Elezioni Europee 2014

01 maggio 2014

Sabrina Freda a Ferrara ed a Copparo il 2 maggio per sostenere IDV, Giuseppe Fornaro e Giuliano Giuliani.

Sabrina Freda, candidata dell'Italia dei Valori alle europee, sarà a Ferrara per incontrare i cittadini e per sostenere Giuseppe Fornaro candidato sindaco per la lista Valori di Sinistra. L'appuntamento è per venerdì 2 maggio ore 18 presso il Tiffany Bar di Piazzetta Municipale. Successivamente sarà a Copparo per partecipare, presso il Ristorante "Da Giuseppe", alla cena elettorale a sostegno del candidato sindaco IDV Giuliano Giuliani.
Mercoledì 7 maggio, alle ore 18 è prevista la presenza del Segretario nazionale IDV e capolista per circoscrizione Nord-Est alle europee, Ignazio Messina.
Venerdì 9, ore 17.30 sarà la volta di Antonio Di Pietro, Presidente dell'Italia dei Valori.

Italia dei Valori di Ferrara








19 aprile 2014

A Copparo, l'Italia dei Valori corre da sola e con il proprio candidato sindaco.

Ci sarà anche il simbolo dell’Italia dei Valori sulla scheda elettorale che i copparesi riceveranno il prossimo 25 maggio in occasione delle amministrative per l’elezione del Sindaco ed il rinnovo del consiglio comunale.
Il partito fondato da Antonio Di Pietro, a differenza del 2009, correrà da solo e con un proprio candidato sindaco. Non ci sarà quindi il sostegno dell’Italia dei Valori al sindaco uscente, Nicola Rossi del PD.
L’Italia dei Valori quindi punterà su Giuliano Giuliani, 54 anni, copparese dalla nascita, impiegato presso l’Ausl di Copparo e consigliere comunale uscente.
Una discesa in campo, quella di Giuliani e dell’Italia dei Valori, in aperta rottura con il PD locale ed il Sindaco Rossi che in questi cinque anni si è dimostrato incapace di costruire un rapporto fondato sul dialogo, sull'ascolto e la condivisione delle scelte con l’alleato IDV (le dimissioni dell’Assessore IDV Federico Monesi, avvenute a metà mandato, sono ne sono state diretta conseguenza).
Un limite, quello di Rossi, umano prima che politico, che diventa imperdonabile a chi si candida alla guida di una comunità.
Giuliano Giuliani, che malgrado la sua disabilità non rinuncia all’impegno civile e politico, è il candidato sindaco che vuole rappresentare e dar voce soprattutto a chi vive una condizione di difficoltà per ragioni di salute, sociali od economiche.
Una candidatura, quella di Giuliani, che si prefigge quindi di attirare l’attenzione delle istituzioni e di chi ha in mano le leve del potere su una fascia di popolazione sempre più folta e sempre più dimenticata. Giuliani non vuole commiserazione, ma impegno concreto e risposte certe ai bisogni delle persone più deboli, in particolare anziani, disabili e disoccupati.
No all’aziendalizzazione di una sanità che punta ai bilanci e non alla qualità dei servizi offerti ai cittadini, lotta agli sprechi, riduzione dei costi della politica (ad esempio, riduzione del numero di assessori che dovranno svolgere la loro funzione a tempo pieno e non part-time), attenzione all’ambiente ed alla qualità della vita e lavoro sono i principali temi al centro dell’agenda politica del candidato sindaco e dell’Italia dei Valori.
In caso di ballottaggio, l’Italia dei Valori esclude categoricamente ogni accordo o apparentamento ma lascerà ai propri elettori libertà di voto.! La lista dei candidati vede una perfetta parità di tra uomini e donne.
I candidati: Ricci Adele detta Paola, Callegari Valeria, Poli Alessandra, Paltrinieri Laura, Danieli Franco, Turola Martina, Cavallari Isabella, Turola Luisa, Pigozzi Nicole, Danieli Alex, Baraldi Gianluca, Pettorelli Gabriele, Marzola Alessandro, Biscaro Pierino, Danieli Riccardo, Nicole Pigozzi.

Massimiliano Fiorillo
Segretario provinciale IDV Ferrara

17 aprile 2014

Fornaro (VdS). Trivellazioni: chiediamo chiarezza alla Regione.


“Non è possibile escludere, ma nemmeno provare”. E’ qui che deve intervenire la politica bloccando subito ogni ulteriore autorizzazione a nuove prospettazioni del sottosuolo in Emilia Romagna, o peggio estrazioni di idrocarburi. La giunta regionale non può far finta che nel rapporto Ichese quel dubbio (“Non è possibile escludere”) sulla relazione tra le attività estrattive e il terremoto, non ci sia. Responsabilità degli amministratori è sempre quella di adottare il principio di precauzione non autorizzando attività che possano ledere diritti fondamentali dei cittadini come la salute, l’incolumità personale e la salvaguardia delle proprietà minacciate da attività che fanno solo gli interessi di grosse lobbies petrolifere le quali devastano il territorio e una volta esaurita la loro attività lasciano tracce indelebili con cui i cittadini sono costretti a convivere per il resto della loro vita.
Gli interessi di pochi non possono continuare determinare le scelte di politica economica di questo paese e di questa regione. Pertanto, chiediamo alla Giunta Regionale di esprimersi in modo chiaro su quali siano le sue reali intenzioni sulle nuove e sulle vecchie autorizzazioni, senza troppi giri di parole. Non basta dire che sulle vecchie autorizzazioni la competenza è del ministero scaricando il barile a Roma. Cominci Errani a prendere una posizione netta.

Giuseppe Fornaro, candidato sindaco Valori di Sinistra

13 aprile 2014

“Valori di Sinistra” si presenta in piazza. Fornaro: "Non faremo accordi con il Pd al ballottaggio"

In piazza, sotto il Volto del Cavallo e con un megafono per attirare le persone e portarle ad apporre la propria firma sui moduli per poter presentare la lista. Giuseppe Fornaro, candidato sindaco per la lista “Valori di Sinistra”, in occasione della presentazione pubblica della sua lista, approfitta dell’occasione per fare un po’ di “attivismo”. Insieme a lui ci sono i candidati della lista, alla prima uscita pubblica ufficiale.
Il programma non è ancora pronto, ma alcuni punti sono già saldi, il primo è quello della gestione dei rifiuti: “Bisogna essere chiari su cosa si vuole fare con l’inceneritore – afferma -. Il nostro obiettivo è la sua progressiva chiusura, organizzata per tappe e aumentando man mano la quota di raccolta differenziata. Non è possibile chiedere ai ferraresi di fare sacrifici e conferire sempre meno rifiuti e poi importarne da fuori per bruciarli qui – spiega -: si tratta di una truffa ai danni dei cittadini”. E se inceneritore si legge Hera, Fornaro pensa che ci sia bisogno che “i Comuni e i sindaci riprendano in mano la situazione”.
Altro tema caldo è quello della sanità: “Non è possibile che a decidere siano i direttori generali – sostiene Fornaro -, anche qui c’è bisogno che siano i sindaci a riprendere in mano la situazione”.
Un ultima parola arriva poi sulle alleanze: “Non faremo accordi con il Pd al ballottaggio, questo è sicuro – annuncia il candidato sindaco -, ma stiamo lavorando per l’unità delle forze di sinistra e per questo non diamo per perso il Partito democratico: se vorrà impostare di nuovo delle politiche di sinistra, noi siamo sempre disponibili al confronto”.

Da www.estense.com del 13.04.14

11 aprile 2014

Lo spot elettorale del recupero della plastica

Ferrara si prepara a diventare il centro di eccellenza regionale per il riciclo della plastica, e mentre Comune e Provincia gongolano nell'annunciare un accordo più volte sbandierato in passato e che sa tanto di mossa in chiave elettorale, ci chiediamo il perché di tanta soddisfazione.
Infatti, il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti consente l'importazione di spazzatura da altre regioni (comma 3 dell'articolo 18 delle norme tecniche). A che cosa servono gli sforzi dei cittadini nel mettere in pratica la differenziata, servizio che pagano profumatamente senza nemmeno avere uno sconto nelle bollette? Semplicemente a fare spazio nei nostri inceneritori, che non saranno gradualmente spenti ma saturati con i rifiuti altrui e destinati a bruciarne in eterno. Noi, invece, siamo per il loro spegnimento. Per questo ad un aumento della raccolta differenziata, su cui è bene insistere, deve corrispondere, necessariamente, una riduzione corrispettiva dei rifiuti conferiti all’inceneritore.
Siamo di fronte a una gestione che non si cura della salute dei cittadini. Tagliani mai infatti si è opposto alla modifica dell'autorizzazione integrata ambientale dell'impianto, consentendo l'importazione di rifiuti da fuori provincia, e il suo appoggio alla costruzione della centrale geotermica di Malborghetto (che per funzionare dovrà utilizzare anche il calore sprigionato dall'inceneritore) testimonia la sua volontà di tenere acceso l'impianto di via Diana a tutti i costi.
C'è un solo modo per evitare tutto questo: modificare con urgenza il Piano Rifiuti. A pagare, altrimenti, saranno i ferraresi, costretti a respirare un'aria sempre più inquinata e ad ammalarsi, mentre i bilanci di Hera continueranno a ingrassare.

Giuseppe Fornaro, candidato sindaco per Ferrara - lista unitaria "Valori di Sinistra"

06 aprile 2014

E' Giuseppe Fornaro il candidato che l'Italia dei Valori sosterrà per la corsa a SIndaco di Ferrara

L'Italia dei Valori sosterrà Giuseppe Fornaro nella corsa a Sindaco di Ferrara. Fornaro oltre a IDV verrà appoggiato da Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani.
Le tre forze politiche saranno rappresentate da un'unica lista denominata "Valori di Sinistra".
Ambiente, salute, scuola e cultura saranno i principali temi che caratterizzeranno l'agenda politica di Giuseppe Fornaro.
La candidatura di Fornaro è stata fortemente volta dall'Italia dei Valori per il suo trascorso da ambientalista ed esponente dell'associazionismo ferrarese


il servizio di Telestense del 5 aprile 2014

05 aprile 2014

Fiorillo (IDV): «vendita beni confiscati alla mafia, la criminalità organizzata si combatte anche con una firma»

Colpire la mafia in ciò che teme di perdere di più: i patrimoni. Una battaglia che l'Italia dei Valori ha già cominciato a sostenere, con una campagna di raccolta firme in favore del disegno di legge di iniziativa popolare per vendere i beni confiscati alla mafia. In questo modo si possono recuperare 80 miliardi, equivalenti al valore complessivo dei beni, che verrebbero destinati a Comuni, associazioni ed enti per lo sviluppo economico e sociale del territorio.
Utilizzare questo patrimonio può essere un modo per risanare le casse dello Stato e contribuire alla ripresa del nostro Paese, e rappresenterebbe anche un colpo durissimo alla criminalità organizzata. Bisogna mettere da parte ogni timore e ogni prudenza, aggredendo i boss nel loro punto più vivo: nel possesso di case, ville e persino castelli, con tanto di parchi, giardini e piscine, ma anche terreni agricoli, alberghi, ristoranti, impianti sportivi, cave e strutture industriali.
Si tratta di un fenomeno che riguarda in particolar modo l’Emilia Romagna, a oggi tra le prime dieci regioni in Italia con il maggior numero di beni sottratti alla criminalità organizzata, con un numero di sequestri e confische di immobili e aziende fra il 2009 e il 2013 superiore ad altre regioni del Nord come Piemonte, Veneto e Toscana. In particolare, nella provincia di Ferrara sono 16 i beni confiscati: sei quelli confiscati nel capoluogo (quattro appartamenti e due aziende in gestione), cinque ad Argenta (tre terreni agricoli, un fabbricato e un appartamento in condominio), due a Comacchio (un'abitazione indipendente e una in condominio) e tre a Portomaggiore (terreni agricoli).
a raccolta firme a Ferrara comincia domani, sabato 5, e proseguirà domenica 6 in piazza Volto del Cavallo, dalle 16 alle 19.30 presso i banchetti allestiti dall'IdV. Il contributo di tutti è importante: la mafia si combatte anche con una semplice firma.

Massimiliano Fiorillo, Italia dei Valori - Ferrara

Per sapere di più: http://www.italiadeivalori.it/download/category/28-beni-confiscati-alla-mafia

27 marzo 2014

Ciao Comandante.

La scomparsa di Franco Fagnani mi addolora. Lo conobbi alcuni anni fa, quando decise di aderire all’Italia dei Valori. Da allora fu per molti aspetti un maestro. La legalità, il rigore e l’impegno civile erano per lui ragione di vita. Mi mancherà e provo il rimpianto di averlo perso di vista nell’ultimo periodo della sua vita, colpevole la malattia che l’ha strappato all’affetto dei suoi cari. Ferrara non dovrà mai dimenticare il Comandante Fagnani. Ciao Franco!

Massimiliano Fiorillo

Da "la Nuova Ferrara" del 27.03.14
E’ morto Franco Fagnani, ex comandante dei vigili

In pensione aveva coltivato vari interessi tra cui la politica e la storia della città. L’ex sindaco Costa: persona autorevole. Scafuri: gli ho fatto una dedica nel mio romanzo

È morto ieri mattina, all’età di 84 anni, l’ex comandante dei vigili urbani Franco Fagnani. Nel 2013 il suo stato di salute aveva subìto un improvviso peggioramento e la malattia lo aveva condannato all’infermità. Da quella condizione non si era più ripreso. La notizia ha suscitato partecipazione e cordoglio in città. Fagnani aveva ricoperto un ruolo importante nella pubblica amministrazione e dopo la pensione aveva mantenuto una certa frequenza di contatti con diversi ambienti cittadini. Era molto interessato alla politica e aveva partecipato all’attività di movimenti civici come ‘Il Pane e le rose’. In passato era stato vicino al Pci, la sua carriera all’interno del corpo della polizia municipale si era consolidata sotto il mandato di due sindaci, Radames Costa e Roberto Soffritti. «Lo ricordo attivo nella Camera del lavoro prima che partecipasse al concorso per vigile urbano - ricorda Radames Costa - Già negli anni ’60 aveva assunto incarichi di responsabilità e nel decennio successivo l’avevo nominato comandante. Era una persona autorevole, aveva il contegno di chi sapeva farsi ascoltare».

Soffritti, uno dei successori di Costa, lo ricorda come «uno dei migliori comandanti della città, un uomo delle istituzioni, un tecnico che aveva a cuore l’ordine urbano ma era anche capace di parlare con le persone». A Ferrara Fagnani lascia la moglie Antonietta, sua coetanea, e la figlia Marzia, 63 anni. «Una persona meravigliosa - così lo ricorda la vedova - e dai tanti interessi». Quando era andato in pensione, all’inizio degli anni ’90, Fagnani si era tutt’altro che adagiato. Aveva continuato a coltivare le sue passioni, una era la politica. Alla fine del decennio aveva messo la firma su alcuni appelli che sollecitavano un rinnovamento dello scenario locale. Ma la sua voce la faceva sentire spesso anche fuori da quell’ambito. Uno dei temi su cui interveniva era l’assetto della viabilità e il decoro urbano, questioni che aveva potuto seguire anche come componente della Commissione urbanistica. L’altra passione era la storia della città, con i suoi palazzi antichi, i monumenti, le opere d’arte. Un orizzonte che l’aveva anche portato a salire come comparsa sul set del film “Gli occhiali d’oro”, tratto da un romanzo di Bassani. E dall’opera di Bassani era stato ispirato anche quando aveva rivelato allo storico ferrarese e funzionario comunale Francesco Scafuri, un’idea che aveva maturato leggendo “Il Giardino dei Finzi Contini”. «Tre anni fa mi ero fermato a parlare con Fagnani alla Festa del Libro ebraico quando mi espose un’ipotesi sul palazzo Trotti-Mosti che potrebbe aver suggerito a Bassani alcuni elementi descritti nel romanzo - racconta Scafuri - fu una chiacchierata molto interessante perché Fagnani conosceva bene la storia di Ferrara. Sapeva un sacco di cose e in qualche modo mi ha trasmesso negli anni una passione che ora è diventata la mia attività principale». Scafuri fra pochi giorni presenterà il suo primo romanzo, ‘La Ferrara dell’ingegner Bellei’. «Nel libro ho citato il suo suggerimento su Palazzo Trotti-Mosti - annuncia Scafuri - e nella dedica ho citato il suo nome assieme a quello di mia moglie e dei miei figli». Fagnani era stato uno degli animatori del Club “Amici dell’Arte”.

21 marzo 2014

Freda (IDV). Mafie, 16 beni sequestrati a Ferrara Progetto di legge dell'Idv per vendere i beni confiscati alla criminalità organizzata

Oggi si celebra la XIX Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie e l’Idv in Regione, attraverso il segretario regionale Sabrina Freda, rende nota la consistenza dei beni sequestrati alla criminalità in Emilia Romagna. L’elenco, nel quale figura anche la provincia di Ferrara, pone in risalto come nella nostra regione i beni sequestrati siano superiori a quelli di altre regioni come Piemonte, Veneto e Toscana.
E’ il motivo per cui l’Italia dei Valori ha avviato una battaglia che ha lo scopo di aggredire ciò che i boss della mafia temono di perdere di più, cioé i patrimoni. Case, ville e persino castelli, con tanto di parchi, giardini e piscine, ma anche terreni agricoli, alberghi, ristoranti, impianti sportivi, cave e strutture industriali. L’Idv, infatti, ha iniziato araccogliere le firme per il disegno di legge di iniziativa popolare per vendere i beni confiscati alla mafia e destinare gli 80 miliardi che si ricaverebbero a Comuni, associazioni ed enti per lo sviluppo economico e sociale del territorio.
“Il fenomeno – ricorda Sabrina Freda – riguarda in particolar modo l’Emilia Romagna, a oggi tra le prime dieci regioni in Italia con il maggior numero di beni sottratti alla criminalità organizzata. Il dato arriva dal distretto di Corte d’appello di Bologna: la Regione conta 41 procedimenti tra sequestri e confische nel periodo tra il 2009 e il 2013, e nello specifico sono 112 i beni confiscati, di cui 32 in gestione (14 immobili e 18 aziende), 86 gli immobili confiscati (in Veneto sono 84 e in Toscana 57) e 26 le aziende confiscate (in Piemonte sono 13, in Toscana 12, in Veneto 4). Utilizzare questo patrimonio può essere un modo per risanare le casse dello Stato e contribuire alla ripresa del nostro Paese, e rappresenterebbe anche un colpo durissimo alla criminalità organizzata, toccata proprio nel suo punto più vivo, il patrimonio”.
Nell’elenco dei beni sequestrati alla criminalità organizzata, come detto, figura anche la provincia di Ferrara con 16 beni confiscati: 6 i beni confiscati nel capoluogo (2 le aziende in gestione), 5 ad Argenta, 2 a Comacchio e 3 a Portomaggiore.

Da www.estense.com - 21.03.14

28 febbraio 2014

Freda - Fiorillo (IDV): "Piano rifiuti, la Regione continua a raccontare favole".

I nostri timori sono stati confermati: i Piani Provinciali di Gestione dei Rifiuti non sono più in vigore. Nel corso della Commissione Ambiente il sottosegretario Bertelli ha ammesso che i Piani Provinciali restano in vigore solo per le parti non in contrasto con il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti. Un modo velato per dire che il PRGR è legge a tutti gli effetti.
Tutto questo senza che l'Assemblea Legislativa abbia avuto preventivamente la possibilità di discuterlo e modificarlo. Un colpo di mano che avrà effetti devastanti per la nostra Regione: in base a quanto stabilisce il comma 3 dell'articolo 18 delle norme tecniche del PRGR, negli inceneritori dell'Emilia Romagna «è consentito trattare anche quote di rifiuti speciali nei limiti della capacità autorizzata disponibile». Per permettere agli impianti di continuare a funzionare a pieno regime fin da ora si potranno saturare gli inceneritori non solo con i rifiuti di altre province, ma anche con l'importazione di rifiuti speciali - che per legge sono a libero mercato - provenienti da ogni parte d'Italia. Già oggi, secondo quanto scrive il Report Rifiuti 2013 di Arpa Emilia Romagna, la nostra regione importa un milione di tonnellate di rifiuti speciali: come possono i vertici della Regione continuare a raccontarci la favola ben diversa dalla realtà - che in Emilia Romagna non verranno bruciati rifiuti provenienti da altre regioni?
Ci chiediamo a cosa servano gli sforzi dei cittadini nel mettere in atto buone pratiche come la raccolta differenziata - senza peraltro avere in cambio alcun beneficio in bolletta - se non a fare spazio negli inceneritori per i rifiuti che verranno da fuori provincia e da fuori regione. La Regione ha imposto il suo Piano Rifiuti: un Piano che ha a cuore non l'autosufficienza ma gli interessi dei gestori degli inceneritori, senza alcuna cura della salute e della qualità di vita delle persone.

Sabrina Freda - segretario regionale Italia dei Valori Emilia Romagna  
Massimiliano Fiorillo - Italia dei Valori Ferrara

15 febbraio 2014

Bonifiche “dimenticate” nel Piano Regionale Rifiuti. Fiorillo (Idv): "Grave omissione e violazione delle prescrizioni di legge. Non si tiene conto della salute delle persone"

Nel Piano Regionale dei Rifiuti non c’è traccia di una pianificazione degli interventi di bonifica delle aree contaminate, nonostante due decreti (il D.lgs 22/97, sia il il D.lgs 152/06) prescrivano che il Piano bonifiche debba essere parte integrante di ogni Piano Regionale dei Rifiuti. Una “dimenticanza” della quale si è accorto Massimiliano Fiorillo dell’Idv, che è stato in grado di analizzare il documento, approvato dalla Giunta regionale da due settimane “ma a tutt’oggi tenuto nascosto ai più”. 
Una grave omissione, tenuto anche conto che lo stesso D.lgs 152/06 prescrive chiaramente che ogni Piano rifiuti contenga precise informazioni sui siti contaminati da bonificare, mentre in realtà non vi è nessuna menzione dei siti presenti in Emilia Romagna e delle caratteristiche degli inquinanti, né dell’ordine di priorità degli interventi in considerazione della popolazione esposta, delle modallità di risanamento ambientale, della stima degli oneri economico-finanziari etc.
“Si tratta – denuncia Fiorillo – di una “dimenticanza” non di poco conto. Oltre a essere una violazione delle prescrizioni di legge, l’assenza del Piano bonifiche all’interno del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti si manifesta in realtà come un’omissione che impedisce nei fatti di intervenire sulle aree contaminate senza dover rincorrere le emergenze, o peggio, i decessi”.
Ma quale sarebbe il motivo di tale omissione? Verificato che nei Piani già approvati da altre Regioni come Lombardia, Veneto e Toscana, in nessuno manca la parte relativa alle aree da bonificare, Fiorillo avanza una sua ipotesi. “Ad oggi – dice – siamo a conoscenza di 523 interventi di bonifica in corso in Emilia Romagna, di cui 142 giudicati particolarmente critici, che rappresentano però solo un dato parziale di un quadro purtroppo molto più grave e di cui non si conosce lo stato di avanzamento dei lavori né l’esito. Ma la politica dello struzzo non paga: se non si provvede a pianificare e procedere con continuità a interventi di bonifica delle aree contaminate secondo chiari criteri di priorità, rischiamo di dover rivivere la tragedia delle morti da esposizione all’amianto, a causa questa volta di altri inquinanti”.
“Come riportato da alcuni quotidiani – conclude Fiorillo - nel 1996 in Emilia Romagna si registravano 73 casi di mesotelioma, mentre l’anno scorso ne sono stati censiti 2.334: bastano solo queste cifre per far riflettere sulla necessità di abbandonare ogni rinvio e temporeggiamento di comodo per adottare scelte finalmente chiare e tempestive, che tengano veramente conto della salute delle persone”.

da www.estense.com  14.02.14

09 febbraio 2014

Rifiuti, botta e risposta sulla ‘pattumiera d’Italia’

Il sottosegretario regionale: "Autosufficienza regionale". Fiorillo (IDV)"Ambientalismo di maniera per confondere la realtà"

Antonio Di Pietro era tornato alla carica avvertendo i cittadini del rischio che l’Emilia diventi la pattumiera d’Italia. Il sottosegretario alla presidenza della Regione, Alfredo Bertelli risponde al fondatore dell’Idv e lui contro-replica Massimiliano Fiorillo, ex vicepresidente dalla Giunta provinciale.
Un botta e risposta tra chi vede il nuovo piano per lo smaltimento dei rifiuti in Regione con due visuali decisamente opposte. “Il piano dei rifiuti della Regione Emilia-Romagna è costruito sulla logica della autosufficienza regionale. È una strategia condivisa con i sindaci, e contrasta fortemente con l’idea che questa regione possa diventare luogo di smaltimento di rifiuti provenienti da altre parti del Paese – afferma Bertelli rispondendo a Di Pietro -. Come hanno già detto il presidente della Regione Vasco Errani e i sindaci emiliano romagnoli incontrando il ministro per l’Ambiente Andrea Orlando – prosegue Bertelli – il nostro Piano prevede una riduzione degli impianti per il trattamento dei rifiuti, sia per quanto riguarda le discariche, sia per quanto riguarda i termovalorizzatori. Il nostro obiettivo è quello di aumentare la raccolta differenziata e diminuire la produzione complessiva dei rifiuti”. “Contrasteremo con forza l’idea che la nostra regione – conclude il sottosegretario in netta opposizione rispetto a quanto affermato dal presidente dell’Italia dei Valori – possa diventare luogo di conferimento di rifiuti provenienti da altre Regioni che non hanno realizzato gli impianti previsti dai loro piani di smaltimento”.
Affermazioni che però vedono l’istantanea contro-replica di Massimiliano Fiorillo, ex vicepresidente della Provincia di Ferrara in quota Idv. “Ancora una volta il sottosegretario Alfredo Bertelli cerca di correre ai ripari proclamando che il Piano regionale di gestione dei Rifiuti prevede la riduzione di discariche e inceneritori e che la nostra regione non diventerà il punto di riferimento per l’importazione di rifiuti provenienti da fuori – afferma Fiorillo che attacca -: Parole, quelle di Bertelli, totalmente prive di credibilità, e che sono smentite da quanto contenuto nello stesso Piano che, forse non a caso, continua a essere tenuto nascosto ai più. Ma l’articolo 18 delle norme tecniche – spiega l’esponente dell’Idv ferrarese -, al comma 3 riporta testualmente che negli inceneritori dell’Emilia Romagna «è consentito trattare anche quote di rifiuti speciali nei limiti della capacità autorizzata disponibile». In altri termini – avverte Fiorillo – gli inceneritori saranno riempiti con rifiuti provenienti da tutta Italia, in particolare con i rifiuti speciali che per legge sono a libero mercato e non sono soggetti ad alcun vincolo territoriale. Altro che dismissione graduale degli inceneritori grazie alla raccolta differenziata – incalza – : al contrario, continueranno a essere alimentati all’infinito, e l’impegno dei cittadini servirà solo a fare spazio ad altri rifiuti che verranno da fuori. Questi sono i fatti – conclude Fiorillo -: l’ambientalismo di maniera di Bertelli è solo un tentativo di confondere la realtà”.
Sulla questione interviene anche il deputato Pd Alessandro Bratti che difende a spada tratta il piano: “Anche all’interno delle politiche nazionali – assicura il responsabile Ambiente del PD Emilia-Romagna – mi impegnerò insieme agli altri colleghi deputati e senatori affinché ci siano tutte le rassicurazioni possibili sul fatto che la pianificazione regionale sia prioritaria rispetto a qualsiasi scelta fatta a livello nazionale”.

Da Estense.com del 06.02.14

02 dicembre 2013

No all'importazione di rifiuti. Non siamo l'inceneritore d'Italia.


No all'importazione di rifiuti. Non siamo l'inceneritore d'Italia.


No all'importazione di rifiuti. Non siamo l'inceneritore d'Italia.


No all'importazione di rifiuti. Non siamo l'inceneritore d'Italia.

C’era una volta l’Emilia Romagna, che diventò la pattumiera d’Italia.
Questo non è l’inizio di una fiaba, ma quello che racconteranno ai nostri figli se sarà approvato l’articolo 23 del collegato ambiente alla legge di stabilità 2014.
Il 15 novembre il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge di stabilità 2014. Con questa legge viene sancita, tra le altre cose, la creazione di una rete di inceneritori nazionali, per far fronte alla grande quantità di rifiuti che per decenni non sono mai stati gestiti in Regioni poco virtuose come il Lazio o la Campania.
In tutto questo, cosa c’entra l’Emilia Romagna? La nostra Regione, insieme alla Lombardia, è assolutamente ben attrezzata dal punto di vista impiantistico, avendo all’attivo otto inceneritori più altri tre per il conferimento esclusivo di rifiuti speciali. Con la creazione della rete nazionale di coincenerimento, il gioco è fatto: la nostra mega pattumiera è pronta.
I cittadini in Emilia Romagna sono divenuti esperti di raccolta differenziata grazie a un grande impegno e all’ingegno nella ricerca in acquisto di prodotti con pochi residui. Come risultato di questi sforzi il volume dei rifiuti da smaltire va diminuendo in modo significativo. Un enorme successo in termini di ecologia ambientale, ma un grosso problema per l’interesse di quelle aziende che sullo smaltimento dei rifiuti generano utili. Come avrebbero potuto dunque in questo scenario le multi-utilities garantirsi ancora lauti guadagni? Semplice: importando rifiuti dalle altre regioni.
La diretta conseguenza di questa normativa sarà un maggiore inquinamento dell’aria che respiriamo: ci saranno maggiori concentrazioni di diossina, PM 10, PM 2,5, micro e nano polveri in una regione, l’Emilia Romagna, che si trova nell’area con la peggiore qualità dell’aria del Paese e nella seconda area peggiore in Europa. Siamo infatti in procedura d'infrazione comunitaria per i continui sforamenti di particolato, PM10, ed entreremo in infrazione anche per le emissioni di NOx, con conseguente aggravio della fiscalità per i cittadini a causa delle multe che lo Stato italiano dovrà pagare.
Da tempo, a causa dei problemi di qualità dell’aria, viene richiesto ai cittadini di essere virtuosi: usare mezzi pubblici, spesso mal funzionanti e in ritardo, per non usare l’automobile; utilizzare la bicicletta a rischio della propria vita, in mezzo ad automobilisti che mostrano spesso scarso rispetto delle normative stradali, non fumare, vaccinarsi contro le malattie invernali. Tutto questo a che pro?
Se queste sono le prospettive, non si può stare a guardare. L'IdV ha da tempo iniziato la sua battaglia, condotta dal segretario regionale Sabrina Freda, che nelle vesti di assessore regionale all'Ambiente ha elaborato il Documento preliminare del Piano regionale di gestione dei rifiuti, i cui punti cardine sono l'autosufficienza per lo smaltimento nell’ambito regionale mediante l’utilizzo ottimale degli impianti esistenti, la riduzione dello smaltimento a partire dal conferimento in discarica e l'attuazione del “principio di prossimità”, poi da Liana Barbati, capogruppo in Consiglio regionale, che ha presentato una mozione all’Assemblea legislativa chiedendo l’intervento del presidente Errani (che il 6 settembre ha ritirato le deleghe a Sabrina Freda adducendo genericamente come motivo il venir meno della “necessaria collegialità”), nella sua veste di assessore regionale all’Ambiente, affinché si opponga a questo disegno di legge. Si è lanciato l’allarme attraverso i giornali: troppo poco in passato su Modena, Ferrara e Ravenna la questione è stata posta in risalto, mentre su Bologna è calato il silenzio. Probabilmente si preferisce non informare i cittadini, in modo che la fiducia alla finanziaria possa essere ottenuta senza colpo ferire.
Ennesimo successo del governo delle larghe intese.

Italia dei Valori Emilia Romagna.