Elezioni Europee 2014

28 febbraio 2014

Freda - Fiorillo (IDV): "Piano rifiuti, la Regione continua a raccontare favole".

I nostri timori sono stati confermati: i Piani Provinciali di Gestione dei Rifiuti non sono più in vigore. Nel corso della Commissione Ambiente il sottosegretario Bertelli ha ammesso che i Piani Provinciali restano in vigore solo per le parti non in contrasto con il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti. Un modo velato per dire che il PRGR è legge a tutti gli effetti.
Tutto questo senza che l'Assemblea Legislativa abbia avuto preventivamente la possibilità di discuterlo e modificarlo. Un colpo di mano che avrà effetti devastanti per la nostra Regione: in base a quanto stabilisce il comma 3 dell'articolo 18 delle norme tecniche del PRGR, negli inceneritori dell'Emilia Romagna «è consentito trattare anche quote di rifiuti speciali nei limiti della capacità autorizzata disponibile». Per permettere agli impianti di continuare a funzionare a pieno regime fin da ora si potranno saturare gli inceneritori non solo con i rifiuti di altre province, ma anche con l'importazione di rifiuti speciali - che per legge sono a libero mercato - provenienti da ogni parte d'Italia. Già oggi, secondo quanto scrive il Report Rifiuti 2013 di Arpa Emilia Romagna, la nostra regione importa un milione di tonnellate di rifiuti speciali: come possono i vertici della Regione continuare a raccontarci la favola ben diversa dalla realtà - che in Emilia Romagna non verranno bruciati rifiuti provenienti da altre regioni?
Ci chiediamo a cosa servano gli sforzi dei cittadini nel mettere in atto buone pratiche come la raccolta differenziata - senza peraltro avere in cambio alcun beneficio in bolletta - se non a fare spazio negli inceneritori per i rifiuti che verranno da fuori provincia e da fuori regione. La Regione ha imposto il suo Piano Rifiuti: un Piano che ha a cuore non l'autosufficienza ma gli interessi dei gestori degli inceneritori, senza alcuna cura della salute e della qualità di vita delle persone.

Sabrina Freda - segretario regionale Italia dei Valori Emilia Romagna  
Massimiliano Fiorillo - Italia dei Valori Ferrara

15 febbraio 2014

Bonifiche “dimenticate” nel Piano Regionale Rifiuti. Fiorillo (Idv): "Grave omissione e violazione delle prescrizioni di legge. Non si tiene conto della salute delle persone"

Nel Piano Regionale dei Rifiuti non c’è traccia di una pianificazione degli interventi di bonifica delle aree contaminate, nonostante due decreti (il D.lgs 22/97, sia il il D.lgs 152/06) prescrivano che il Piano bonifiche debba essere parte integrante di ogni Piano Regionale dei Rifiuti. Una “dimenticanza” della quale si è accorto Massimiliano Fiorillo dell’Idv, che è stato in grado di analizzare il documento, approvato dalla Giunta regionale da due settimane “ma a tutt’oggi tenuto nascosto ai più”. 
Una grave omissione, tenuto anche conto che lo stesso D.lgs 152/06 prescrive chiaramente che ogni Piano rifiuti contenga precise informazioni sui siti contaminati da bonificare, mentre in realtà non vi è nessuna menzione dei siti presenti in Emilia Romagna e delle caratteristiche degli inquinanti, né dell’ordine di priorità degli interventi in considerazione della popolazione esposta, delle modallità di risanamento ambientale, della stima degli oneri economico-finanziari etc.
“Si tratta – denuncia Fiorillo – di una “dimenticanza” non di poco conto. Oltre a essere una violazione delle prescrizioni di legge, l’assenza del Piano bonifiche all’interno del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti si manifesta in realtà come un’omissione che impedisce nei fatti di intervenire sulle aree contaminate senza dover rincorrere le emergenze, o peggio, i decessi”.
Ma quale sarebbe il motivo di tale omissione? Verificato che nei Piani già approvati da altre Regioni come Lombardia, Veneto e Toscana, in nessuno manca la parte relativa alle aree da bonificare, Fiorillo avanza una sua ipotesi. “Ad oggi – dice – siamo a conoscenza di 523 interventi di bonifica in corso in Emilia Romagna, di cui 142 giudicati particolarmente critici, che rappresentano però solo un dato parziale di un quadro purtroppo molto più grave e di cui non si conosce lo stato di avanzamento dei lavori né l’esito. Ma la politica dello struzzo non paga: se non si provvede a pianificare e procedere con continuità a interventi di bonifica delle aree contaminate secondo chiari criteri di priorità, rischiamo di dover rivivere la tragedia delle morti da esposizione all’amianto, a causa questa volta di altri inquinanti”.
“Come riportato da alcuni quotidiani – conclude Fiorillo - nel 1996 in Emilia Romagna si registravano 73 casi di mesotelioma, mentre l’anno scorso ne sono stati censiti 2.334: bastano solo queste cifre per far riflettere sulla necessità di abbandonare ogni rinvio e temporeggiamento di comodo per adottare scelte finalmente chiare e tempestive, che tengano veramente conto della salute delle persone”.

da www.estense.com  14.02.14

09 febbraio 2014

Rifiuti, botta e risposta sulla ‘pattumiera d’Italia’

Il sottosegretario regionale: "Autosufficienza regionale". Fiorillo (IDV)"Ambientalismo di maniera per confondere la realtà"

Antonio Di Pietro era tornato alla carica avvertendo i cittadini del rischio che l’Emilia diventi la pattumiera d’Italia. Il sottosegretario alla presidenza della Regione, Alfredo Bertelli risponde al fondatore dell’Idv e lui contro-replica Massimiliano Fiorillo, ex vicepresidente dalla Giunta provinciale.
Un botta e risposta tra chi vede il nuovo piano per lo smaltimento dei rifiuti in Regione con due visuali decisamente opposte. “Il piano dei rifiuti della Regione Emilia-Romagna è costruito sulla logica della autosufficienza regionale. È una strategia condivisa con i sindaci, e contrasta fortemente con l’idea che questa regione possa diventare luogo di smaltimento di rifiuti provenienti da altre parti del Paese – afferma Bertelli rispondendo a Di Pietro -. Come hanno già detto il presidente della Regione Vasco Errani e i sindaci emiliano romagnoli incontrando il ministro per l’Ambiente Andrea Orlando – prosegue Bertelli – il nostro Piano prevede una riduzione degli impianti per il trattamento dei rifiuti, sia per quanto riguarda le discariche, sia per quanto riguarda i termovalorizzatori. Il nostro obiettivo è quello di aumentare la raccolta differenziata e diminuire la produzione complessiva dei rifiuti”. “Contrasteremo con forza l’idea che la nostra regione – conclude il sottosegretario in netta opposizione rispetto a quanto affermato dal presidente dell’Italia dei Valori – possa diventare luogo di conferimento di rifiuti provenienti da altre Regioni che non hanno realizzato gli impianti previsti dai loro piani di smaltimento”.
Affermazioni che però vedono l’istantanea contro-replica di Massimiliano Fiorillo, ex vicepresidente della Provincia di Ferrara in quota Idv. “Ancora una volta il sottosegretario Alfredo Bertelli cerca di correre ai ripari proclamando che il Piano regionale di gestione dei Rifiuti prevede la riduzione di discariche e inceneritori e che la nostra regione non diventerà il punto di riferimento per l’importazione di rifiuti provenienti da fuori – afferma Fiorillo che attacca -: Parole, quelle di Bertelli, totalmente prive di credibilità, e che sono smentite da quanto contenuto nello stesso Piano che, forse non a caso, continua a essere tenuto nascosto ai più. Ma l’articolo 18 delle norme tecniche – spiega l’esponente dell’Idv ferrarese -, al comma 3 riporta testualmente che negli inceneritori dell’Emilia Romagna «è consentito trattare anche quote di rifiuti speciali nei limiti della capacità autorizzata disponibile». In altri termini – avverte Fiorillo – gli inceneritori saranno riempiti con rifiuti provenienti da tutta Italia, in particolare con i rifiuti speciali che per legge sono a libero mercato e non sono soggetti ad alcun vincolo territoriale. Altro che dismissione graduale degli inceneritori grazie alla raccolta differenziata – incalza – : al contrario, continueranno a essere alimentati all’infinito, e l’impegno dei cittadini servirà solo a fare spazio ad altri rifiuti che verranno da fuori. Questi sono i fatti – conclude Fiorillo -: l’ambientalismo di maniera di Bertelli è solo un tentativo di confondere la realtà”.
Sulla questione interviene anche il deputato Pd Alessandro Bratti che difende a spada tratta il piano: “Anche all’interno delle politiche nazionali – assicura il responsabile Ambiente del PD Emilia-Romagna – mi impegnerò insieme agli altri colleghi deputati e senatori affinché ci siano tutte le rassicurazioni possibili sul fatto che la pianificazione regionale sia prioritaria rispetto a qualsiasi scelta fatta a livello nazionale”.

Da Estense.com del 06.02.14

02 dicembre 2013

No all'importazione di rifiuti. Non siamo l'inceneritore d'Italia.


No all'importazione di rifiuti. Non siamo l'inceneritore d'Italia.


No all'importazione di rifiuti. Non siamo l'inceneritore d'Italia.


No all'importazione di rifiuti. Non siamo l'inceneritore d'Italia.

C’era una volta l’Emilia Romagna, che diventò la pattumiera d’Italia.
Questo non è l’inizio di una fiaba, ma quello che racconteranno ai nostri figli se sarà approvato l’articolo 23 del collegato ambiente alla legge di stabilità 2014.
Il 15 novembre il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge di stabilità 2014. Con questa legge viene sancita, tra le altre cose, la creazione di una rete di inceneritori nazionali, per far fronte alla grande quantità di rifiuti che per decenni non sono mai stati gestiti in Regioni poco virtuose come il Lazio o la Campania.
In tutto questo, cosa c’entra l’Emilia Romagna? La nostra Regione, insieme alla Lombardia, è assolutamente ben attrezzata dal punto di vista impiantistico, avendo all’attivo otto inceneritori più altri tre per il conferimento esclusivo di rifiuti speciali. Con la creazione della rete nazionale di coincenerimento, il gioco è fatto: la nostra mega pattumiera è pronta.
I cittadini in Emilia Romagna sono divenuti esperti di raccolta differenziata grazie a un grande impegno e all’ingegno nella ricerca in acquisto di prodotti con pochi residui. Come risultato di questi sforzi il volume dei rifiuti da smaltire va diminuendo in modo significativo. Un enorme successo in termini di ecologia ambientale, ma un grosso problema per l’interesse di quelle aziende che sullo smaltimento dei rifiuti generano utili. Come avrebbero potuto dunque in questo scenario le multi-utilities garantirsi ancora lauti guadagni? Semplice: importando rifiuti dalle altre regioni.
La diretta conseguenza di questa normativa sarà un maggiore inquinamento dell’aria che respiriamo: ci saranno maggiori concentrazioni di diossina, PM 10, PM 2,5, micro e nano polveri in una regione, l’Emilia Romagna, che si trova nell’area con la peggiore qualità dell’aria del Paese e nella seconda area peggiore in Europa. Siamo infatti in procedura d'infrazione comunitaria per i continui sforamenti di particolato, PM10, ed entreremo in infrazione anche per le emissioni di NOx, con conseguente aggravio della fiscalità per i cittadini a causa delle multe che lo Stato italiano dovrà pagare.
Da tempo, a causa dei problemi di qualità dell’aria, viene richiesto ai cittadini di essere virtuosi: usare mezzi pubblici, spesso mal funzionanti e in ritardo, per non usare l’automobile; utilizzare la bicicletta a rischio della propria vita, in mezzo ad automobilisti che mostrano spesso scarso rispetto delle normative stradali, non fumare, vaccinarsi contro le malattie invernali. Tutto questo a che pro?
Se queste sono le prospettive, non si può stare a guardare. L'IdV ha da tempo iniziato la sua battaglia, condotta dal segretario regionale Sabrina Freda, che nelle vesti di assessore regionale all'Ambiente ha elaborato il Documento preliminare del Piano regionale di gestione dei rifiuti, i cui punti cardine sono l'autosufficienza per lo smaltimento nell’ambito regionale mediante l’utilizzo ottimale degli impianti esistenti, la riduzione dello smaltimento a partire dal conferimento in discarica e l'attuazione del “principio di prossimità”, poi da Liana Barbati, capogruppo in Consiglio regionale, che ha presentato una mozione all’Assemblea legislativa chiedendo l’intervento del presidente Errani (che il 6 settembre ha ritirato le deleghe a Sabrina Freda adducendo genericamente come motivo il venir meno della “necessaria collegialità”), nella sua veste di assessore regionale all’Ambiente, affinché si opponga a questo disegno di legge. Si è lanciato l’allarme attraverso i giornali: troppo poco in passato su Modena, Ferrara e Ravenna la questione è stata posta in risalto, mentre su Bologna è calato il silenzio. Probabilmente si preferisce non informare i cittadini, in modo che la fiducia alla finanziaria possa essere ottenuta senza colpo ferire.
Ennesimo successo del governo delle larghe intese.

Italia dei Valori Emilia Romagna.

27 novembre 2013

“Via i blocchi del traffico se inceneriamo nuovi rifiuti”

Richiesta di Fiorillo (Idv) al sindaco: "Non ha senso che i sacrifici per la qualità dell'aria gravino solo sui cittadini"

Cancellare il blocco del traffico del giovedì se a Ferrara verranno inceneriti rifiuti provenienti da altre regioni. Lo chiederà Massimiliano Fiorillo (Italia dei Valori) al sindaco Tagliani in “assenza di chiarimenti e rassicurazioni sulla possibilità che in Emilia Romagna e a Ferrara vengano bruciati rifiuti provenienti da tutte le altre regioni italiane”.
Per Fiorillo si tratta di una questione di principio e non solo, dato che, come sostiene, non è concepibile “che la delicata questione della qualità dell’aria gravi esclusivamente sulle spalle dei cittadini e dei commercianti, a cui si chiedono costanti sacrifici senza che però venga richiesto altrettanto impegno a chi guadagna sull’incenerimento dei rifiuti”. Le preoccupazioni dell’esponente ferrarese dell’Idv arrivano in seguito all’approdo in Commissione Ambiente del disegno di legge in cui si prevede anche la costituzione di una rete nazionale degli inceneritori, in base al quale sembra che “a causa del collegato ambiente l’Emilia Romagna sia destinata a importare rifiuti da tutta Italia”. “Nessuno – riferisce Fiorillo – ha dato risposta alle preoccupazioni espresse dal segretario regionale Idv Sabrina Freda, dal capogruppo Idv in Consiglio regionale Liana Barbati, dai tanti sindaci, amministratori, comitati e associazioni che hanno chiesto chiarimenti al Ministro dell’Ambiente Orlando, al Ministro per lo Sviluppo economico Zanonato, al presidente della Regione Errani, che è anche l’assessore regionale all’Ambiente. Nessuna risposta, solo un silenzio assordante che sembra confermare i nostri timori”.
Dunque, visto il “silenzio assordante”, a parlare ci ha pensato Fiorillo con la richiesta al sindaco di cancellazione dei cosiddetti “giovedì senz’auto”, che comportano sacrifici a cittadini e commercianti in nome della qualità dell’aria che rischiano di essere vanificati dall’incenerimento di nuovi rifiuti. “Quando infatti si tratta di alimentare l’inceneritore, importando rifiuti da tutta Italia – commenta Fiorillo – non c’è molta sensibilità sul tema della qualità dell’aria: sembra che sia meglio venire incontro agli interessi delle aziende, con buona pace degli sforzi fatti dalla gente comune in tutti questi anni grazie alla raccolta differenziata. Che i cittadini riprendano pure la macchina il giovedì: il sindaco cancelli il blocco fino a quando non potrà garantire che non importeremo rifiuti da tutta Italia. Fermare il traffico quando incombono sui ferraresi sempre più sostanze nocive provenienti dall’incenerimento di rifiuti non ha senso”.

24 novembre 2013

Idv: “La Regione prenda posizione sugli inceneritori”. Fiorillo: "Pronte mozioni e odg contro il piano nazionale inceneritori"

“Sugli inceneritori la Regione deve far chiarezza, non si può giocare sulla salute dei cittadini”. È sul tema dei rifiuti che Ignazio Messina, segretario nazionale dell’Italia dei Valori, al suo primo incontro con Massimiliano Fiorillo della segreteria di Ferrara, ha puntato l’attenzione.
Il segretario nazionale Messina ha criticato il disegno di legge che prevede l’istituzione di una rete nazionale degli inceneritori. “Così si crea un sistema che costringe gli inceneritori dell’Emilia Romagna a smaltire i rifiuti di tutta Italia, senza tener conto del fatto che la regione è già in procedura d’infrazione per quanto riguarda la qualità dell’aria”.
Sull’argomento sono già intervenuti la segretaria regionale IdV ed ex assessore regionale all’Ambiente Sabrina Freda e la capogruppo IdV in consiglio regionale Liana Barbati, che ha presentato una mozione alla giunta regionale.
Per Massimiliano Fiorillo (IdV Ferrara), la levata di scudi dei Comuni contro la rete nazionale degli inceneritori “è opportuna, ma tardiva e per molti aspetti contraddittoria. Infatti, fino ad oggi, nella nostra Regione la strategia adottata dagli enti locali nell’ambito delle politiche sulla gestione dei rifiuti è stata quella di alimentare sempre più gli inceneritori anziché puntare sulla loro progressiva dismissione. Nella nostra Provincia a segnare questa tendenza è stata la recente modifica dell’Autorizzazione integrata Ambientale per l’inceneritore di Ferrara, che ha aperto le porte ai rifiuti provenienti da fuori provincia. Quale sia il reale beneficio di questa scelta è fin troppo chiaro, e riguarda esclusivamente i bilanci di Hera. Occorre quindi che in tema di rifiuti si faccia un’operazione verità, e cioè che si dica ai cittadini come stanno realmente stanno le cose. Ma è certo che l’Italia dei Valori farà la sua parte: in ogni Consiglio comunale e in ogni Provincia, oltre che in Regione, presenteremo mozioni e odg che impegnino le amministrazioni locali ad opporsi a questo assurdo disegno di legge”.

da Estense.com

20 ottobre 2013

Con Sabrina Freda parte la nuova Italia dei Valori dell'Emilia Romagna. Ieri il congresso regionale che ha rinnovato i vertici del partito. Massimiliano Fiorillo unico ferrarese eletto nell'esecutivo regionale IDV.

Sabrina Freda è il nuovo Segretario regionale dell'Italia dei Valori dell'Emilia Romagna.
 E' il responso del congresso che si è tenuto ieri e che ha visto la partecipazione al voto di oltre il 60% degli aventi diritto che si sono espressi attraverso un innovativo sistema di voto on line.
La neo Segretaria è stata eletta con il 53,5% dei voti superando il ravennate Gabriele Rossi. 42 anni, piacentina, due lauree in architetturea ed ingegneria, Sabrina Freda succede a Silvana Mura, storica figura di spicco del partito alla quale va il merito di aver portato l'IDV dell'Emilia Romagna ad un consenso che nel 2010 raggiunse il 7,5%.
A Sabrina Freda, che è stata fino a poche settimane fa Assessore regionale all'Ambiente prima di venir estromessa dalla Giunta Errani per aver contrastato le lobbies degli inceneritori, spetta ora il difficile compito di rilanciare l'IDV dopo la debacle di Rivoluzione Civile alle elezioni politiche del 2013.
Freda, nella sua mozione congressuale vede in futuro un partito che dovrà essere necessariamente leggero, privo di inutili sovrastrutture che appesantiscono l'azione politica e la partecipazione della base e soprattutto un gruppo dirigente rinnovato ed attentamente selezionato perchè troppi sono stati gli “Scilipoti” che anche localmente hanno utilizzato l'Italia dei Valori per assicurarsi una facile carriera politica.
Ma l'IDV, sempre secondo Sabrina Freda, dovrà essere capace di ritrovare lo spirito originanio, quello di un partito che guarda più alle piazze e meno al palazzo e che lo ha reso in passato assoluto protagonista di tante battaglie per la legalità e referendarie per l'acqua pubblica, contro il nucleare e le leggi ad personam.
L'assemblea congressuale ha rinnovato anche la composizione del nuovo esecutivo regionale che vede Massimiliano Fiorillo l'unico ferrarese eletto.

Segreteria provinciale Italia dei Valori Ferrara

18 ottobre 2013

Sabato 19 ottobre, Congresso Regionale dell'Italia dei Valori Emilia Romagna.

Si terrà sabato 19 ottobre il Congresso regionale dell'Italia dei Valori Emilia Romagna.
Gli iscritti al Partito dovranno eleggere il nuovo Segretario regionale, un rappresentante all'interno dell'Esecutivo Nazionale e la coordinatrice Donne IDV.

Il voto sarà on line e si svolgerà dalle 11 alle 15.30 collegandosi al sito http://congresso.italiadeivalori.it/ e digitando le credenziali personali.

I risultati delle votazioni verranno annunciati a partire dalle ore 16.




07 settembre 2013

Piena solidarietà a Sabrina Freda, estromessa dalla Giunta regionale perché ha fatto il suo dovere di Assessore all'Ambiente

Sabrina Freda
Esprimo piena solidarietà a Sabrina Freda, un amministratore competente ed onesto che ha pagato per non essere stato il maggiordomo di Errani , di Hera e del PD. E' il solito film che si ripete. Quando un assessore ragiona con la propra testa e non accetta compromessi al ribasso, viene prima isolato, poi delegittimato ed infine allontanato. Sabrina Freda è stata per l'Italia dei Valori motivo di orgoglio perché si è battuta per la difesa dell'ambiente con determinazione ed impegno. Purtroppo ha trovato sulla sua strada un PD che di democratico ha solo il nome e che va a braccetto con lobbies e poteri forti.da

Massimiliano Fiorillo


Estense.com del 7 settembre 2013

Errani silura l’assessore scomodo

Fiorillo (Idv): "Il Pd ancora una volta dimostra che di democratico ha ben poco"

Via il dente, via il dolore. Il presidente della Regione Vasco Errani, dopo le polemiche e i duri scontri in materia di gestione dei rifiuti, ha deciso di togliere la delega all’assessore all’ambiente Sabrina Freda (Idv).
“Questa mia decisione – ha spiegato il governatore- è maturata esclusivamente dalla constatazione che, di fatto, sono via via venuti meno quello spirito di collaborazione, di collegialità e quel metodo di confronto aperto e costruttivo con le altre istituzioni e l’intera società regionale che per me sono irrinunciabili e a fondamento del lavoro della Giunta. Di ciò non posso che prendere atto con rammarico, ringraziando l’assessore per l’impegno comunque profuso. Non c’è dunque un problema politico – conclude Errani -. Assumo le deleghe ad interim, confermando il programma e la linea politica della Giunta”.
L’ormai ex assessore, proprio sulla materia dei rifiuti, era entrata in polemica anche con l’amministrazione provinciale ferrarese criticando apertamente la nuova Aia per l’inceneritore, definendola una “scelta ingiustificabile” (leggi) e causando più di un malumore all’assessore provinciale all’ambiente Giorgio Bellini, alla presidente Marcella Zappaterra  nonché al deputato Alessandro Bratti.
Dopo la rimozione della Freda dalla Giunta regionale da parte di Errani non tardano però ad arrivare i primi commenti, negativi, sulla vicenda. Massimiliano Fiorillo, ex segretario provinciale Idv ed ex vice presidente della Provincia che già aveva subito una situazione simile si dice “sorpreso ma non più di tanto” e accusa il Pd: “evidentemente questo è il loro metodo collaudato per far fuori gli amministratori scomodi. Il Partito democratico ancora una volta dimostra che di democratico ha ben poco”.
Dura anche la presa di posizione di Giovanni Favia, consigliere regionale indipendente che si scaglia anch’egli contro il Pd ed il centro-sinistra tutto, compreso l’Idv: ““le posizioni differenti sul tema rifiuti non erano un segreto, ma quello che più fa indignare è vedere una classe politica così cinica e spietata, dal presidente Errani al partito d’appartenenza dell’assessore. Freda -accusa Favia- non era disposta ad abbassare la testa davanti ai dictat delle multiutilities e dei relativi camerieri, ovvero le province ed in primis quella di Modena che nelle ultime settimane tanto ha fatto discutere per le sue facili autorizzazioni”. “L’ormai ex assessore ha pagato questa sua onestà, come spesso accade in Italia, a caro prezzo, con l’isolamento all’interno di Idv e la perdita dell’assessorato. Chi invece si appresta a bruciare rifiuti oltre i piani previsti e senza rispettare le normative vigenti, può dormire sonni tranquilli. Oggi -conclude il consigliere ex grillino- abbiamo assistito ad uno dei punti più bassi della legislatura. Massima solidarietà a Sabrina Freda”.
Non si espone invece Legambiente, che sottolinea però  -seppure “con l’assessore sia sempre mancata qualsiasi possibilità di dialogo” – come sul tema del ridimensionamento del sistema di smaltimento fossero stati posti dalla Freda obiettivi ambiziosi “che è bene tenere al centro del futuro piano”. L’associazione auspica, infine, “che nel futuro diventi davvero possibile un reale confronto tra società civile e Regione, sui temi presidiati dell’assessorato all’ambiente”.http://www.estense.com/?p=326160

01 settembre 2013

Promemoria per l'On. Bratti (PD)

Le posizioni sostenute dall’on. Bratti sul tema rifiuti fanno venire in mente un antico proverbio: quando il dito del saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito. Le sue critiche nei confronti dell’assessore Freda stupiscono tanto più perché arrivano da una fonte autorevole in materia di politiche ambientali, che ben dovrebbe sapere quanto sia forte l’impegno della Regione nella redazione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti. Forse allora è bene fare all’on. Bratti un promemoria: la Giunta regionale e l’Assemblea legislativa hanno da tempo approvato il Documento Preliminare del Piano rifiuti, e l’iter che porterà alla sua adozione entro il prossimo dicembre continua a procedere, secondo quanto previsto dalla legge regionale 20/2000. Bratti lamenta ritardi e scarso coinvolgimento degli enti locali, ma dovrebbe sapere che l’iter è lungo e complesso proprio perché presuppone un’ampia concertazione con tanti interlocutori oltre agli amministratori, come aziende, gestori e associazioni.
La Regione, e nello specifico l’assessorato competente, non si sta dunque limitando a “scrivere lettere” (atto peraltro doveroso per prevenire colpi di mano, come quello messo in atto dalla Provincia di Modena alla vigilia di Ferragosto sul cambiamento di destinazione d’uso dell’inceneritore del capoluogo, che potrebbe così accogliere rifiuti da tutta Italia, o quanto fatto dalla Provincia di Ferrara in merito alla nuova autorizzazione di impatto ambientale del termovalorizzatore di via Diana, alla richiesta di ampliamento della discarica Crispa e alla riapertura della discarica di Molino Boschetti per lo stoccaggio dei rifiuti-post terremoto ben oltre i limiti originali previsti dal decreto Napolitano), ma è da tempo attiva e puntuale nel tener fede agli impegni legati alla programmazione in materia di rifiuti.
Altro “post it” per Bratti è sulle previsioni di de-assimilazione di parte dei rifiuti speciali attualmente considerati come urbani, da lui ritenute il “cavallo sbagliato” su cui l’assessore Freda sta puntando: a causa dell’alta assimilazione l’Emilia-Romagna ha la produzione più alta di rifiuti di tutta l’Unione Europea “a quindici” (673 kg per abitante contro 542), e dei 3 milioni di tonnellate annue di rifiuti annoverati tra quelli urbani, circa la metà sono in realtà speciali. Proprio la stima al rialzo dei rifiuti urbani ha avuto come conseguenza il sovradimensionamento dell’impiantistica di smaltimento, impianti che nelle previsioni del Piano rifiuti sono destinati a essere progressivamente spenti e i cui costi oggi i cittadini si ritrovano puntualmente nelle bollette.
Ben vengano le critiche, allora, ma su questo fronte dall’on. Bratti più che parole ci aspetteremmo maggior concretezza, onestà intellettuale e chiarezza. Anche se, a dirla tutta, sul tema dei rifiuti non abbiamo ancora ben capito da che parte stia.

Segreteria Italia dei Valori di Ferrara

25 agosto 2013

Inceneritori, IDV Ferrara: «prima via Diana, ora Modena: una strategia dettata da Hera per fare più soldi»

Prima la modifica all'Aia dell'inceneritore di Ferrara, poi la stessa procedura per quello di Modena. Obiettivo: eliminare i vincoli attualmente in vigore, aumentare le capacità ricettive dei due impianti e far sì che entrambi possano accogliere rifiuti provenienti da tutta Italia.
Operazioni troppo simili nei modi per non far venire il sospetto che dietro ci siano forti interessi economici. Facile intravedere in questo caso la longa manus di Hera, abile nell'andare a braccetto con la politica grazie al solerte appoggio delle Province, che avallano decisioni estremamente delicate – oltreché discutibili - pur essendo enti destinati all'imminente abolizione. L'obiettivo della multiutility è forse quello di sostituirsi alla Regione, arrivando magari ad individuare anche i flussi dei rifiuti urbani all’interno del nuovo ambito territoriale che coincide con l’intero territorio regionale secondo quanto stabilito dalla legge regionale 23/2011.
Questo tipo di valutazioni, però, devono essere effettuate dal Piano regionale di gestione dei rifiuti non ancora adottato, e non certo da Hera: ecco perché le Amministrazioni provinciali, in assenza di pianificazione regionale, non possono modificare le autorizzazioni relative all'aggiornamento degli impianti. Un concetto che l'assessore regionale all'Ambiente Sabrina Freda ha più volte espresso, provvedendo anche a sottolinearlo con una lettera inviata il 19 febbraio a tutti gli assessori provinciali all'Ambiente.
Quale sia il reale beneficio di questi reiterati colpi di mano è fin troppo chiaro, e riguarda esclusivamente i bilanci di Hera. La strategia è chiara: alimentare gli inceneritori, a cominciare da quello di Ferrara, invece che ridurne progressivamente l'impiego. Proprio il contrario di quello che prevede il Piano regionale di gestione dei rifiuti.
In tale scenario si inserisce inoltre il grave cortocircuito istituzionale tra ARPA e Provincia di Ferrara. A quanto pare, infatti, per l'Amministrazione di Castello Estense i pareri in materia di rifiuti dell'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale sono carta straccia e quindi da ignorare. Era successo alcuni mesi fa con il via libera della Provincia di Ferrara all'ampliamento della discarica Crispa di Jolanda di Savoia; oggi la storia si ripete con la discarica di Molino Boschetti. In entrambi i casi la Provincia non ha minimamente preso in considerazione i rischi ambientali evidenziati dai tecnici dell'ARPA derivanti dall'ampliamento delle due discariche.
E' evidente che ci troviamo di fronte ad Amministrazioni locali che fanno continuamente l'occhiolino alle aziende partecipate, Hera in primis, dimenticandosi degli interessi dei cittadini, e men che meno, della loro salute che rischia di essere sacrificata per l'ennesima volta in nome del profitto.

Segreteria Italia dei Valori – Lista Di Pietro – Ferrara

11 agosto 2013

Ferrara capitale d'Italia dello smaltimento dei rifiuti speciali?

Con la rimozione del vincolo di 30 mila tonnellate annue, sembra proprio che la Provincia voglia candidare l'inceneritore di Ferrara ad accogliere e smaltire i rifiuti speciali provenienti da tutta Italia. Una linea completamente priva di buon senso e che va contro le indicazioni contenute nel Documento preliminare del Piano regionale di gestione dei rifiuti: non è infatti ipotizzabile un'eliminazione discrezionale dei limiti agli speciali per aumentare la capacità di smaltimento degli impianti. Tutto questo indipendentemente dalla produzione regionale e con l'unico scopo di perseguire la logica del profitto.
È bene ricordare che è la capacità degli impianti a dover regolare i flussi dei rifiuti, e non viceversa, e che in merito al loro smaltimento il Piano regionale sostiene il principio dell'autosufficienza e della prossimità. Criteri che né la Provincia né l'onorevole Bratti, molto più allettati dalla possibilità di alimentare l'inceneritore di Ferrara che di ridurne progressivamente l'impiego, sembrano voler tenere in considerazione. È anche così che si spiega la contrarietà della Provincia alle politiche sulla de-assimilazione dei rifiuti urbani di provenienza industriale che la Regione vuole portare avanti; divenendo questi ultimi rifiuti speciali, l'unico modo per continuare a smaltire sul territorio anche la quantità attualmente inviata nell'impianto è proprio quello di rimuovere i vincoli al tetto.
Si tratta di orientamenti che ricordano molto quello già seguito per la richiesta di ampliamento a 250.000 tonnellate della capacità della discarica Crispa, da riservare proprio ai rifiuti speciali, nonostante Arpa abbia espresso e confermato il parere negativo sull'intervento, visti i rischi di inquinamento della falda acquifera sottostante e delle potenziali ripercussioni sulla salute dei cittadini. Ma evidentemente a certe Amministrazioni locali stanno più a cuore i bilanci delle multiutility e tutto il resto può anche passare in secondo piano.

Segreteria Italia dei Valori – Lista Di Pietro – Ferrara

09 agosto 2013

L'Assessore regionale Freda scrisse alla Provincia di Ferrara che quella modifica all'AIA per l'inceneritore di Ferrara non si doveva fare. Inascoltata!

L'Assessore regionale all'ambiente, Sabrina Freda, già nel febbraio di quest'anno esprimeva contrarietà alla modifica dell'Autorizzazione Integrata Ambientale dell'inceneritore Hera di Ferrara.
Questa è la lettera che l'Assessore Freda inviò alla Provincia di Ferrara il 19 febbraio 2013.
Ma rimase inascoltata!






L’assessore regionale Freda contraria alla modifica dell'AIA per l'inceneritore Hera di Ferrara.


Nuova Aia per inceneritore, “scelta ingiustificabile”

L’assessore regionale Freda critica la nuova autorizzazione della Provincia


Una scelta sbagliata nel merito e nella sostanza. A partire dal disposto legislativo europeo per quanto riguarda i rifiuti speciali fino al significato ‘politico’ di vanificare gli sforzi dei cittadini di incrementare la raccolta differenziata.
È una bocciatura su tutti i fronti quella che arriva dall’assessore regionale all’ambiente Sabrina Freda, che si interroga sul rispetto del principio di non peggioramento della qualità dell’aria da parte dell’ente del Castello estense.
Nel dispositivo della modifica dell’Aia (vai all’articolo) si legge, tra l’altro, che si è proceduto ad eliminare i limiti sul quantitativo di rifiuti speciali in ingresso nell’inceneritore di Hera e sulla loro provenienza lasciando invariato il limite massimo di 130mila tonnellate l’anno e che dovrà essere assicurata la priorità di accesso all’impianto ai rifiuti urbani prodotti nell’ambito provinciale ferrarese e, a seguito di quanto disposto dalla legge regionale 23 del 2011, ai rifiuti urbani prodotti nel restante bacino unico regionale.
“Secondo la Provincia – fa notare Freda – la modifica non produrrebbe una ricaduta immissiva sul territorio differente rispetto a quella registrata nel 2011 e l’analisi dei dati circa lo sviluppo della raccolta differenziata e la stabilizzazione della produzione dei rifiuti (urbani) consentirebbe di aumentare la quantità di rifiuti speciali da smaltire nell’inceneritore senza con ciò intaccare l’autosufficienza del sistema integrato provinciale di gestione dei rifiuti”. Sul punto l’assessore osserva che “una lettura non formalistica del principio di non peggioramento della qualità dell’aria non può che condurre a conclusioni diverse. Ed infatti la riduzione del quantitativo di rifiuti urbani da avviare a smaltimento anche tramite le attività di raccolta differenziata non può secondo la logica del legislatore in primo luogo comunitario, giustificare la scelta dell’amministrazione di aumentare la quantità di rifiuti speciali da bruciare nell’impianto”.
È evidente per l’assessore IdV che “compensare la diminuzione del carico dei rifiuti urbani con un corrispondente aumento della possibilità di smaltimento dei rifiuti speciali ha l’effetto di vanificare gli sforzi compiuti dalle amministrazioni e dai cittadini, anche tramite le attività di raccolta differenziata, per ridurre la quantità di rifiuti da avviare a smaltimento con una conseguente vanificazione dei miglioramenti ambientali anche di carattere emissivo cui tali azioni sono finalizzate”.
Per quanto riguarda invece la rimozione del limite provinciale di provenienza dei rifiuti, “l’ampliamento dell’ambito territoriale ottimale introdotto in via legislativa necessita, per avere effetti concreti sulle autorizzazioni, che risultino individuati altresì i flussi dei rifiuti urbani all’interno di tale nuovo ambito territoriale”. Flussi la cui valutazione “è effettuata in via generale dal pertinente strumento di pianificazione che è il Piano regionale di gestione dei rifiuti non ancora adottato”.