbero svanire i benefici fin qui goduti.
Come Italia dei Valori esprimiamo quindi con forza la nostra contrarietà ad ogni operazione che veda la trasformazione, vendita o privatizzazione dell'AFM.
Direttivo cittadino Italia dei Valori di Ferrara
L'AFM nasce circa 52 anni fa per la lungimiranza degli amministratori dell'epoca che desideravano principalmente contribuire a formare una struttura che potesse contrastare il mercato privato e un po' "selvaggio" della distribuzione dei farmaci venendo incontro alle esigenze dei settori meno abbienti della popolazione. Negli anni questa "mission" si è strutturata ed arricchita di iniziative e di presidi fino ad arrivare ad una complessità e ricchezza di servizi che hanno pochi precedenti in altre realtà municipali e quasi nessuna nel settore privato.
Oggi questa "mission" è a rischio per due fattori, il primo dei quali è la drammatica situazione economica in cui versano i Comuni italiani in seguito alle sciagurate scelte del governo centrale, il secondo fattore è la conseguenza di un grande equivoco, da qualcuno perseguito lucidamente, equivoco legato alla convinzione che il mercato ha sempre ragione e che facendo il suo lavoro lo fa meglio del pubblico. Questa convinzione tardo-liberista ha molti sostenitori anche (purtroppo) nel campo dell'alleanza di centro sinistra. Questi signori che applaudono Marchionne e Tremonti e le loro politiche in realtà protezionistiche, dimenticano i danni economici e sociali che queste scelte producono.
Tornando all'argomento AFM ci preme sottolineare come il ventilato, ma a quanto pare di capire quasi certo, passaggio dell'azienda dentro l'opaco contenitore della Holding, sia un'operazione che provocherà in tempi molto brevi la fine di una esperienza che in questi decenni tanto ha dato ai cittadini ferraresi in termini di contributi economici, che le varie Amministrazioni hanno potuto utilizzare ai fini istituzionali, ma anche in termini di bilancio sociale sotto forma di interventi diretti, di contributi, sponsorizzazioni, che ha fatto crescere questa azienda nella considerazione della nostra comunità. Uno dei punti principali di merito di AFM è anche pero' la capacità sempre più evidente di contribuire a mantenere una attività di "calmiere" che il modello di distribuzione del farmaco a due teste (pubblico e privato) assicura. Questo era stato con lungimiranza previsto, proposto e attuato 50 anni fa.
Tutto ciò ha fatto bene alla nostra città: abbiamo un servizio di primordine in quanto a qualità e fruibilità, proprio grazie alla "sana" concorrenza tra farmacie pubbliche private che la presenza di AFM garantisce.
In realtà il passaggio alla Holding non è altro che un escamotage che anticipa in tempi molto brevi la vendita dell'azienda.
Si dovrà trasformarla in srl ed a questo punto si ricadrà sotto la spada della legge che prevede la vendita di quote rilevanti al privato, stravolgendo così la vocazione e la ragione d'essere della azienda, mettendo a rischio l'occupazione e la professionalità di otre 90 persone occupate in AFM.
Vendere a questo punto, pur comprendendo le ragioni e le difficoltà di chi ai vertici del Comune deve fare quadrare il bilancio, ci sembra un errore economico e politico. Sarebbe come uccidere la gallina dalle uova d'oro in cambio di un misero brodino.
Inoltre sarebbe una operazione poco trasparente che andrebbe a vantaggio della Holding dove comunque il bilancio negativo di Ferrara Arte e le azioni Hera in caduta libera stanno facendo il loro danno e a svantaggio dei cittadini che vedrebbero svanire i benefici fin qui goduti.
Come Italia dei Valori esprimiamo quindi con forza la nostra contrarietà ad ogni operazione che veda la trasformazione, vendita o privatizzazione dell'AFM.
Direttivo cittadino Italia dei Valori di Ferrara
28 settembre 2011
Presentato dal Consigliere provinciale IDV, Alessandro Rorato, un O.d.G. sulle estrazioni di metano in provincia di Ferrara
OGGETTO: progetto estrazione gas metano nel territorio della Provincia di Ferrara
Il Consiglio provinciale,
PREMESSO
Che grande parte del territorio della Provincia di Ferrara è interessata da uno studio effettuato sul suolo per verificare la disponibilità di gas metano ai fini di uno sfruttamento industriale estrattivo;
Che il territorio oggetto dell’attività di indagine presenta varie criticità, tra cui quella emergente dalle valutazioni scientifiche effettuate negli anni precedenti che hanno evidenziato rischi di fenomeni di subsidenza;
Che la subsidenza, le cui origini sono associate sia a fenomeni naturali che antropici, costituisce un fattore di rischio reale per il nostro territorio legato alla delicatezza degli equilibri idrogeologici;
Che il nostro territorio ha tra le attività produttive rilevanti l’agricoltura e che le principali colture delle nostre terre sono dipendenti da un sistema irriguo che attinge ad una rete di corsi d’acqua governati da flussi generati dai leggeri dislivelli dei terreni;
PRESO ATTO
Che l’attività oggi insistente su questi territori, ancora nella fase di screening, risulta costituire per i cittadini interessati motivo di preoccupazione per gli ipotetici sviluppi che potrebbero riversarsi sulle aree interessate;
Della Deliberazione n. 23 del Consorzio di Bonifica, prot. n° 6182/2010 con la quale si esprimeva la contrarietà alle attività di perforazione seppure profonda che potrebbero scaturire qualora l’esito delle indagini preliminari risultassero positive;
Che le royalties pagate dalle imprese titolari dei diritti di concessione ai comuni interessati sono circa il 7% delle royalties totali versate e non saranno in alcun modo sufficienti a sostenere un’opera di monitoraggio e ripristino del territorio;
CONSIDERATO
Che il dibattito sulle politiche energetiche non può prescindere da una corretta e puntuale valutazione di tutte le possibili fonti energetiche utilizzabili del nostro territorio, privilegiando comunque le fonti alternative sostenibili e rinnovabili;
Che le politiche messe in atto in Provincia di Ferrara in questi anni privilegiano fonti quali il fotovoltaico, nonché azioni legate al risparmio energetico ed alla diversificazione dell’approvvigionamento, compreso quello geotermico;
Che il territorio ferrarese – attraverso il Consorzio di Bonifica - riceve annualmente dei fondi statali per rimediare e prevenire i disagi della subsidenza (nel 2010 per esempio questi fondi ammontavano a circa 2.700.000,00 euro);
Che già il Primo Piano Attuativo del Piano Energetico Regionale al pto 4. 1. 5. “ Prospettive evolutive del gas naturale” fa un chiaro riferimento alla valorizzazione delle coltivazioni di metano “previa valutazione dei possibili fenomeni di subsidenza” e pertanto evidenzia la salvaguardia del territorio come prioritaria;
ESPRIME
La ferma determinazione affinchè la preventiva valutazione dei possibili fenomeni di subsidenza sia componente fondamentale nell’autorizzare localmente ogni attività estrattiva ;
L’invito affinché tale valutazione, parte integrante della valutazione di impatto ambientale, ovvero l’intera attività di ricerca volta a prevedere gli effetti dell’estrazione sul territorio –localmente e nel suo complesso-, siano affidate ad un Ente terzo scientificamente qualificato e che l’onere economico di questa attività sia a carico delle imprese estrattrici;
IMPEGNA
La Presidente della Provincia e l’assessore competente per materia a sollecitare la Regione affinchè, sulla base degli studi di ARPA e della Comunità scientifica sul fenomeno della subsidenza, provveda ad individuare le zone a rischio ed approvi una norma regionale che tuteli tali aree dall’attività indiscriminata di estrazione del metano, mediante ad esempio la previsione di una “carta delle esclusioni” per i territori maggiormente vulnerabili come il nostro.
Gruppo Consiliare Italia dei Valori
Alessandro Rorato
Il Consiglio provinciale,
PREMESSO
Che grande parte del territorio della Provincia di Ferrara è interessata da uno studio effettuato sul suolo per verificare la disponibilità di gas metano ai fini di uno sfruttamento industriale estrattivo;
Che il territorio oggetto dell’attività di indagine presenta varie criticità, tra cui quella emergente dalle valutazioni scientifiche effettuate negli anni precedenti che hanno evidenziato rischi di fenomeni di subsidenza;
Che la subsidenza, le cui origini sono associate sia a fenomeni naturali che antropici, costituisce un fattore di rischio reale per il nostro territorio legato alla delicatezza degli equilibri idrogeologici;
Che il nostro territorio ha tra le attività produttive rilevanti l’agricoltura e che le principali colture delle nostre terre sono dipendenti da un sistema irriguo che attinge ad una rete di corsi d’acqua governati da flussi generati dai leggeri dislivelli dei terreni;
PRESO ATTO
Che l’attività oggi insistente su questi territori, ancora nella fase di screening, risulta costituire per i cittadini interessati motivo di preoccupazione per gli ipotetici sviluppi che potrebbero riversarsi sulle aree interessate;
Della Deliberazione n. 23 del Consorzio di Bonifica, prot. n° 6182/2010 con la quale si esprimeva la contrarietà alle attività di perforazione seppure profonda che potrebbero scaturire qualora l’esito delle indagini preliminari risultassero positive;
Che le royalties pagate dalle imprese titolari dei diritti di concessione ai comuni interessati sono circa il 7% delle royalties totali versate e non saranno in alcun modo sufficienti a sostenere un’opera di monitoraggio e ripristino del territorio;
CONSIDERATO
Che il dibattito sulle politiche energetiche non può prescindere da una corretta e puntuale valutazione di tutte le possibili fonti energetiche utilizzabili del nostro territorio, privilegiando comunque le fonti alternative sostenibili e rinnovabili;
Che le politiche messe in atto in Provincia di Ferrara in questi anni privilegiano fonti quali il fotovoltaico, nonché azioni legate al risparmio energetico ed alla diversificazione dell’approvvigionamento, compreso quello geotermico;
Che il territorio ferrarese – attraverso il Consorzio di Bonifica - riceve annualmente dei fondi statali per rimediare e prevenire i disagi della subsidenza (nel 2010 per esempio questi fondi ammontavano a circa 2.700.000,00 euro);
Che già il Primo Piano Attuativo del Piano Energetico Regionale al pto 4. 1. 5. “ Prospettive evolutive del gas naturale” fa un chiaro riferimento alla valorizzazione delle coltivazioni di metano “previa valutazione dei possibili fenomeni di subsidenza” e pertanto evidenzia la salvaguardia del territorio come prioritaria;
ESPRIME
La ferma determinazione affinchè la preventiva valutazione dei possibili fenomeni di subsidenza sia componente fondamentale nell’autorizzare localmente ogni attività estrattiva ;
L’invito affinché tale valutazione, parte integrante della valutazione di impatto ambientale, ovvero l’intera attività di ricerca volta a prevedere gli effetti dell’estrazione sul territorio –localmente e nel suo complesso-, siano affidate ad un Ente terzo scientificamente qualificato e che l’onere economico di questa attività sia a carico delle imprese estrattrici;
IMPEGNA
La Presidente della Provincia e l’assessore competente per materia a sollecitare la Regione affinchè, sulla base degli studi di ARPA e della Comunità scientifica sul fenomeno della subsidenza, provveda ad individuare le zone a rischio ed approvi una norma regionale che tuteli tali aree dall’attività indiscriminata di estrazione del metano, mediante ad esempio la previsione di una “carta delle esclusioni” per i territori maggiormente vulnerabili come il nostro.
Gruppo Consiliare Italia dei Valori
Alessandro Rorato
24 settembre 2011
Ciao Mauro
L'Italia dei Valori di Ferrara partecipa al dolore dei famigliari ed amici per la prematura scomparsa di Mauro Cavallini, segretario provinciale dei Democratici di Sinistra dal 2003 al 2007.Il Segretario provinciale dell'Italia dei Valori, Massimiliano Fiorillo, in un telegramma inviato al Partito Democratico ha voluto esprimere a nome del Partito un commosso sentimento di vicinanza alla famiglia ed a quanti hanno conosciuto ed apprezzato Mauro Cavallini.
I funerali si terranno lunedì 26 settembre alle ore 10 presso la chiesa di Pontelagoscuro di Ferrara.
Italia dei Valori di Ferrara.
09 settembre 2011
Referendum “antiporcellum”. A poco più di due settimane dal termine della raccolta firme, anche il PD si mobilita. Meglio tardi che mai.
Ci fa piacere apprendere che anche il PD è sceso in campo contro il “porcellum”. Evidentemente ha capito, vedendo le interminabili fila di cittadini davanti ai banchetti referendari dell'italia dei Valori, che la stragrande maggioranza della gente vuole cancellare l'odiosa legge elettorale e chiede ai partiti di centro sinistra prese di posizione chiare e senza tentennamenti.Peccato che la mobilitazione del PD avviene a poco più di due settimane dal termine della campagna di raccolta firme. Se si fosse mosso prima, e cioè quando l'Italia dei Valori sotto il sole di agosto ha “invaso” le piazze di tutt'Italia con i propri banchetti, l'obiettivo del mezzo milione di firme raccolte necessarie per il referendum sarebbe già stato raggiunto.
Comunque meglio tardi che mai e ben arrivato PD!
Segreteria provinciale Italia dei Valori di Ferrara
06 settembre 2011
L'Italia dei Valori di Ferrara alla manifestazione del 6 settembre
L'Italia dei Valori di Ferrara aderisce alla manifestazione del 6 settembre indetta dalla CGIL e sarà in piazza a Ferrara per protestare contro la scellerata manovra economica del Governo Berlusconi che si accanisce contro gli enti locali, i lavoratori dipendenti, i giovani, i pensionati, le donne e le fasce più deboli della popolazione. Una manovra tragicomica e fortemente iniqua che non rilancia il Paese ma che lo affossa.
Il Governo Berlusconi ha dato ampia prova di incapacità a risolvere i problemi degli italiani e sta mettendo a serio rischio la tenuta economica e sociale del Paese. Non si può aspettare oltre. Va mandato a casa!
L'Italia dei Valori in occasione della manifestazione del 6 settembre sarà anche impegnata a raccogliere le firme per il referendum abrogativo dell'attuale legge elettorale, il cosiddetto "porcellum", e per l'abolizione delle Province.
I banchetti saranno collocati in piazza Travaglio/Porta Paola alle 9 e fino alla partenza del corteo ed alle 10.30 in piazza Trento Trieste per la durata del comizio.
La Segreteria provinciale I.D.V. Ferrara
Il Governo Berlusconi ha dato ampia prova di incapacità a risolvere i problemi degli italiani e sta mettendo a serio rischio la tenuta economica e sociale del Paese. Non si può aspettare oltre. Va mandato a casa!
L'Italia dei Valori in occasione della manifestazione del 6 settembre sarà anche impegnata a raccogliere le firme per il referendum abrogativo dell'attuale legge elettorale, il cosiddetto "porcellum", e per l'abolizione delle Province.
I banchetti saranno collocati in piazza Travaglio/Porta Paola alle 9 e fino alla partenza del corteo ed alle 10.30 in piazza Trento Trieste per la durata del comizio.
La Segreteria provinciale I.D.V. Ferrara
31 agosto 2011
Non accettiamo ricatti!
L’abolizione delle province sta alla Casta, come un gatto sta al cane. Di questa equazione ci siamo resi conto fin da quando abbiamo presentato la nostra proposta di legge in Parlamento e ce la siamo vista bocciare in pochi minuti da un’ampia maggioranza trasversale che andava dal Pd al Pdl.
L’Idv, forte della fresca esperienza referendaria, che ha dimostrato che su provvedimenti importanti i cittadini sono in grado di realizzare con la loro mobilitazione diretta quello che la politica non vuole fare, non si è persa d’animo ed tornata nelle piazze e nelle strade italiane per chiedere appunto ai cittadini italiani di sottoscrivere una proposta di legge di iniziativa popolare che abroga le province.
Il ragionamento è semplice. Visto che gli italiani nelle province ci vivono tutti i giorni, chiediamo direttamente a loro se questo ente è inutile e va abolito, oppure se svolge funzioni di rilievo e dunque merita di essere conservato.
La democrazia diretta è sempre piaciuta poco alla politica, perché quando è il cittadino che decide in prima persona la politica perde il suo ruolo e il suo potere. Certo, però, mai mi sarei aspettata di dover affrontare una situazione paradossale in una regione di forti tradizioni democratiche quale è l’Emilia Romagna.
L’Italia dei Valori in quasi tutte le province della Regione è stata posta davanti ad un ricatto, purtroppo operato dal nostro principale alleato, il Partito Democratico. “Volete raccogliere le firme per abolire le province? E allora i vostri assessori se ne devono andare dalle giunte provinciali” ci hanno detto digrignando i denti Presidenti e segretari provinciali del Pd.
Un ragionamento che non sta in piedi perché con lo stesso metro allora, visto che il partito democratico ha presentato una proposta di legge per dimezzare il numero dei parlamentari, bisognerebbe chiedere ai deputati e senatori del Pd di dimettersi da Camera e Senato.
Un comportamento questo che sa tanto di pulizia etnica, e che sembra volto ad eliminare voci scomode, come quelle degli esponenti dell’Italia dei Valori, che pur ricomprendo un incarico nelle giunte o nei consigli Provinciali non hanno alcun problema a portare coraggiosamente avanti una campagna volta ad eliminare quegli incarichi che essi stessi ricoprono.
Chiaramente l’Italia dei Valori non si farà certo intimorire, ma proseguirà dritta per la sua strada rafforzati dal fatto che l’abolizione delle Province è un impegno che abbiamo solennemente stipulato con i nostri elettori e che dal 2008 stiamo cercando di onorare con ogni mezzo disponibile.
Se avessimo ascoltato i politici, anche e soprattutto i nostri alleati, non avremmo presentato i quesiti referendari sul legittimo impedimento e sul nucleare, e quelle leggi oggi sarebbero ancora in vigore. Noi invece guardiamo e ascoltiamo i cittadini e sono solo loro che ci dovranno dire se le province debbono scomparire dall’assetto istituzionale del nostro stato, e non certo quei politici che nelle Province non vedono uno strumento di servizio, ma poltrone e prebende da difendere ad oltranza contro tutto e contro tutti.
On. Silvana Mura
Segretario Regionale Italia dei Valori Emilia-Romagna
L’Idv, forte della fresca esperienza referendaria, che ha dimostrato che su provvedimenti importanti i cittadini sono in grado di realizzare con la loro mobilitazione diretta quello che la politica non vuole fare, non si è persa d’animo ed tornata nelle piazze e nelle strade italiane per chiedere appunto ai cittadini italiani di sottoscrivere una proposta di legge di iniziativa popolare che abroga le province.
Il ragionamento è semplice. Visto che gli italiani nelle province ci vivono tutti i giorni, chiediamo direttamente a loro se questo ente è inutile e va abolito, oppure se svolge funzioni di rilievo e dunque merita di essere conservato.
La democrazia diretta è sempre piaciuta poco alla politica, perché quando è il cittadino che decide in prima persona la politica perde il suo ruolo e il suo potere. Certo, però, mai mi sarei aspettata di dover affrontare una situazione paradossale in una regione di forti tradizioni democratiche quale è l’Emilia Romagna.
L’Italia dei Valori in quasi tutte le province della Regione è stata posta davanti ad un ricatto, purtroppo operato dal nostro principale alleato, il Partito Democratico. “Volete raccogliere le firme per abolire le province? E allora i vostri assessori se ne devono andare dalle giunte provinciali” ci hanno detto digrignando i denti Presidenti e segretari provinciali del Pd.
Un ragionamento che non sta in piedi perché con lo stesso metro allora, visto che il partito democratico ha presentato una proposta di legge per dimezzare il numero dei parlamentari, bisognerebbe chiedere ai deputati e senatori del Pd di dimettersi da Camera e Senato.
Un comportamento questo che sa tanto di pulizia etnica, e che sembra volto ad eliminare voci scomode, come quelle degli esponenti dell’Italia dei Valori, che pur ricomprendo un incarico nelle giunte o nei consigli Provinciali non hanno alcun problema a portare coraggiosamente avanti una campagna volta ad eliminare quegli incarichi che essi stessi ricoprono.
Chiaramente l’Italia dei Valori non si farà certo intimorire, ma proseguirà dritta per la sua strada rafforzati dal fatto che l’abolizione delle Province è un impegno che abbiamo solennemente stipulato con i nostri elettori e che dal 2008 stiamo cercando di onorare con ogni mezzo disponibile.
Se avessimo ascoltato i politici, anche e soprattutto i nostri alleati, non avremmo presentato i quesiti referendari sul legittimo impedimento e sul nucleare, e quelle leggi oggi sarebbero ancora in vigore. Noi invece guardiamo e ascoltiamo i cittadini e sono solo loro che ci dovranno dire se le province debbono scomparire dall’assetto istituzionale del nostro stato, e non certo quei politici che nelle Province non vedono uno strumento di servizio, ma poltrone e prebende da difendere ad oltranza contro tutto e contro tutti.
On. Silvana Mura
Segretario Regionale Italia dei Valori Emilia-Romagna
27 agosto 2011
Abroghiamo il "porcellum", la legge elettorale che ha creato un Parlamento di nominati. L'I.D.V. continua la raccolta firme per il referendum.
Continua, nell'assordante silenzio degli organi d'informazione, la raccolta firme dell'Italia dei Valori per il referendum abrogativo della legge elettorale, il cosiddetto "Porcellum", e per il ritorno al maggioritario uninominale. L'attuale legge elettorale, definita dal suo stesso ideatore - il ministro leghista Calderoli - una "porcata", fa sì che a decidere chi sarà eletto alla Camera ed al Senato siano le segreterie dei partiti e non i cittadini. L'obiettivo dei referendari é quindi rimettere nelle mani degli elettori il potere di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento.Ancora una volta, quando si tratta di mobilitarsi per promuovere un referendum nell'interesse della gente e contro la casta, l'Italia dei Valori si ritrova da sola e contro tutti, tutti ovviamente tranne i cittadini che hanno capito l'importanza di questa battaglia referendaria e che in questi giorni si stanno recando numerosi presso i nostri banchetti per firmare. Ma è una lotta contro il tempo, perché per proporre il referendum occorre raccogliere entro il 30 settembre almeno 500 mila firme.Facciamo quindi un appello a tutti cittadini a recarsi presso i banchetti dell'Italia dei Valori ed a firmare per il referendum abrogativo del "porcellum".In concomitanza alla campagna referendaria per l'abrogazione dell'attuale legge elettorale, l'Italia dei Valori raccoglie le firme per la proposta di una legge costituzionale d'iniziativa popolare per l'abolizione delle Province.
Nel fine settimana si terranno i banchetti I.D.V. a Ferrara, sabato e domenica, dalle 18 alle 24, viale Cavour angolo Largo Castello (marciapiedi lato giardinetti), in piazza a Copparo, dalle 9.30 alle 12.30, a Codigoro, sabato dalle 17 alle 20, a Migliarino dalle 9.30 alle 12.30.
Per informazioni o per offrire la propria disponibilità a collaborare con l'Italia dei Valori alla raccolta firme, scrivere a: bastacasta@italideivaloriferrara.it (sito internet www.italiadeivaloriferrara.it).
Italia dei Valori Ferrara
Nel fine settimana si terranno i banchetti I.D.V. a Ferrara, sabato e domenica, dalle 18 alle 24, viale Cavour angolo Largo Castello (marciapiedi lato giardinetti), in piazza a Copparo, dalle 9.30 alle 12.30, a Codigoro, sabato dalle 17 alle 20, a Migliarino dalle 9.30 alle 12.30.
Per informazioni o per offrire la propria disponibilità a collaborare con l'Italia dei Valori alla raccolta firme, scrivere a: bastacasta@italideivaloriferrara.it (sito internet www.italiadeivaloriferrara.it).
Italia dei Valori Ferrara
19 agosto 2011
L'Italia dei Valori lancia la campagna di raccolta firme per il referendum abrogativo della legge elettorale "porcellum" e per l'abolizione delle Province
Sabato 20 agosto, l'Italia dei Valori avvia la campagna di raccolta firme per il referendum abrogativo della legge elettorale "Porcellum" e per il ritorno al maggioritario uninominale.
L'obiettivo dei referendari è rimettere nelle mani dei cittadini il potere di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. Con l'attuale legge elettorale, il cosiddetto "porcellum", definito dal suo stesso ideatore - il ministro leghista Calderoli - una "porcata", a decidere chi sarà eletto alla Camera ed al Senato non sono gli elettori ma i partiti. Si crea così una pletora di Parlamentari che non rispondono ai cittadini ma ai capipartito che li hanno nominati.
Il "porcellum" è la negazione del principio democratico della rappresentanza perchè per entrare in Parlamento non è necessario conquistare il consenso e la fiducia degli elettori ma essere graditi alle segreterie di partito.
Per promuovere il referendum contro l'attuale legge elettorale è necessario raccogliere in tutt'Italia, entro il 30 settembre, 500 mila firme. L'Italia dei Valori è impegnata in una lotta contro il tempo che fa di questa campagna di raccolta firme una battaglia di civiltà e di democrazia. In concomitanza alla raccolta firme per il referendum per l'abrogazione dell'attuale legge elettorale, verranno anche raccolte le firme per la presentazione di un disegno di legge d'iniziativa popolare per l'abolizione delle Province.
Rivolgiamo quindi un appello ai cittadini affinchè si rechino ai banchetti referendari dell'Italia dei Valori per firmare. Per informazioni o per chi vuole collaborare con l'Italia dei Valori di Ferrara alla raccolta firme, si prega di scrivere a: bastacasta@italiadeivaloriferrara.it.
I banchetti raccolta firme saranno a: Ferrara, marciapiede via Cavour angolo Largo Castello, dalle 17 alle 24 (settimana dal 20 al 28 agosto); Codigoro, sabato 20 agosto, Piazza Matteotti, dalle ore 17 alle 20. Copparo, sabato 20 agosto, dalle 9 alle 12.30.
Ufficio Stampa Italia dei Valori Ferrara
L'obiettivo dei referendari è rimettere nelle mani dei cittadini il potere di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. Con l'attuale legge elettorale, il cosiddetto "porcellum", definito dal suo stesso ideatore - il ministro leghista Calderoli - una "porcata", a decidere chi sarà eletto alla Camera ed al Senato non sono gli elettori ma i partiti. Si crea così una pletora di Parlamentari che non rispondono ai cittadini ma ai capipartito che li hanno nominati.
Il "porcellum" è la negazione del principio democratico della rappresentanza perchè per entrare in Parlamento non è necessario conquistare il consenso e la fiducia degli elettori ma essere graditi alle segreterie di partito.
Per promuovere il referendum contro l'attuale legge elettorale è necessario raccogliere in tutt'Italia, entro il 30 settembre, 500 mila firme. L'Italia dei Valori è impegnata in una lotta contro il tempo che fa di questa campagna di raccolta firme una battaglia di civiltà e di democrazia. In concomitanza alla raccolta firme per il referendum per l'abrogazione dell'attuale legge elettorale, verranno anche raccolte le firme per la presentazione di un disegno di legge d'iniziativa popolare per l'abolizione delle Province.
Rivolgiamo quindi un appello ai cittadini affinchè si rechino ai banchetti referendari dell'Italia dei Valori per firmare. Per informazioni o per chi vuole collaborare con l'Italia dei Valori di Ferrara alla raccolta firme, si prega di scrivere a: bastacasta@italiadeivaloriferrara.it.
I banchetti raccolta firme saranno a: Ferrara, marciapiede via Cavour angolo Largo Castello, dalle 17 alle 24 (settimana dal 20 al 28 agosto); Codigoro, sabato 20 agosto, Piazza Matteotti, dalle ore 17 alle 20. Copparo, sabato 20 agosto, dalle 9 alle 12.30.
Ufficio Stampa Italia dei Valori Ferrara
06 agosto 2011
Susanna Tasso, responsabile cittadino I.D.V. di Ferrara ad interim.
Il coordinamento cittadino in data 4 agosto u.s. ha accolto le dimissioni da Responsabile cittadino di Valerio Vicentini e dopo avergli espresso un sentito ringraziamento per l’impegno profuso, al fine di dare continuità all’attività del Partito a livello comunale (anche in vista dell’imminente campagna di raccolta firme referendarie), con voto palese ed unanime individuato in Susanna Tasso, il Referente cittadino ad interim. Quanto sopra nelle more dell’avvio del percorso di elezione del nuovo referente cittadino secondo i tempi e le modalità stabilite dalla Segreteria regionale ed U.N.O.Susanna Tasso, alla quale va l’augurio di buon lavoro dei presenti, svolgerà la funzione di coordinamento/supporto dell’attività degli eletti/amministratori IDV in Comune di Ferrara e di raccordo per gli aspetti organizzativi e politici con il Coordinatore provinciale.
Avrà inoltre la funzione di convocare e presiedere il coordinamento cittadino dell’IDV di Ferrara.
La Segreteria provinciale I.D.V. Ferrara
18 luglio 2011
17 luglio 2011
L’I.D.V. risponde alle accuse di SEL sulla gestione del servizio idrico. “Vendoliani” distratti, non sanno che la posizione dell’I.D.V. sull’acqua è in totale coerenza con il responso referendario.
Respingiamo al mittente le accuse di SEL rivolte all’Italia dei Valori, colpevole secondo i “vendoliani” ferraresi, di non aver assunto posizioni in tema dell’acqua coerenti con lo spirito referendario. Evidentemente gli amici di SEL, complice forse il caldo torrido che annebbia la mente, si sono distratti e non hanno seguito le recenti vicende della politica ferrarese in tema di servizio idrico.
L’Italia dei Valori, infatti, con un documento approvato dal Direttivo provinciale del Partito e diffuso ai mezzi d’informazione, ha assunto una posizione chiara ed in totale coerenza con il responso delle urne referendarie.
Semmai ce ne fosse il bisogno, ribadiamo con forza che l’Italia dei Valori è per la ripublicizzazione del servizio idrico inteso come servizio di interesse generale e gestito secondo criteri di economicità, trasparenza e partecipazione attraverso un soggetto di diritto pubblico.
Inoltre, per dar seguito alla volontà popolare, l'Italia dei Valori ritiene che si dovrà al più presto ridurre le tariffe del servizio idrico per effetto dell'abrogazione della norma che prevede l'adeguatezza della remunerazione del capitale investito. I cittadini ora si aspettano che l'esito referendario si traduca in qualcosa di concreto e vantaggioso, ovvero bollette più leggere, frutto di tariffe eque e di una gestione del servizio idrico non soggetta alla logica di mercato.
Per quanto riguarda la modifica dello Statuto Comunale di Ferrara nella parte che riguarda i beni comuni, ricordiamo agli amici di SEL che l'Italia dei Valori presenterà in Consiglio Comunale un emendamento che esclude l'acqua dal regime di "mercato regolato" per sottolineare inequivocabilmente la volontà di gestire questo bene in forma pubblica.
Massimiliano Fiorillo
(Segretario provinciale I.D.V. Ferrara)
15 luglio 2011
No dell'I.D.V. alla combustione di biomasse presso l'inceneritore Hera di Ferrara. Presentata una doppia interpellanza in Provincia ed in Comune di Ferrara
Presentata in Consiglio provinciale e comunale di Ferrara dai consiglieri I.D.V. Alessandro Rorato e Giorgio Scalabrino Sasso un'interpellanza sul progetto di combustione di biomasse presso l'inceneritore Hera di Ferrara.
INTERPELLANZA
OGGETTO: Interpellanza sul progetto di produzione di energia elettrica e termica attraverso la combustione di biomasse presso il termovalorizzatore Hera di Ferrara
Premesso
che Herambientes.p.a. ha presentato all'Ufficio competente della Provincia di Ferrara un progetto per produzione di energia da combustione di biomasse presso l'impianto di termovalorizzazione sito in Comune di Ferrara –via Cesare Diana, 44;
che la Regione Emilia-Romagna ha approvato con deliberazione n. 344 del 14 marzo 2011 la cartografia contenente le aree di superamento rispettivamente per il PM10 ed il biossido di azoto;
che la Regione sta valutando come dare attuazione alla Direttiva Comunitaria 2010/75/UE relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento), che, tra l’altro, regolamenta l’utilizzo della biomassa negli impianti IPPC e che definisce valori limite di emissione per gli impianti di combustione aventi una potenza termica nominale totale pari o superiore a 50 MW;
che il Comune di Ferrara e la Provincia da circa 10 anni siglano l’Accordo di Programma Regionale per la qualità dell’aria, in plenaria con Regione, Comuni capoluogo, province e comuni con più di 50000 abitanti, che prevede azioni di vario tipo per il miglioramento continuo della qualità dell’aria;
che la Provincia di Ferrara ha approvato, di concerto con i comuni della provincia, in primis il comune di Ferrara,il Piano di Tutela e Risanamento della Qualità dell’Aria;
preso atto
che dalla documentazione pubblicata presso il sito dell'Amministrazione provinciale risulta che tale progetto prevede la produzione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili attraverso la combustione di biomasse lignocellulosiche provenienti anche dalla raccolta differenziata per un quantitativo di circa 44mila tonnellate/anno;
che per il materiale raccolto in maniera differenziata, per norma e letteratura, si prevede una seconda vita ed un riutilizzo, non la combustione dello stesso;
che detto quantitativo di biomassa si aggiunge alla quantità di rifiuti urbani e speciali, pari a 130 mila tonnellate anno, già oggetto di A.I.A. e quindi trattati presso il termovalorizzatore in parola;
considerato
che la combustione di biomasse, pur determinando minori emissioni di CO2rispetto ad altri combustibili, provoca un consistente aumento di polveri sottili e di ossidi di azoto, per i quali oggi l'Italia è sottoposta ad una procedura di infrazione da parte della UE per i ripetuti sforamenti dei livelli di inquinanti nell'aria;
che l'immissione in atmosfera degli inquinanti derivanti dal processo di combustione della biomassa determinerà inevitabilmente un peggioramento della qualità dell’aria che interesserà peraltro un territorio già fortemente compromesso dal punto di vista ambientale e per il quale vigono accordi precisi ;
che l'attività in parola determinerà inoltre un aumento del traffico veicolare con conseguente incremento delle emissioni in atmosfera di inquinanti e del rischio di incidentalità stradale;
che non è possibile avere certezze sulla non contaminazione da inquinanti della biomassa che verrà bruciata perché le procedure di controllo adottate nell'impianto di termovalorizzazione non garantiscono l’assenza di sostanze pericolose per la salute;
che il rischio per la salute legato alla presenza in atmosfera di micro particolato è un'evidenza scientifica consolidata e documentata;
che è sempre auspicabile un ampio coinvolgimento della popolazione locale su temi così delicati;
interpella codesta Amministrazione per conoscere
quale sia l'orientamento in merito all'autorizzazione dell'attività di produzione di energia elettrica e termica attraverso la combustione di biomasse presso l'impianto di termovalorizzazione Hera s.p.a.;
come si intenda gestire le ulteriori attuali e future richieste di installazione di centrali a biomassa, dopo quella di Hera, in assenza per altro di un atto programmatorio del territorio;
se nella valutazione della domanda di autorizzazione presentata da Herambiente si terrà conto dellasostenibilità del progetto con particolare riferimento all'elevato grado di compromissione ambientale del territorio interessato dall'attività in parola;
quali iniziative si intendono intraprendere a tutela della salutedei cittadini residenti nelle aree interessate dalle emissioni in atmosfera derivanti dal processo di combustione della biomassa;
se si intenda sospendere l’iter procedurale autorizzativo al fine di verificare la volontà della popolazione al riguardo, dal momento che non risultano finora avviati momenti di confronto;
se si sia richiesto ad herambiente un elenco più dettagliato della tipologia di biomasse utilizzate nel progetto, visto che si parla genericamente di “biomasse di tipo ligneo-cellulosico principalmente prodotte da attività di recupero degli scarti di potatura”.
INTERPELLANZA
OGGETTO: Interpellanza sul progetto di produzione di energia elettrica e termica attraverso la combustione di biomasse presso il termovalorizzatore Hera di Ferrara
Premesso
che Herambientes.p.a. ha presentato all'Ufficio competente della Provincia di Ferrara un progetto per produzione di energia da combustione di biomasse presso l'impianto di termovalorizzazione sito in Comune di Ferrara –via Cesare Diana, 44;
che la Regione Emilia-Romagna ha approvato con deliberazione n. 344 del 14 marzo 2011 la cartografia contenente le aree di superamento rispettivamente per il PM10 ed il biossido di azoto;
che la Regione sta valutando come dare attuazione alla Direttiva Comunitaria 2010/75/UE relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento), che, tra l’altro, regolamenta l’utilizzo della biomassa negli impianti IPPC e che definisce valori limite di emissione per gli impianti di combustione aventi una potenza termica nominale totale pari o superiore a 50 MW;
che il Comune di Ferrara e la Provincia da circa 10 anni siglano l’Accordo di Programma Regionale per la qualità dell’aria, in plenaria con Regione, Comuni capoluogo, province e comuni con più di 50000 abitanti, che prevede azioni di vario tipo per il miglioramento continuo della qualità dell’aria;
che la Provincia di Ferrara ha approvato, di concerto con i comuni della provincia, in primis il comune di Ferrara,il Piano di Tutela e Risanamento della Qualità dell’Aria;
preso atto
che dalla documentazione pubblicata presso il sito dell'Amministrazione provinciale risulta che tale progetto prevede la produzione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili attraverso la combustione di biomasse lignocellulosiche provenienti anche dalla raccolta differenziata per un quantitativo di circa 44mila tonnellate/anno;
che per il materiale raccolto in maniera differenziata, per norma e letteratura, si prevede una seconda vita ed un riutilizzo, non la combustione dello stesso;
che detto quantitativo di biomassa si aggiunge alla quantità di rifiuti urbani e speciali, pari a 130 mila tonnellate anno, già oggetto di A.I.A. e quindi trattati presso il termovalorizzatore in parola;
considerato
che la combustione di biomasse, pur determinando minori emissioni di CO2rispetto ad altri combustibili, provoca un consistente aumento di polveri sottili e di ossidi di azoto, per i quali oggi l'Italia è sottoposta ad una procedura di infrazione da parte della UE per i ripetuti sforamenti dei livelli di inquinanti nell'aria;
che l'immissione in atmosfera degli inquinanti derivanti dal processo di combustione della biomassa determinerà inevitabilmente un peggioramento della qualità dell’aria che interesserà peraltro un territorio già fortemente compromesso dal punto di vista ambientale e per il quale vigono accordi precisi ;
che l'attività in parola determinerà inoltre un aumento del traffico veicolare con conseguente incremento delle emissioni in atmosfera di inquinanti e del rischio di incidentalità stradale;
che non è possibile avere certezze sulla non contaminazione da inquinanti della biomassa che verrà bruciata perché le procedure di controllo adottate nell'impianto di termovalorizzazione non garantiscono l’assenza di sostanze pericolose per la salute;
che il rischio per la salute legato alla presenza in atmosfera di micro particolato è un'evidenza scientifica consolidata e documentata;
che è sempre auspicabile un ampio coinvolgimento della popolazione locale su temi così delicati;
interpella codesta Amministrazione per conoscere
quale sia l'orientamento in merito all'autorizzazione dell'attività di produzione di energia elettrica e termica attraverso la combustione di biomasse presso l'impianto di termovalorizzazione Hera s.p.a.;
come si intenda gestire le ulteriori attuali e future richieste di installazione di centrali a biomassa, dopo quella di Hera, in assenza per altro di un atto programmatorio del territorio;
se nella valutazione della domanda di autorizzazione presentata da Herambiente si terrà conto dellasostenibilità del progetto con particolare riferimento all'elevato grado di compromissione ambientale del territorio interessato dall'attività in parola;
quali iniziative si intendono intraprendere a tutela della salutedei cittadini residenti nelle aree interessate dalle emissioni in atmosfera derivanti dal processo di combustione della biomassa;
se si intenda sospendere l’iter procedurale autorizzativo al fine di verificare la volontà della popolazione al riguardo, dal momento che non risultano finora avviati momenti di confronto;
se si sia richiesto ad herambiente un elenco più dettagliato della tipologia di biomasse utilizzate nel progetto, visto che si parla genericamente di “biomasse di tipo ligneo-cellulosico principalmente prodotte da attività di recupero degli scarti di potatura”.
13 luglio 2011
L'On. Silvana Mura risponde alla Presidente della Provincia, Marcella Zappaterra
Gentile Direttore,da diversi giorni la posizione assunta dall’Italia dei Valori in merito all’abolizione delle Province sta suscitando un acceso dibattito, non privo di asprezze polemiche, in particolare a Ferrara, al quale non si è sottratta neppure la presidente della Provincia Marcella Zappaterra. Per questo le chiedo di ospitare sul suo giornale questo mio intervento volto a chiarire quale sia la posizione del mio partito sul tema.
L’Italia dei Valori nella campagna elettorale per le politiche del 2008 si impegnò con i propri elettori ad abolire l’Ente Provincia. Una volta in parlamento l’impegno è stato prontamente onorato attraverso la presentazione di una proposta di legge di modifica costituzionale che la scorsa settimana è stata respinta dalla Camera con il voto contrario di Pdl e Lega e l’astensione del Partito Democratico.
L’Italia dei Valori vuole abolire le Province perché ritiene, dati alla mano, che si tratti di un ente intermedio del quale nella nuova architettura federalista si può fare a meno con importanti risparmi per il bilancio statale. Ad oggi il costo delle Province per le casse dello stato è stimabile in circa 17 miliardi di euro all’anno. Chiaramente nessuno si sogna di sostenere che la loro abrogazione equivarrebbe al risparmio netto di questa cifra, perché i costi del personale, che verrebbe riallocato in altre strutture pubbliche, rimarrebbe, così come rimarrebbe parte dei trasferimenti erogati dallo stato per lo svolgimento di quelle funzioni che verrebbero destinate a Comuni e Regioni.
Il risparmio stimato della riforma si attesterebbe sui due miliardi annui e si otterrebbe esclusivamente sull’eliminazione di quell’esercito di eletti e amministratori che oggi opera nelle Province.
Si tratta di demagogia? Personalmente ritengo di no, anche perché altrimenti si dovrebbe considerare demagogico anche il Sole 24 Ore, che ha definito un errore madornale la bocciatura inflitta dalla Camera alla proposta di legge dell’Italia dei Valori.
Veniamo ora a Ferrara, una provincia che non ho difficoltà ad ammettere che sia bene amministrata, come lo sono, per fortuna le altre province della nostra regione. La questione però non riguarda la singola amministrazione ma ha un respiro più ampio e di sistema, come spiegato in precedenza.
Ammetto che le polemiche sollevate dal segretario provinciale del Partito Democratico, ma soprattutto dalla Presidente Zappaterra mi hanno sorpreso, perché sembrano aver fatto di una proposta politica generale un caso particolare che riguarda i loro attuali ruoli.
Voglio sgombrare subito il campo da ogni equivoco. L’Italia dei Valori ha il pieno rispetto per le donne e gli uomini che nei consigli e nelle giunte con il loro lavoro rappresentano l’Istituzione Provincia. E proprio tra queste donne e questi uomini ci sono esponenti dell’Italia dei Valori che ogni giorno si impegnano e continueranno a farlo per l’efficienza delle amministrazioni provinciali. Questo non esclude che quelle donne e quegli uomini ritengano che l’ente nel quale operano debba essere abolito con le procedure democratiche previste dalla costituzione.
In questi giorni sovente si è fatto riferimento ad una presunta incompatibilità che riguarderebbe Massimiliano Fiorillo che è vice presidente della Provincia di Ferrara e segretario provinciale dell’Italia dei Valori. Conoscendo Fiorillo mi sento di rassicurare la presidente Zappaterra sul fatto che tutte le volte che su sua delega dovrà indossare la fascia azzurra lo farà al meglio e nell’interesse del Castello e dei cittadini della provincia di Ferrara, e non certo come una oscura quinta colonna che trama nell’ombra. Anche la presunta incompatibilità tra il suo ruolo istituzionale e il suo ruolo politico, ovvero quello di segretario di un partito che vuole abrogare le Province, non ci sembra fondata, perché con lo stesso metro la presidente Zappaterra allora dovrebbe chiedere ai tanti cittadini della provincia di Ferrara che sono favorevoli all’abrogazione di questo ente, di rinunciare ai servizi che questo offre.
Se poi il Partito Democratico ritiene che ci sia un problema politico da risolvere con l’Italia dei Valori nella maggioranza che sostiene la giunta provinciale, la questione è diversa e non c’entra nulla con l’abolizione delle Province.
Concludendo, noi non siamo così presuntuosi da ritenere di avere la ragione in tasca, neppure sul tema delle Province. E’ per questo che, come accaduto per i referendum del 12 e 13 giugno, riteniamo di dare la parola ai cittadini e di rimetterci al loro insindacabile giudizio, attraverso la prossima raccolta firme per la presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare. Ci auguriamo davvero e di cuore che il motivo di tante polemiche non risieda proprio in questa scelta.
On. Silvana Mura – Coordinatrice regionale Italia dei Valori
10 luglio 2011
Smaltimento dei reflui a Cento. L'I.D.V. sollecita la giunta comunale
Lo smaltimento dei reflui resta per Cento un grave problema. Rappresenta un danno per l'ambiente, un disagio per la comunità e, per questo, l'amministrazione comunale certamente si farà carico del problema nel brevissimo periodo. D'altra parte, sono molti i cittadini delle frazioni che si interrogano sulle modalità con cui la giunta intende affrontare e risolvere il problema delle acque reflue, pilastro portante della campagna elettorale dell'Italia dei Valori e della coalizione di centrosinistra. L'Italia dei Valori considera positivamente l'annullamento della delibera dell'ex sindaco Tuzet che scaricava i costi della messa a norma sui cittadini, ma la gravità del problema merita un intervento urgente da parte del Comune. Pertanto pensiamo che l’assessore all’ambiente Mario Pedaci e il sindaco dovrebbero al più presto informare dettagliatamente i cittadini in merito agli interventi urgenti che sicuramente saranno nell’agenda dei lavori della giunta. L'Italia dei Valori, con convinzione dalla parte della gente delle frazioni, ha condiviso e condivide i propositi della campagna elettorale e quanto scritto nel programma, nel quale si fa riferimento con nettezza all'esigenza di risolvere il problema della inadeguatezza degli scarichi anche con una collaborazione con istituzioni limitrofe (per esempio col sindaco Broglia di Crevalcore). Italia dei Valori di Cento
08 luglio 2011
L'On. Silvana Mura (IDV) risponde a Paolo Calvano (PD): "Comprendiamo il loro imbarazzo, ma sulle Province ed i costi della politica, l'I.D.V. risponde solo agli elettori".
Comprendiamo che l'iniziativa assunta dall'Italia dei Valori in Parlamento, che tenendo fede al mandato assunto con gli elettori, ha proposto l'abolizione delle province, ha creato imbarazzo oltre che a diversi esponenti del partito democratico nazionale, anche al segretario provinciale del PD di Ferrara. Ma le tesi da lui sostenute oltre a non stare in piedi, credo aumentino l'irritazione proprio degli elettori e dei militanti Pd, come è accaduto per le giustificazioni offerte a livello nazionale. - Lo dichiara l'on. Silvana Mura coordinatrice regionale dell'Idv - La coerenza dell'Idv a differenza di altre forze politiche sta nel cercare di realizzare in parlamento, come negli enti locali, le promesse effettuate nelle rispettive campagne elettorali e l'abolizione delle province era una di queste. L'idv è una forza politica di livello nazionale e come tale, a legislazione vigente, partecipa alle elezioni provinciali e conseguentemente fa operare i propri eletti e amministratori in queste istituzioni con una finalità espressa di riduzione del danno. La differenza tra noi e il Pd sta nel fatto che i nostri eletti e i nostri amministratori provinciali rimangono favorevoli all'abolizione dell'ente provincia perché credono nel principio e non nella poltrona che la provincia oggettivamente offre. Se Calvano ritiene che l'ente Provincia sia utile e che non costituisca una voce rilevante della categoria costi della politica, è libero di farlo, anche se molti nel PD a livello nazionale non sembrano pensarla come lui. Noi riteniamo che sui costi della politica sia necessario non guardare in faccia a nessuno, e tanto meno i dirigenti locali che cercano di tutelare rendite di posizione acquisite. Come annunciato proprio oggi l'Idv intraprenderà a breve una raccolta firme per una proposta di legge d'iniziativa popolare per abolire le province, quella sarà un'ottima occasione per capire come i cittadini ferraresi la pensano sulla questione.
Ufficio stampa I.D.V.
Ufficio stampa I.D.V.
03 luglio 2011
I.D.V. per la ripubblicizzazione del servizio idrico.
L'Italia dei Valori ritiene necessario dare al più presto una risposta ai milioni di italiani che con il referendum del 12 e 13 giugno si sono espressi a sostegno dell'acqua pubblica.
Per non deludere ed eludere la volontà popolare occorre pertanto mettere in campo, da subito e senza tentennamenti, azioni concrete che diano il segno della svolta epocale sancita dal referendum.
Niente tatticismi, niente operazioni di facciata ma l'avvio di un percorso rigoroso, serio e partecipato che dovrà condurre alla ridefinizione del servizio idrico inteso come servizio pubblico di interesse generale e gestito secondo criteri di economicità, trasparenza e partecipazione.
Occorre prima di tutto partire dalla riflessione sul tema delle tariffe idriche che andranno ridefinite alla luce dell'abrogazione della norma che prevede l'adeguatezza della remunerazione del capitale investito. I cittadini ora si aspettano che l'esito referendario si traduca in qualcosa di concreto e vantaggioso, ovvero bollette più leggere, frutto di tariffe eque e di una gestione del servizio idrico non soggetta alla logica di mercato.
L'Italia dei Valori è pienamente consapevole che gli effetti del referendum non si potranno vedere da un giorno all'altro ma il processo di ripubblicizzazione dell'acqua è ormai avviato ed è ineluttabile. Un processo, quello che conduce al “governo pubblicistico” del servizio idrico in coerenza con la natura di bene comune della risorsa acqua, che dovrà essere fortemente partecipato e dovrà vedere un ampio confronto tra forze politiche, sindaci del territori e Comitato per l'Acqua Pubblica a cui va riconosciuto un importante ruolo nella discussione e nel percorso di ripubblicizzazione del servizio idrico.
Per quanto riguarda la modifica dello Statuto Comunale di Ferrara nella parte che riguarda i beni comuni, l'Italia dei Valori presenterà in Consiglio Comunale un emendamento che esclude l'acqua dal regime di "mercato regolato" per sottolineare inequivocabilmente la volontà di gestire questo bene in forma pubblica.
Il Direttivo provinciale dell’Italia dei Valori di Ferrara
Per non deludere ed eludere la volontà popolare occorre pertanto mettere in campo, da subito e senza tentennamenti, azioni concrete che diano il segno della svolta epocale sancita dal referendum.
Niente tatticismi, niente operazioni di facciata ma l'avvio di un percorso rigoroso, serio e partecipato che dovrà condurre alla ridefinizione del servizio idrico inteso come servizio pubblico di interesse generale e gestito secondo criteri di economicità, trasparenza e partecipazione.
Occorre prima di tutto partire dalla riflessione sul tema delle tariffe idriche che andranno ridefinite alla luce dell'abrogazione della norma che prevede l'adeguatezza della remunerazione del capitale investito. I cittadini ora si aspettano che l'esito referendario si traduca in qualcosa di concreto e vantaggioso, ovvero bollette più leggere, frutto di tariffe eque e di una gestione del servizio idrico non soggetta alla logica di mercato.
L'Italia dei Valori è pienamente consapevole che gli effetti del referendum non si potranno vedere da un giorno all'altro ma il processo di ripubblicizzazione dell'acqua è ormai avviato ed è ineluttabile. Un processo, quello che conduce al “governo pubblicistico” del servizio idrico in coerenza con la natura di bene comune della risorsa acqua, che dovrà essere fortemente partecipato e dovrà vedere un ampio confronto tra forze politiche, sindaci del territori e Comitato per l'Acqua Pubblica a cui va riconosciuto un importante ruolo nella discussione e nel percorso di ripubblicizzazione del servizio idrico.
Per quanto riguarda la modifica dello Statuto Comunale di Ferrara nella parte che riguarda i beni comuni, l'Italia dei Valori presenterà in Consiglio Comunale un emendamento che esclude l'acqua dal regime di "mercato regolato" per sottolineare inequivocabilmente la volontà di gestire questo bene in forma pubblica.
Il Direttivo provinciale dell’Italia dei Valori di Ferrara
26 giugno 2011
21 giugno 2011
Buon lavoro al Sindaco di Cento, Piero Lodi, ed alla sua Giunta ma è stato un errore escludere l’I.D.V. dal governo della Città.
Nel giorno dell’insediamento del Consiglio comunale di Cento, auguriamo al Sindaco Lodi ed alla sua Giunta buon lavoro. Non possiamo però non considerare un errore l’aver escluso l’Italia dei Valori dal governo della città. Una scelta che forse era già nella mente di Piero Lodi prima del voto.
Lo dimostra il fatto che in Giunta siano presenti forze politiche meno rappresentative dell’Italia dei Valori e che all’indomani della vittoria al ballottaggio, il neo sindaco abbia incontrato tutte le forze politiche della coalizione tranne l’I.D.V..
Ora, l’Italia dei Valori, non essendo stata chiamata a condividere la responsabilità di governo della città di Cento, si limiterà a dare un appoggio esterno alla maggioranza, un appoggio non scontato ma che sarà determinato dalla bontà delle azioni e delle scelte messe in campo dal Sindaco Lodi e dalla sua Giunta.
(Massimiliano Fiorillo)
17 giugno 2011
I.D.V. presenta in Consiglio comunale e provinciale di Ferrara un O.d.G per la riduzione del 7% della tariffa per il servizio idrico integrato.
La volontà popolare espressa con il referendum del 12 e 13 giugno va rispettata e l’Italia dei Valori chiede ora che si mettano in campo azioni concrete a partire dal tema dell’acqua.
l’Italia dei Valori ha quindi presentato in Consiglio comunale e provinciale di Ferrara un o.d.g. con il quale si chiede l’impegno del Sindaco e Presidente della Provincia di Ferrara ad intervenire presso ATO affinché venga rispettata la volontà di milioni di italiani, eliminando la remunerazione del capitale investito per il servizio idrico integrato, a partire dal giorno di pubblicazione dei risultati ufficiali dei referendum sulla gazzetta ufficiale e consentendo a cittadini di risparmiare il 7% nella bolletta dell'acqua.
La Segreteria provinciale Italia dei Valori Ferrara
l’Italia dei Valori ha quindi presentato in Consiglio comunale e provinciale di Ferrara un o.d.g. con il quale si chiede l’impegno del Sindaco e Presidente della Provincia di Ferrara ad intervenire presso ATO affinché venga rispettata la volontà di milioni di italiani, eliminando la remunerazione del capitale investito per il servizio idrico integrato, a partire dal giorno di pubblicazione dei risultati ufficiali dei referendum sulla gazzetta ufficiale e consentendo a cittadini di risparmiare il 7% nella bolletta dell'acqua.
La Segreteria provinciale Italia dei Valori Ferrara
Visita al C.U.P. di Via Marconi del Consigliere PDL Di Martino. Soltanto una passerella mediatica.
Ora che il consigliere provinciale PDL Di Martino ha fatto il suo “blitz” nella struttura di accoglienza profughi di via Marconi a Ferrara, ci sentiamo tutti più tranquilli.
Di Martino ha anche messo a segno un secondo obiettivo: ha soddisfatto il suo bisogno di visibilità.
Non ci torna però qualcosa. Perché il consigliere pidiellino si accorge solo oggi che al C.U.P. di via Marconi sono ospitati profughi provenienti dal nord africa? Perché quando migliaia di disperati venivano ammassati come bestie nei campi di prima accoglienza di Lampedusa, con una gestione fallimentare dell’emergenza profughi da parte del Governo, lui non ha speso una sola parola?
Perché quando il Governo voleva realizzare un Centro di Identificazione ed Espulsione da 2000 posti a Poggio Renatico, è stato zitto?
Il “blitz” dell’esponente del centro destra locale appare in tutta evidenza come una mossa puramente mediatica perché a lui ed alla sua parte politica nulla importa della sorte dei profughi. Profughi che grazie all’impegno della Protezione Civile, dei volontari, delle Istituzioni, sono stati invece accolti dignitosamente e nel pieno rispetto della dignità umana, seppur tra mille difficoltà legate soprattutto alla cattiva gestione governativa dell’emergenza nord africa.
Il Segretario provinciale Italia dei Valori di Ferrara
(Massimiliano Fiorillo)
14 giugno 2011
Gli abbiamo fatto il quorum!
E' fatta! Grazie a tutti gli iscritti e simpatizzanti dell'Italia dei Valori che, già a partire dall'estate scorsa, si sono impegnati nella campagna referendaria. Senza il loro lavoro, nelle piazze, ai banchetti, ai gezebo dell'IDV, oggi non avremmo potuto festeggiare questo grande successo della democrazia.
Grazie ai milioni di italiani che ci fanno sperare in un Paese migliore.
Grazie Italia dei Valori, grazie Antonio Di Pietro!
Massimiliano Fiorillo
(Coordinatore provinciale Italia dei Valori Ferrara)
12 giugno 2011
Vota e fai votare, non craxare!
Il quorum è a portata di mano!
Vota e fai votare, 4 SI' senza se e senza ma! Non "craxare" e pensa al tuo futuro.
Massimiliano Fiorillo
(Segretario provinciale Italia dei Valori di Ferrara)
Vota e fai votare, 4 SI' senza se e senza ma! Non "craxare" e pensa al tuo futuro.
Massimiliano Fiorillo
(Segretario provinciale Italia dei Valori di Ferrara)
Grande successo di pubblico per il concerto referendario organizzato dall'I.D.V. di Ferrara.
Lasciatemi esprimere grande soddisfazione per il successo di pubblico che ha avuto nostro concerto referendario di mercoledì sera a Ferrara. Abbiamo riempito piazza Trento Trieste con tantissimi giovani e meno giovani, letteralmente rapiti dal sound dei mitici Queen. Grazie a tutti coloro che hanno collaborato all'organizzazione dell'evento.
Peccato solo che il nostro concerto è stato disertato (ed ignorato) dai comitati referendari locali. Peccato, perchè sarebbe stato anche per loro un importante momento di visibilità e di condivisione dell'importante battaglia referendaria che IDV dall'estate scorsa sta portando avanti.
Massimiliano Fiorillo
(Segretario provinciale Italia dei Valori di Ferrara)


Peccato solo che il nostro concerto è stato disertato (ed ignorato) dai comitati referendari locali. Peccato, perchè sarebbe stato anche per loro un importante momento di visibilità e di condivisione dell'importante battaglia referendaria che IDV dall'estate scorsa sta portando avanti.
Massimiliano Fiorillo
(Segretario provinciale Italia dei Valori di Ferrara)


06 giugno 2011
Una centrale a biomasse da 40 mila tonnellate all'anno presso l'inceneritore Hera di Ferrara? L'Italia dei Valori dice NO grazie!
L'Italia dei valori esprime forte contrarietà al progetto di Hera Ambiente di utilizzare la Linea 2 dell'inceneritore di Ferrara come centrale a biomasse presso la quale bruciare 40mila tonnellate di biomassa all'anno, in aggiunta alle 130mila tonnellate di rifiuti già approvate con l'Autorizzazione Integrata Ambientale.
La richiesta di Hera di bruciare un così grande quantitativo di biomasse a pochissimi chilometri dalla città di Ferrara, rappresenta una vera e propria follia che va assolutamente respinta per il bene dell'ambiente e della salute dei ferrarese. Prevale ancora una volta in Hera la logica del profitto a tutti i costi, in barba al sacrosanto diritto dei cittadini di vivere in un ambiente salubre.
È risaputo che la combustione di biomasse, pur determinando minori emissioni di CO2 rispetto ad altri combustibili, provoca un consistente aumento di polveri sottili e di ossidi di azoto, per i quali oggi l'Italia è sottoposta ad una procedura di infrazione da parte della UE per i ripetuti sforamenti dei livelli di inquinanti nell'aria. Per non parlare poi dell'aumento del traffico veicolare dovuto lal transito dei camion adibiti al trasporto della biomassa all'inceneritore di Cassana.
Per quanto le tecnologie adottate da Hera possano essere all'avanguardia e garantire performance efficientissime, la situazione ambientale di Ferrara non consente ulteriori attività antropiche ad elevato impatto ambientale, soprattutto per quanto riguarda le emissioni di inquinanti in atmosfera a seguito di processi di combustione.
Una centrale a biomasse in città non porta alcun beneficio alla collettività ma solo alle tasche di Hera che mira così ad incrementare i profitti attraverso la produzione di energia da immettere nel teleriscaldamento e nella rete elettrica.
Per queste ragioni, l'Italia dei Valori dice no, senza se e senza ma, alla centrale a biomasse presso l'inceneritore di Hera di Ferrara.
Il Segretario provinciale dell'Italia dei Valori di Ferrara
Massimiliano Fiorillo
La richiesta di Hera di bruciare un così grande quantitativo di biomasse a pochissimi chilometri dalla città di Ferrara, rappresenta una vera e propria follia che va assolutamente respinta per il bene dell'ambiente e della salute dei ferrarese. Prevale ancora una volta in Hera la logica del profitto a tutti i costi, in barba al sacrosanto diritto dei cittadini di vivere in un ambiente salubre.
È risaputo che la combustione di biomasse, pur determinando minori emissioni di CO2 rispetto ad altri combustibili, provoca un consistente aumento di polveri sottili e di ossidi di azoto, per i quali oggi l'Italia è sottoposta ad una procedura di infrazione da parte della UE per i ripetuti sforamenti dei livelli di inquinanti nell'aria. Per non parlare poi dell'aumento del traffico veicolare dovuto lal transito dei camion adibiti al trasporto della biomassa all'inceneritore di Cassana.
Per quanto le tecnologie adottate da Hera possano essere all'avanguardia e garantire performance efficientissime, la situazione ambientale di Ferrara non consente ulteriori attività antropiche ad elevato impatto ambientale, soprattutto per quanto riguarda le emissioni di inquinanti in atmosfera a seguito di processi di combustione.
Una centrale a biomasse in città non porta alcun beneficio alla collettività ma solo alle tasche di Hera che mira così ad incrementare i profitti attraverso la produzione di energia da immettere nel teleriscaldamento e nella rete elettrica.
Per queste ragioni, l'Italia dei Valori dice no, senza se e senza ma, alla centrale a biomasse presso l'inceneritore di Hera di Ferrara.
Il Segretario provinciale dell'Italia dei Valori di Ferrara
Massimiliano Fiorillo
05 giugno 2011
04 giugno 2011
Con Graziella Ferretti, l'Italia dei Valori entra nella Giunta comunale di Codigoro
L'Italia dei Valori entra, con Graziella Ferretti, nella Giunta comunale di Codigoro. Sarà l'Assessore all'ambiente, alle pari opportunità ed alle relazioni internazionali.E' il giusto riconoscimento all'impegno di Graziella Ferretti ed alla serietà dell'Italia dei Valori che ora, anche a Codigoro, si assume la responsabilità di governo. Ma è anche il frutto del lavoro di squadra che l'I.D.V. ferrarese ha saputo fare. Congratulazioni a Graziella e grazie a tutti coloro che hanno lavorato per raggiungere questo importante risultato.
Buon lavoro al Sindaco Rita Cinti Luciani ed alla sua Giunta.
Massimiliano Fiorillo
(Segretario provinciale Italia dei Valori di Ferrara)
03 giugno 2011
I "filoni" referendari.
Il tema dei Referendum del prossimo 12 – 13 giugno è talmente importante per la democrazia che non ci saremmo aspettati che Progetto per Ferrara-M5S approfittasse, per opportunismo, anche di questa occasione, all’ultimo secondo però, quando tutti gli sforzi sono già stati fatti da altri. Anche loro piantano bandiere là dove altri invece, con dedizione hanno portato avanti il disegno politico del bene comune. A cominciare dal lancio, l’anno scorso della chiamata ai referendum.
P.P.F. per bocca del suo massimo ed unico generale (la dice lunga) entra in azione oggi sparando nel mucchio, qualunquista, ergendosi a paladino dell’acqua pubblica.
E sputa sentenze pure contro Di Pietro ed I.D.V. Contro coloro che i referendum li hanno voluti. Da non credere!!!
Peccato che I.D.V. da più di un anno stia lavorando, per molto tempo senza compagni di viaggio, a tutta la filiera dei referendum, per arrivare alla fine del percorso.
E parliamo di tutti i referendum. Rinunciando per altro alla propria paternità (per Nucleare e Legittimo Impedimento), per confluire dentro il comitato referendario.
Tutto perché il bene comune ha un valore superiore a quello della propria pancia.
Tutto perché l’acqua è un diritto e l’accesso all’acqua pure!!!
Tutto perché i beni comuni stanno dentro un progetto comune. Idem per l’energia e per la legge uguale per tutti.
Tutto perché oggi è in atto un risveglio delle coscienze, che va al di là del colore politico, abbraccia a tutto tondo la società civile. Lo hanno dimostrato le scelte fatte dai cittadini durante le ultime amministrative. E siamo sicuri che questo risveglio porterà al raggiungimento del quorum. E Di Pietro e l’Italia dei Valori lo hanno colto il segnale.
P.P.F. forse no! Forse pecca troppo di "ombelicocentricocrazia" e proprio opportunismo di bottega.
La Segreteria provinciale Italia dei Valori di Ferrara
02 giugno 2011
Altra “mazzata” al governo Berlusconi. Il referendum sul nucleare si farà!
Tempi duri per il Governo Berlusconi. Dopo la “mazzata” dei ballottaggi di tre giorni fa, arriva quella della Corte di Cassazione che conferma la validità della consultazione referendaria contro il ritorno del nucleare in Italia. Il governo ha tentato in tutti i modi di affossare il referendum; ci ha provato con l’inganno del decreto “omnibus”, continuerà a farlo con l’oscuramento mediatico dei temi referendari e con la disinformazione del duopolio RAI-Mediaset.
Ma grazie alla Cassazione è prevalso lo stato di diritto e gli italiani il 12 e 13 giugno potranno quindi pronunciarsi, attraverso lo strumento referendario, contro il ritorno al nucleare, contro la privatizzazione dell’acqua e contro la legge sul legittimo impedimento.
Non bisogna dimenticare che, se gli italiani potranno esprimersi contro la follia del nucleare e la legge sul legittimo impedimento è grazie al partito dell’Italia dei Valori che, solo contro tutti, nell’estate scorsa ha raccolto oltre due milioni di firme per proporre il referendum.
Ora ci rimangono solo dieci giorni per convincere quanta più gente possibile a recarsi il 12 e 13 giugno prossimo alle urne referendarie e votare 4 SI!
Massimiliano Fiorillo
Segreterio provinciale dell’Italia dei Valori di Ferrara
Ma grazie alla Cassazione è prevalso lo stato di diritto e gli italiani il 12 e 13 giugno potranno quindi pronunciarsi, attraverso lo strumento referendario, contro il ritorno al nucleare, contro la privatizzazione dell’acqua e contro la legge sul legittimo impedimento.
Non bisogna dimenticare che, se gli italiani potranno esprimersi contro la follia del nucleare e la legge sul legittimo impedimento è grazie al partito dell’Italia dei Valori che, solo contro tutti, nell’estate scorsa ha raccolto oltre due milioni di firme per proporre il referendum.
Ora ci rimangono solo dieci giorni per convincere quanta più gente possibile a recarsi il 12 e 13 giugno prossimo alle urne referendarie e votare 4 SI!
Massimiliano Fiorillo
Segreterio provinciale dell’Italia dei Valori di Ferrara
30 maggio 2011
Ballottaggi: abbiamo liberato Cento da vent’anni di malgoverno. Grande soddisfazione dell’Italia dei Valori per la svolta di Milano e Napoli.
L’Italia dei Valori esprime grande soddisfazione per la vittoria del centrosinistra a Cento con Piero Lodi. Finalmente Cento è stata liberata dal ventennale malgoverno ed ora si apre per la città del Guercino una nuova stagione. L’Italia dei Valori è orgogliosa di aver contribuito a questa svolta storica e si congratula con il neo sindaco di Cento, Piero Lodi.
Completa la grande impresa del centrosinistra il successo di Pisapia a Milano e del candidato dell’Italia dei Valori Luigi De Magistris a Napoli. Ora, puntiamo a vincere il referendum del 12 e 13 giugno ed a mandare a casa il governo Berlusconi.
Massimiliano Fiorillo
(Segretario provinciale Italia dei Valori Ferrara)
27 maggio 2011
Il fallimento del centrodestra centese
La sfida centese occupa ampi spazi mediatici. Il risultato del primo turno evidenzia, nella mera sommatoria dei voti, un maggiore consenso al centro-destra. Ma, da questa parte, sono tutti preoccupati perchè i veti incrociati non fanno emergere con chiarezza il consenso verso il loro candidato. Ma, i cittadini centesi, ne hanno ben donde.
Per esperienza personale ho avuto spesso a che fare, per cinque anni, in qualità di presidente del consorzio di Bonifica, sia con l'amministrazione uscente che con i cittadini centesi e ne è emersa, a mio avviso, una distonia profonda. Ora il candidato di centrodestra, Fava, tenta di ripristinare il contatto, ma deve fare contorsionismi inenarrabili per ricondurre al solo Tuzet gli errori commessi, senza spiegare dove fossero i rappresentanti della propria parte politica all'atto del compimento delle azioni inconcludenti dell'amministrazione uscente. La questione che viene cavalcata con maggior fervore, si aggira, com'è auspicabile, attorno alle problematiche idrauliche; ma è proprio qui che l'amministrazione di centro destra, ottusa e prevaricante, ha commesso gli errori più pacchiani. Sono partiti con il tentatitvo di sconvolgimento autoreferenziale della programmazione in atto, da tempo fatta congiuntamente agli altri enti interessati; hanno ottenuto un contributo a fondo perduto - con modalità "questuanti" da vecchia politica e non per ragionamenti di merito - dal presidente della commissione ambiente Alessandri (leghista) che ora non si schiera al ballottaggio; hanno millantato, impropriamente, contributi percepiti dalla Regione, quale frutto di un loro esclusivo interessamento; hanno tentato di risolvere una questione annosa, come quella relativa alla risoluzione del problema afferente il reticolo minore delle zone Partecipanza, con protervia ed arroganza. Non si sono, invece, mai attivati avverso la continua cementificazione centese e non sono riusciti, nel mandato, a spendere alcunchè del sostegno finanziario ricevuto per la sicurezza idraulica. Nel contempo, ottusamente, hanno offeso e rigettato il rapporto con i cittadini che rappresentano gli allagati.
Da queste responsabilità, il cantrodestra, non si può defilare tentando di dare la colpa esclusiva al sindaco uscente. Credo sia chiara, invece, la fine di un modello di sviluppo, che pensava di fare della garanzia dettata dalle (declinanti) potenzialità locali, il metro di misura della prevaricazione della logica di equilibrio, da parte di una governance destrorsa ampiamente fallimentare.
Daniele Vecchiattini
Per esperienza personale ho avuto spesso a che fare, per cinque anni, in qualità di presidente del consorzio di Bonifica, sia con l'amministrazione uscente che con i cittadini centesi e ne è emersa, a mio avviso, una distonia profonda. Ora il candidato di centrodestra, Fava, tenta di ripristinare il contatto, ma deve fare contorsionismi inenarrabili per ricondurre al solo Tuzet gli errori commessi, senza spiegare dove fossero i rappresentanti della propria parte politica all'atto del compimento delle azioni inconcludenti dell'amministrazione uscente. La questione che viene cavalcata con maggior fervore, si aggira, com'è auspicabile, attorno alle problematiche idrauliche; ma è proprio qui che l'amministrazione di centro destra, ottusa e prevaricante, ha commesso gli errori più pacchiani. Sono partiti con il tentatitvo di sconvolgimento autoreferenziale della programmazione in atto, da tempo fatta congiuntamente agli altri enti interessati; hanno ottenuto un contributo a fondo perduto - con modalità "questuanti" da vecchia politica e non per ragionamenti di merito - dal presidente della commissione ambiente Alessandri (leghista) che ora non si schiera al ballottaggio; hanno millantato, impropriamente, contributi percepiti dalla Regione, quale frutto di un loro esclusivo interessamento; hanno tentato di risolvere una questione annosa, come quella relativa alla risoluzione del problema afferente il reticolo minore delle zone Partecipanza, con protervia ed arroganza. Non si sono, invece, mai attivati avverso la continua cementificazione centese e non sono riusciti, nel mandato, a spendere alcunchè del sostegno finanziario ricevuto per la sicurezza idraulica. Nel contempo, ottusamente, hanno offeso e rigettato il rapporto con i cittadini che rappresentano gli allagati.
Da queste responsabilità, il cantrodestra, non si può defilare tentando di dare la colpa esclusiva al sindaco uscente. Credo sia chiara, invece, la fine di un modello di sviluppo, che pensava di fare della garanzia dettata dalle (declinanti) potenzialità locali, il metro di misura della prevaricazione della logica di equilibrio, da parte di una governance destrorsa ampiamente fallimentare.
Daniele Vecchiattini
25 maggio 2011
Passa anche da Ferrara la staffetta in rosa delle Donne I.D.V. che unisce l'Italia per i Referendum
Dopo che l’Italia dei Valori ha raccolto in soli tre mesi – dal maggio al luglio del 2010 – le firme di milioni di cittadini che desideravano esprimersi contro il ritorno del nucleare, contro la privatizzazione dell’acqua e contro la legge sul legittimo impedimento, oggi corriamo il rischio di vederci strappare questa conquista semplicemente perché il Governo – spaventato dal risultato delle urne referendarie - sta mettendo in campo tutte le forze a sua disposizione per far naufragare la consultazione e mancare il raggiungimento del quorum.
Prima il mancato accorpamento del referendum alle date dei ballottaggi, poi il ritardo nella trasmissione degli spot televisivi, tuttora scarsi e concentrati in fasce orarie con pochi ascolti, ora il decreto “omibus” con il quale si vorrebbe cancellare il quesito sul nucleare – divenuto particolarmente attuale dopo la tragedia di Fukushima.
Per fortuna una grossa fetta di cittadini non ci sta e, tramite comitati ed associazioni si organizza per sensibilizzare l’opinione pubblica e per mobilitare gli elettori affinché si rechino a votare SI a tutti e quattro i quesiti. Le donne di Italia dei Valori hanno ideato una festosa staffetta in rosa che porterà in giro per l’Italia uno striscione a difesa del diritto di esprimere la propria opinione su tre temi referendari di importanza vitale e sulla necessità di votare SI a tutti e 4 i quesiti.
Sabato 28 maggio alle 9, una rappresentanza delle donne dell’IDV di Ferrara partirà dalla stazione di Ferrara per unirsi alle compagne bolognesi. Alle 10, dalla stazione di Bologna le donne IDV raggiungeranno Firenze dove avverrà il passaggio di consegna di uno striscione referendario alle attiviste toscane.
Dipartimento Donne Italia dei Valori Ferrara
Prima il mancato accorpamento del referendum alle date dei ballottaggi, poi il ritardo nella trasmissione degli spot televisivi, tuttora scarsi e concentrati in fasce orarie con pochi ascolti, ora il decreto “omibus” con il quale si vorrebbe cancellare il quesito sul nucleare – divenuto particolarmente attuale dopo la tragedia di Fukushima.
Per fortuna una grossa fetta di cittadini non ci sta e, tramite comitati ed associazioni si organizza per sensibilizzare l’opinione pubblica e per mobilitare gli elettori affinché si rechino a votare SI a tutti e quattro i quesiti. Le donne di Italia dei Valori hanno ideato una festosa staffetta in rosa che porterà in giro per l’Italia uno striscione a difesa del diritto di esprimere la propria opinione su tre temi referendari di importanza vitale e sulla necessità di votare SI a tutti e 4 i quesiti.
Sabato 28 maggio alle 9, una rappresentanza delle donne dell’IDV di Ferrara partirà dalla stazione di Ferrara per unirsi alle compagne bolognesi. Alle 10, dalla stazione di Bologna le donne IDV raggiungeranno Firenze dove avverrà il passaggio di consegna di uno striscione referendario alle attiviste toscane.
Dipartimento Donne Italia dei Valori Ferrara
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