Quindicesima puntata del Focus IDV dell'Emilia Romagna dedicata alla discarica "Crispa"di Jolanda di Savoia (FE), gestita da Area s.p.a. Una discarica al centro di molte polemiche e proteste dopo la decisione dei vertici dell'Azienda di accogliere 20 mila tonnellate di rifiuti speciali provenienti da Napoli e l'avvio dell'iter autorizzativo per il suo ampliamento.
Una delegazione dell'Italia dei Valori di Ferrara ha visitato l'area limitrofa alla discarica.
31 gennaio 2012
24 gennaio 2012
Discarica Crispa di Jolanda di Savoia e rifiuti napoletani. Presentata dall'IDV un'interrogazione in Regione
Il Consigliere regionale I.D.V., Sandro Mandini, ha presentato un'interrogazione scritta in Assemblea legislativa dell'Emilia Romagna dedicata alla questione dei rifiuti provenienti da Napoli ed accolti presso la discarica "Crispa" di Jolanda di Savoia (FE), gestita da Area s.p.a.
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Alla c.a. del
Presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia – Romagna
Matteo Richetti
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
L’Assemblea legislativa della Regione Emilia - Romagna
premesso che
- con DGR n. 979/2011 la Regione ha deciso di partecipare all'azione di cooperazione per fronteggiare la situazione della gestione dei rifiuti nella regione Campania, prevedendo conseguentemente il conferimento, presso l’impianto situato a Ostellato (FE) e gestito dalla società HERAmbiente Spa, di frazione umida di rifiuto urbano pretrattato in impianti della Regione Campania, nella misura complessivamente non superiore a 5.000 tonnellate (codice CER 191212).
- tale azione di cooperazione è stata formalizzata con la Delibera sopra richiamata, che ha assunto anche il valore del nulla-osta di cui all’art. 1 del Decreto Legge n. 94/2011, fermo restando che qualsiasi ulteriore conferimento avrebbe dovuto essere preceduto da un apposito accordo;
- la cooperazione ha previsto, che i costi di conferimento e le modalità di pagamento fossero pattuiti direttamente tra i gestori degli impianti campani conferenti e il gestore dell’impianto di Ostellato sulla base dei valori medi di mercato. In particolare, nel prezzo di conferimento doveva essere computata:
una quota aggiuntiva a titolo di ristoro ambientale da riversare al Comune di Ostellato da parte della società HERAmbiente Spa,
una quota per far fronte agli oneri sostenuti da ARPA per le operazioni di vigilanza e controllo come quantificata dalla Regione (nella pattuizione fra i gestori nonché nell’attuazione della stessa doveva essere pienamente coinvolto il Comune di Napoli). Tale quota è stata fissata in alcuni euro/tonnellata (per complessivi circa 10.000 euro);
rilevato che
- i controlli operativi sono stati effettuati da ARPA - Sezione Provinciale di Ferrara - che ha costituito il “braccio operativo e il necessario supporto tecnico” della Provincia, che è l’ente competente ai controlli ai sensi della vigente normativa in materia di rifiuti;
- ARPA Ferrara ha effettuato controlli puntuali avvenuti con cadenza giornaliera;
- i controlli hanno riguardato gli automezzi in ingresso all'impianto di Ostellato, con verifica dei sigilli apposti al momento dalla partenza dagli impianti campani. L'impianto di compostaggio ha accolto tutti i carichi, respingendone solo alcuni per mancanza dei sigilli;
- il citato impianto situato a Ostellato (FE) che è gestito dalla società HERAmbiente Spa, impianto di proprietà privata quindi, ha ricevuto frazione umida di rifiuto urbano (CER 191212) pretrattato in impianti della Regione Campania, da avviare a recupero come biostabilizzato e da utilizzare come copertura in discarica (con i vincoli di cui alla DGR. N. 1696/06, cioè il biostabilizzato non può essere utilizzato in quantità superiore al 20% per la copertura giornaliera in discarica in sostituzione del terreno vegetale, ecc);
- in data 14 luglio 2011 è stato stipulato il contratto tra l’impianto di Ostellato, gestito da HERAmbiente (in base all’accordo più volte citato) e SAPNA spa (Società a socio unico soggetto al coordinamento e la controllo dell’Amministrazione Provinciale di Napoli) per il conferimento delle 5.000 t di rifiuti speciali così come definito dall’atto interregionale. In tale contratto si stabiliva l’importo per il conferimento di ogni tonnellata di rifiuto, l’importo da destinarsi al Comune di Ostellato a titolo di ristoro ambientale e comprendeva anche gli oneri sostenuti da ARPA per operazioni di vigilanza e controllo;
- dallo scorso mese di ottobre 2011 sono stati effettuati conferimenti di rifiuti speciali provenienti dagli STIR situati nella regione Campania all’impianto di discarica di Jolanda di Savoia. Tali rifiuti sono rifiuti urbani sottoposti a trattamento di tritovagliatura e pertanto trasportati alla discarica di Jolanda di Savoia come rifiuti speciali provenienti dagli impianti di Tufino e Giugliano (provincia di Napoli);
- il conferimento di tali rifiuti è avvenuto al di fuori dell’accordo stipulato tra Regione Emilia-Romagna e Regione Campania. I rifiuti, essendo classificati rifiuti speciali, hanno circolato liberamente sul territorio nazionale non essendo sottoposti a vincoli territoriali in base a quanto stabilito dal D.Lgs. n. 152/06 di settore;
- il contratto è stato stipulato tra AREA (società interamente pubblica costituita da 16 comuni del nord-est ferrarese e proprietaria della discarica di Jolanda di Savoia) e SAPNA spa;
- essendo il contratto avvenuto al di fuori dell’accordo di cui alla citata DGR n. 979/2011 i controlli sono stati affidati ad ARPA Campania (e quindi al momento della partenza dei rifiuti) e non ad ARPA Ferrara che ha potuto fare dei controlli solo a conferimento avvenuto e non quotidianamente e in corso d’opera in quanto mancavano le condizioni regolative di cui al predetto Accordo interregionale;
- secondo le dichiarazioni fatte ai giornalisti dai responsabili di AREA la quota destinata a ristoro ambientale dovrebbe andare a incrementare la raccolta porta a porta nel territorio dei 16 comuni che costituiscono la società AREA (che è interamente pubblica);
- che al 31/12/2010 la discarica di Jolanda aveva una capacità residua di 5105 mc, come riportato sul Report Rifiuti 2011;
- a fine anno 2010 AREA ha ottenuto dalla Provincia di Ferrara un’autorizzazione per un ampliamento di circa 50.000 tonnellate che ha quindi consentito di ricevere i predetti rifiuti dalla regione Campania. Di tali 50.000 t l’autorizzazione provinciale prevedeva che un quantitativo massimo del 60% potesse essere costituito da rifiuti speciali (pari a 31.500 t);
- AREA aveva avviato una procedura di VIA e AIA congiunte già lo scorso 2 febbraio 2011 per un ampliamento della citata discarica, però tale procedimento è stato interrotto volontariamente da AREA perché il Comune di Ostellato - coinvolto in tale procedimento - ha dato parere negativo;
- recentemente è stato stipulato un nuovo contratto tra HERAmbiente, relativamente all’impianto di Ostellato e SAPNA, al di fuori delle condizioni di quanto stabilito dall’accordo interregionale più volte citato (che infatti stabiliva espressamente nel dispositivo della DGR. N. 979/2011 più volte citata, al punto 2 che “qualsiasi ulteriore conferimento dovrà essere preceduto da un apposito accordo”);
interroga la Giunta per sapere
1) se ritiene opportuno sia stato stipulato un contratto tra HERAmbiente e SAPNA e tra AREA e SAPNA , che prevedono ulteriori conferimenti di rifiuti rispetto all’accordo interregionale siglato tra Regione Emilia-Romagna e Regione Campania.
2) se tale contratto, mancando di copertura amministrativa in quanto non stipulato apposito accordo interregionale a monte così come precedentemente specificato, deve ritenersi irregolare e se del caso come intende muoversi.
3) quali siano le condizioni effettivamente pattuite tra i gestori ( HERAmbiente, AREA e SAPNA) relativamente ai costi che hanno determinato il prezzo di conferimento nonché le relative quantità.
4) se è previsto un controllo giornaliero da parte di ARPA Emilia-Romagna e in che modalità è stato effettuato.
5) dove verranno destinate le diverse quantità di biostabilizzato a recupero come materiale di copertura giornaliera. Tenendo conto del DGR n. 1696/06 che impone il vincolo dell’utilizzo del biostabilizzato per un massimo del 20% in sostituzione del terreno vegetale quale materiale di copertura giornaliera dei rifiuti in discarica.
Il Consigliere
Sandro Mandini (Italia dei Valori – Lista Di Pietro)
Alla c.a. del
Presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia – Romagna
Matteo Richetti
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
L’Assemblea legislativa della Regione Emilia - Romagna
premesso che
- con DGR n. 979/2011 la Regione ha deciso di partecipare all'azione di cooperazione per fronteggiare la situazione della gestione dei rifiuti nella regione Campania, prevedendo conseguentemente il conferimento, presso l’impianto situato a Ostellato (FE) e gestito dalla società HERAmbiente Spa, di frazione umida di rifiuto urbano pretrattato in impianti della Regione Campania, nella misura complessivamente non superiore a 5.000 tonnellate (codice CER 191212).
- tale azione di cooperazione è stata formalizzata con la Delibera sopra richiamata, che ha assunto anche il valore del nulla-osta di cui all’art. 1 del Decreto Legge n. 94/2011, fermo restando che qualsiasi ulteriore conferimento avrebbe dovuto essere preceduto da un apposito accordo;
- la cooperazione ha previsto, che i costi di conferimento e le modalità di pagamento fossero pattuiti direttamente tra i gestori degli impianti campani conferenti e il gestore dell’impianto di Ostellato sulla base dei valori medi di mercato. In particolare, nel prezzo di conferimento doveva essere computata:
una quota aggiuntiva a titolo di ristoro ambientale da riversare al Comune di Ostellato da parte della società HERAmbiente Spa,
una quota per far fronte agli oneri sostenuti da ARPA per le operazioni di vigilanza e controllo come quantificata dalla Regione (nella pattuizione fra i gestori nonché nell’attuazione della stessa doveva essere pienamente coinvolto il Comune di Napoli). Tale quota è stata fissata in alcuni euro/tonnellata (per complessivi circa 10.000 euro);
rilevato che
- i controlli operativi sono stati effettuati da ARPA - Sezione Provinciale di Ferrara - che ha costituito il “braccio operativo e il necessario supporto tecnico” della Provincia, che è l’ente competente ai controlli ai sensi della vigente normativa in materia di rifiuti;
- ARPA Ferrara ha effettuato controlli puntuali avvenuti con cadenza giornaliera;
- i controlli hanno riguardato gli automezzi in ingresso all'impianto di Ostellato, con verifica dei sigilli apposti al momento dalla partenza dagli impianti campani. L'impianto di compostaggio ha accolto tutti i carichi, respingendone solo alcuni per mancanza dei sigilli;
- il citato impianto situato a Ostellato (FE) che è gestito dalla società HERAmbiente Spa, impianto di proprietà privata quindi, ha ricevuto frazione umida di rifiuto urbano (CER 191212) pretrattato in impianti della Regione Campania, da avviare a recupero come biostabilizzato e da utilizzare come copertura in discarica (con i vincoli di cui alla DGR. N. 1696/06, cioè il biostabilizzato non può essere utilizzato in quantità superiore al 20% per la copertura giornaliera in discarica in sostituzione del terreno vegetale, ecc);
- in data 14 luglio 2011 è stato stipulato il contratto tra l’impianto di Ostellato, gestito da HERAmbiente (in base all’accordo più volte citato) e SAPNA spa (Società a socio unico soggetto al coordinamento e la controllo dell’Amministrazione Provinciale di Napoli) per il conferimento delle 5.000 t di rifiuti speciali così come definito dall’atto interregionale. In tale contratto si stabiliva l’importo per il conferimento di ogni tonnellata di rifiuto, l’importo da destinarsi al Comune di Ostellato a titolo di ristoro ambientale e comprendeva anche gli oneri sostenuti da ARPA per operazioni di vigilanza e controllo;
- dallo scorso mese di ottobre 2011 sono stati effettuati conferimenti di rifiuti speciali provenienti dagli STIR situati nella regione Campania all’impianto di discarica di Jolanda di Savoia. Tali rifiuti sono rifiuti urbani sottoposti a trattamento di tritovagliatura e pertanto trasportati alla discarica di Jolanda di Savoia come rifiuti speciali provenienti dagli impianti di Tufino e Giugliano (provincia di Napoli);
- il conferimento di tali rifiuti è avvenuto al di fuori dell’accordo stipulato tra Regione Emilia-Romagna e Regione Campania. I rifiuti, essendo classificati rifiuti speciali, hanno circolato liberamente sul territorio nazionale non essendo sottoposti a vincoli territoriali in base a quanto stabilito dal D.Lgs. n. 152/06 di settore;
- il contratto è stato stipulato tra AREA (società interamente pubblica costituita da 16 comuni del nord-est ferrarese e proprietaria della discarica di Jolanda di Savoia) e SAPNA spa;
- essendo il contratto avvenuto al di fuori dell’accordo di cui alla citata DGR n. 979/2011 i controlli sono stati affidati ad ARPA Campania (e quindi al momento della partenza dei rifiuti) e non ad ARPA Ferrara che ha potuto fare dei controlli solo a conferimento avvenuto e non quotidianamente e in corso d’opera in quanto mancavano le condizioni regolative di cui al predetto Accordo interregionale;
- secondo le dichiarazioni fatte ai giornalisti dai responsabili di AREA la quota destinata a ristoro ambientale dovrebbe andare a incrementare la raccolta porta a porta nel territorio dei 16 comuni che costituiscono la società AREA (che è interamente pubblica);
- che al 31/12/2010 la discarica di Jolanda aveva una capacità residua di 5105 mc, come riportato sul Report Rifiuti 2011;
- a fine anno 2010 AREA ha ottenuto dalla Provincia di Ferrara un’autorizzazione per un ampliamento di circa 50.000 tonnellate che ha quindi consentito di ricevere i predetti rifiuti dalla regione Campania. Di tali 50.000 t l’autorizzazione provinciale prevedeva che un quantitativo massimo del 60% potesse essere costituito da rifiuti speciali (pari a 31.500 t);
- AREA aveva avviato una procedura di VIA e AIA congiunte già lo scorso 2 febbraio 2011 per un ampliamento della citata discarica, però tale procedimento è stato interrotto volontariamente da AREA perché il Comune di Ostellato - coinvolto in tale procedimento - ha dato parere negativo;
- recentemente è stato stipulato un nuovo contratto tra HERAmbiente, relativamente all’impianto di Ostellato e SAPNA, al di fuori delle condizioni di quanto stabilito dall’accordo interregionale più volte citato (che infatti stabiliva espressamente nel dispositivo della DGR. N. 979/2011 più volte citata, al punto 2 che “qualsiasi ulteriore conferimento dovrà essere preceduto da un apposito accordo”);
interroga la Giunta per sapere
1) se ritiene opportuno sia stato stipulato un contratto tra HERAmbiente e SAPNA e tra AREA e SAPNA , che prevedono ulteriori conferimenti di rifiuti rispetto all’accordo interregionale siglato tra Regione Emilia-Romagna e Regione Campania.
2) se tale contratto, mancando di copertura amministrativa in quanto non stipulato apposito accordo interregionale a monte così come precedentemente specificato, deve ritenersi irregolare e se del caso come intende muoversi.
3) quali siano le condizioni effettivamente pattuite tra i gestori ( HERAmbiente, AREA e SAPNA) relativamente ai costi che hanno determinato il prezzo di conferimento nonché le relative quantità.
4) se è previsto un controllo giornaliero da parte di ARPA Emilia-Romagna e in che modalità è stato effettuato.
5) dove verranno destinate le diverse quantità di biostabilizzato a recupero come materiale di copertura giornaliera. Tenendo conto del DGR n. 1696/06 che impone il vincolo dell’utilizzo del biostabilizzato per un massimo del 20% in sostituzione del terreno vegetale quale materiale di copertura giornaliera dei rifiuti in discarica.
Il Consigliere
Sandro Mandini (Italia dei Valori – Lista Di Pietro)
23 gennaio 2012
I giovani dell'Italia dei Valori contro il blocco delle partenze dei volontari di servizio civile
“L’avvio al Servizio Civile Nazionale è sospeso con effetto immediato”. Questa la dichiarazione con cui Paolo Molinari – direttore vicario dell’Ufficio Nazionale del Servizio Civile– raffredda le aspettative dei volontari (giovani fra i 18 e i 28 anni) selezionati per i programmi del Servizio Civile Nazionale.
La scelta obbligata arriva in seguito ad un’ordinanza del Tribunale di Milano, che accogliendo il ricorso di Shahzad Syed (ragazzo pakistano cresciuto in Italia), ha dichiarato discriminatoria la parte del bando che richiedeva fra i requisiti quello della cittadinanza italiana.
Pur condividendo i principi di integrazione ed uguaglianza che sottendono tale ordinanza, non possiamo accettare che un cavillo “blocchi” circa 100 ragazzi nella sola provincia di Ferrara. Regole di elementare buon senso porterebbero a soluzioni diverse; accade invece che circa 18.000 giovani in tutta Italia, già “straziati” dal fardello della precarietà o peggio della disoccupazione, si ritrovino oggi con ulteriori incertezze. Chi aveva organizzato l’imminente futuro in funzione di questa nuova esperienza dovrà fare tabula rasa.
D’altronde la responsabilità della situazione venutasi a creare per i giovani ormai prossimi alla partenza non è certamente imputabile alla vicenda giudiziaria. L’amministrazione avrebbe infatti dovuto redigere il bando secondo costituzione. Perché pagare, si chiedono i ragazzi, errori non propri?
Piove dunque sul bagnato, per noi giovani e per coloro i quali avrebbero dovuto beneficiare del nostro servizio volontario. E’ larga infatti la forbice delle “vittime” indirette, spesso appartenenti a categorie deboli: dai bambini agli anziani, passando per i diversamente abili. Molti di loro resteranno senza assistenza.
Per quanto ci riguarda abbiamo già chiesto ai vertici dell’IdV di intervenire. Una situazione del genere, specie coi tempi che corrono, risulta davvero inaccettabile. Cogliamo quindi l’occasione per rivolgere un appello anche al sindaco Tagliani e alla presidente Zappaterra affinchè – in qualità di rappresentanti dei circa 100 volontari ferraresi – stimolino le sedi istituzionali opportune per far sì che la situazione sia risolta in modo rapido e con quel pizzico di buon senso che troppo spesso manca.
Giovani Italia dei Valori di Ferrara
La scelta obbligata arriva in seguito ad un’ordinanza del Tribunale di Milano, che accogliendo il ricorso di Shahzad Syed (ragazzo pakistano cresciuto in Italia), ha dichiarato discriminatoria la parte del bando che richiedeva fra i requisiti quello della cittadinanza italiana.
Pur condividendo i principi di integrazione ed uguaglianza che sottendono tale ordinanza, non possiamo accettare che un cavillo “blocchi” circa 100 ragazzi nella sola provincia di Ferrara. Regole di elementare buon senso porterebbero a soluzioni diverse; accade invece che circa 18.000 giovani in tutta Italia, già “straziati” dal fardello della precarietà o peggio della disoccupazione, si ritrovino oggi con ulteriori incertezze. Chi aveva organizzato l’imminente futuro in funzione di questa nuova esperienza dovrà fare tabula rasa.
D’altronde la responsabilità della situazione venutasi a creare per i giovani ormai prossimi alla partenza non è certamente imputabile alla vicenda giudiziaria. L’amministrazione avrebbe infatti dovuto redigere il bando secondo costituzione. Perché pagare, si chiedono i ragazzi, errori non propri?
Piove dunque sul bagnato, per noi giovani e per coloro i quali avrebbero dovuto beneficiare del nostro servizio volontario. E’ larga infatti la forbice delle “vittime” indirette, spesso appartenenti a categorie deboli: dai bambini agli anziani, passando per i diversamente abili. Molti di loro resteranno senza assistenza.
Per quanto ci riguarda abbiamo già chiesto ai vertici dell’IdV di intervenire. Una situazione del genere, specie coi tempi che corrono, risulta davvero inaccettabile. Cogliamo quindi l’occasione per rivolgere un appello anche al sindaco Tagliani e alla presidente Zappaterra affinchè – in qualità di rappresentanti dei circa 100 volontari ferraresi – stimolino le sedi istituzionali opportune per far sì che la situazione sia risolta in modo rapido e con quel pizzico di buon senso che troppo spesso manca.
Giovani Italia dei Valori di Ferrara
14 gennaio 2012
Legionella, se ne occupa la Commissione errori sanitari. Leoluca Orlando scrive a Lusenti per chiedere una relazione sulla vicenda
da Estense.com
Il caso legionella di Ferrara è ora all’attenzione della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario. La richiesta avanzata a suo tempo dall’allora vicepresidente della Provincia di Ferrara Massimiliano Fiorillo ha avuto i suoi effetti.
Il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali, l’on. Leoluca Orlando, ha scritto all’assessore regionale alle Politiche per la salute della Regione Emilia Romagna, Carlo Lusenti, chiedendo una relazione in merito ad un caso di infezione ospedaliera, contratta da una donna deceduta il 7 ottobre scorso a Ferrara.
Secondo quanto riferito dalla stampa, la signora sarebbe stata ricoverata il 26 agosto 2011 presso il reparto di Nefrologia dell’Ospedale Sant’Anna, in gravi condizioni di salute. Lo scorso 6 ottobre, alla settantunenne, sarebbe stata diagnosticata la contrazione di una infezione di natura ospedaliera, la legionella polmonare, che ne avrebbe causato il decesso. Inoltre, i parenti della paziente non sarebbero stati informati tempestivamente sulla vera causa della morte della donna e ne avrebbero invece appreso notizia da articoli pubblicati su quotidiani locali.
“Sull’episodio, la Commissione d’inchiesta resta in attesa di ogni dato utile a conoscere lo svolgimento dei fatti, sia in merito alle eventuali criticità organizzative riscontrate, che in ordine ad iniziative amministrative, sanzionatorie e/o cautelari assunte a fronte di eventuali responsabilità individuali”, ha dichiarato il presidente Orlando. “Con riferimento e aldilà dello specifico caso – ha aggiunto Orlando - sollecitiamo la massima attenzione da parte del Ministero della Salute e, in primo luogo, da parte delle regioni tutte, affinché provvedano ad adeguare le rispettive linee guida e ne garantiscano la puntuale applicazione da parte delle autorità sanitarie locali. Il tema delle infezioni ospedaliere è, infatti, tanto grave e diffuso quanto troppe volte sottovalutato. Esso affiora di tanto in tanto come la punta di un iceberg di dimensioni preoccupanti. Pertanto – ha concluso Orlando – su questo tema Commissione ha da tempo rivolto la propria attività di inchiesta, al fine di stimolare le istituzioni sanitarie ad intervenire adeguatamente, soprattutto in via preventiva”.
Il caso legionella di Ferrara è ora all’attenzione della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario. La richiesta avanzata a suo tempo dall’allora vicepresidente della Provincia di Ferrara Massimiliano Fiorillo ha avuto i suoi effetti.
Il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali, l’on. Leoluca Orlando, ha scritto all’assessore regionale alle Politiche per la salute della Regione Emilia Romagna, Carlo Lusenti, chiedendo una relazione in merito ad un caso di infezione ospedaliera, contratta da una donna deceduta il 7 ottobre scorso a Ferrara.
Secondo quanto riferito dalla stampa, la signora sarebbe stata ricoverata il 26 agosto 2011 presso il reparto di Nefrologia dell’Ospedale Sant’Anna, in gravi condizioni di salute. Lo scorso 6 ottobre, alla settantunenne, sarebbe stata diagnosticata la contrazione di una infezione di natura ospedaliera, la legionella polmonare, che ne avrebbe causato il decesso. Inoltre, i parenti della paziente non sarebbero stati informati tempestivamente sulla vera causa della morte della donna e ne avrebbero invece appreso notizia da articoli pubblicati su quotidiani locali.
“Sull’episodio, la Commissione d’inchiesta resta in attesa di ogni dato utile a conoscere lo svolgimento dei fatti, sia in merito alle eventuali criticità organizzative riscontrate, che in ordine ad iniziative amministrative, sanzionatorie e/o cautelari assunte a fronte di eventuali responsabilità individuali”, ha dichiarato il presidente Orlando. “Con riferimento e aldilà dello specifico caso – ha aggiunto Orlando - sollecitiamo la massima attenzione da parte del Ministero della Salute e, in primo luogo, da parte delle regioni tutte, affinché provvedano ad adeguare le rispettive linee guida e ne garantiscano la puntuale applicazione da parte delle autorità sanitarie locali. Il tema delle infezioni ospedaliere è, infatti, tanto grave e diffuso quanto troppe volte sottovalutato. Esso affiora di tanto in tanto come la punta di un iceberg di dimensioni preoccupanti. Pertanto – ha concluso Orlando – su questo tema Commissione ha da tempo rivolto la propria attività di inchiesta, al fine di stimolare le istituzioni sanitarie ad intervenire adeguatamente, soprattutto in via preventiva”.
13 gennaio 2012
30 dicembre 2011
On. Mura: quattro domande alla Zappaterra per far luce sul caso di legionella all'ospedale di Ferrara
La Presidente della Provincia Marcella Zappaterra ha voluto utilizzare in maniera strumentale il triste caso della morte per legionella verificatosi nell’ospedale Sant’Anna di Ferrara, per allontanare l’assessore Massimiliano Fiorillo, perchè aveva chiesto di fare chiarezza, è quanto mai doveroso fare piena luce su una vicenda che ad oggi presenta diverse contraddizioni ed aspetti ancora poco chiari. Per questo L’Italia dei Valori ha deciso di porgere in forma pubblica quattro quesiti alla Presidente Zappaterra, domande alle quali ci auguriamo voglia rispondere al più presto e con estrema chiarezza, anche perchè se questo non accadrà, queste stesse domande si tradurranno in un’interpellanza che presenteremo in consiglio provinciale. - Lo dichiara l'on. Silvana Mura segretario regionale dell'Idv - Riteniamo infatti che le risposte a tali quesiti siano utili a chiarire quale è stata la reale condotta politico-istituzionale assunta dalla presidente della Provincia, che riveste anche il ruolo di presidente della conferenza territoriale sociale e sanitaria, in particolare in merito al modo in cui ha ritenuto di tutelare i cittadini da un batterio come quello della legionella che purtroppo a Ferrara non deve essere sottovalutato, come dimostrano soprattutto le notizie relative all’ospedale di Cona, nel quale come è stato ammesso proprio ieri in consiglio provinciale, la legionella non è stata ancora debellata. Inoltre riteniamo che le risposte potrebbero fornire anche elementi utili all’inchiesta che la magistratura ha aperto ed è in corso, oppure produrre elementi per eventuali nuovi esposti. Staremo a vedere se chi ha voluto recitare il ruolo della Bulla del Castello, dimostrerà la stessa spavalderia nel fare chiarezza una volta per tutte nell’interesse dei cittadini o se con il suo silenzio preferirà vestire i panni della Burla del Castello.
Le quattro domande alla Zappaterra:
1) La Presidente Zappaterra è stata informata ufficialmente del caso di legionella da parte dei vertici sanitari del Sant’anna? Quando tale informazione è avvenuta e in quale forma?
2) Se è stata informata del caso di legionella perchè la Presidente Zappaterra non ha informato l’assessore competente, nè la giunta, nè ha dato comunicazione pubblica che nell’ospedale Sant’Anna una donna è morta a causa di un infezione da Legionella?
3) La Presidente Zappaterra dichiara al Carlino del 16 dicembre che “La provincia è stata informata dell’accaduto, sia del ricovero della donna per legionella, sia del decesso. Come è possibile dal momento che nelle note ufficiali diramate dal Sant’Anna e riportate sulla stampa il 20 dicembre si dichiara che i medici hanno avuto conferma dell’infezione di legionella solo il giorno stesso in cui la donna è morta?
4) Come giudica la Presidente della Provincia la condotta tenuta dai vertici dell’Ospedale Sant’Anna, alla luce del fatto che gli stessi non hanno ritenuto di informare i parenti sulla vera causa della morte della donna, e che gli stessi parenti hanno scoperto che la loro congiunta era morta a causa della legionella solo dagli articoli di stampa?
Gianluca De Fillio
Addetto stampa On. Silvana Mura
Le quattro domande alla Zappaterra:
1) La Presidente Zappaterra è stata informata ufficialmente del caso di legionella da parte dei vertici sanitari del Sant’anna? Quando tale informazione è avvenuta e in quale forma?
2) Se è stata informata del caso di legionella perchè la Presidente Zappaterra non ha informato l’assessore competente, nè la giunta, nè ha dato comunicazione pubblica che nell’ospedale Sant’Anna una donna è morta a causa di un infezione da Legionella?
3) La Presidente Zappaterra dichiara al Carlino del 16 dicembre che “La provincia è stata informata dell’accaduto, sia del ricovero della donna per legionella, sia del decesso. Come è possibile dal momento che nelle note ufficiali diramate dal Sant’Anna e riportate sulla stampa il 20 dicembre si dichiara che i medici hanno avuto conferma dell’infezione di legionella solo il giorno stesso in cui la donna è morta?
4) Come giudica la Presidente della Provincia la condotta tenuta dai vertici dell’Ospedale Sant’Anna, alla luce del fatto che gli stessi non hanno ritenuto di informare i parenti sulla vera causa della morte della donna, e che gli stessi parenti hanno scoperto che la loro congiunta era morta a causa della legionella solo dagli articoli di stampa?
Gianluca De Fillio
Addetto stampa On. Silvana Mura
29 dicembre 2011
On. Mura: Zappaterra ha voluto aprire la crisi con l'IDV. Da oggi siamo all'opposizione.
La Presidente della Provincia di Ferarra Marcella Zappaterra ha ritenuto di aprire una crisi politica con l’Italia dei Valori, ritirando questa mattina le deleghe al vice presidente Massimiliano Fiorillo. Si tratta di un atto unilaterale, ingiustificato e ingiustificabile che segna il passaggio all’opposizione in consiglio provinciale dell’Idv. Spetta alla presidente della Provincia assumersi la responsabilità della rottura del patto elettorale e della coalizione. – Lo dichiara l’on. Silvana Mura segretaria regionale dell’Idv - Le motivazioni sono esclusivamente politiche dal momento che la Zappaterra ha scatenato una vera e propria guerra, sconfinando in forme clamorose di bullismo politico, nei confronti di Massimiliano Fiorillo per colpire l’Idv a seguito della posizione assunta a livello nazionale sulle province. Posizione sulla quale l’ultima manovra varata dal governo Monti e votata dal Pd ha dato all’Idv piena ragione. Dall’avvio della campagna di raccolta firme ogni pretesto è stato buono per costituire un casus belli. La foga, purtroppo gioca brutti scherzi, ed ha portato la Zappaterra a rimuovere Fiorillo per un caso, come la sfortunata morte per legionella verificatasi all’ospedale Sant’Anna, dove Fiorillo, assessore alla sanità, a differenza della Zappaterra si era mosso in maniera assolutamente inappuntabile per tutelare l’ente provincia e i cittadini delle Provincia di Ferarra. Il fatto che nella sua guerra personale la Zappaterra abbia ritenuto di dover rimuovere l’assessore alla sanità poche ore prima di un consiglio in cui si doveva affrontare la ventennale vicenda dell’ospedale di Cona, e pretendendo che della rimozione di Fiorillo non si parlasse in consiglio, come invece ha fatto il nostro consigliere Alessandro Roarato, è una prova ulteriore di quanto la presidente della Provincia abbia a cuore i temi dell’amministrazione. Poiché, come detto, della grave rottura determinatasi è responsabile la presidente della Provincia, il passaggio all’opposizione di Idv è limitato a questo ente.
Gianluca De Filio
Addetto Stampa On. Silvana Mura
Gianluca De Filio
Addetto Stampa On. Silvana Mura
Fiorillo è fuori dalla giunta. Mura (Idv): “Atto unilaterale, ingiustificato e ingiustificabile”
dal Estense.com del 29.12.11
Fiorillo fuori dalla giunta in Castello. Dopo una braccio di ferro durato mesi Marcella zappaterra alla fine ha fatto quello che ormai tutti si aspettavano. Ieri mattina la presidente della Provincia di Ferrara ha ritirato le deleghe all’assessore e vicepresidente in quota Italia dei Valori.
Si conclude con l’epilogo più prevedibile il lungo braccio di ferro iniziato prima dell’estate con la posizione nazionale assunta dai dipietristi sull’abolizione delle province e proseguito con la polemica sul doppio incarico di Massimiliano Fiorillo, membro della giunta che il suo partito vorrebbe cancellare e contemporaneamente segretario provinciale del partito (“a titolo gratuito”, come ha sempre precisato il diretto interessato).
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’intervento dell’ormai ex vicepresidente sulla questione legionella, quando chiese pubblicamente – rivestendo la delega alla sanità – chiarezza sul decesso dell’anziana e sul motivo per cui non fosse stata informata del caso la procura (vai all’articolo). Zappaterra sconfessò clamorosamente il suo vice con parole di fuoco.
Ora il passo decisivo e la revoca delle deleghe. In attesa di capire a chi verranno assegnate, la presidente fa sapere che non ci saranno nuovi ingressi in giunta, con un risparmio immediato per le casse dell’ente locale.
“Me l’aspettavo”, commenta a caldo Fiorillo, che vede l’origine di questa “cacciata”, “nella mia appartenenza all’IdV e al ruolo di vicepresidente, mai digerito dal Pd”. L’elemento scatenante “è stato invece il caso legionella, ma su questo punto non arretro di un passo: che assessore alla sanità sarei se non mi preoccupassi di fare luce su una disgrazia del genere?”.
A questo punto si pare un problema politico all’interno della coalizione di centrosinistra, che però non dovrebbe avere sviluppi in Comune, dove Rossella Zadro siede sulla poltrona di assessore all’Ambiente e Giorgio Scalabrino Sasso siede tra i banchi della maggioranza come consigliere. La conferma arriva direttamente dai vertici regionali del partito: “poiché della grave rottura determinatasi è responsabile la presidente della Provincia, il passaggio all’opposizione di Idv è limitato a questo ente”.
Intanto in Castello, oggi, nel corso del consiglio provinciale, il consigliere IdV Alessandro Rorato ha ufficializzato l’uscita dalla coalizione che alle amministrative ha sostenuto la Zappaterra. All’indirizzo della quale da Roma arriva la replica piccata dell’on. Silvana Mura, segretaria regionale dell’Idv, che parla senza mezzi termini di crisi politica: “si tratta di un atto unilaterale, ingiustificato e ingiustificabile che segna il passaggio all’opposizione in consiglio provinciale dell’Idv. Spetta alla presidente della Provincia assumersi la responsabilità della rottura del patto elettorale e della coalizione”.
Le motivazioni, secondo la parlamentare, sono “esclusivamente politiche dal momento che la Zappaterra ha scatenato una vera e propria guerra, sconfinando in forme clamorose di bullismo politico, nei confronti di Massimiliano Fiorillo per colpire l’Idv a seguito della posizione assunta a livello nazionale sulle province. Posizione sulla quale l’ultima manovra varata dal governo Monti e votata dal Pd ha dato all’Idv piena ragione. Dall’avvio della campagna di raccolta firme ogni pretesto è stato buono per costituire un casus belli”.
Fino appunto al caso legionella, “dove Fiorillo – prosegue Mura – a differenza della Zappaterra si era mosso in maniera assolutamente inappuntabile per tutelare l’ente provincia e i cittadini delle Provincia di Ferrara”.
“Il fatto che nella sua guerra personale – conclude Mura – la Zappaterra abbia ritenuto di dover rimuovere l’assessore alla sanità poche ore prima di un consiglio in cui si doveva affrontare la ventennale vicenda dell’ospedale di Cona, e pretendendo che della rimozione di Fiorillo non si parlasse in consiglio, come invece ha fatto il nostro consigliere Alessandro Rorato, è una prova ulteriore di quanto la presidente della Provincia abbia a cuore i temi dell’amministrazione”.
Fiorillo fuori dalla giunta in Castello. Dopo una braccio di ferro durato mesi Marcella zappaterra alla fine ha fatto quello che ormai tutti si aspettavano. Ieri mattina la presidente della Provincia di Ferrara ha ritirato le deleghe all’assessore e vicepresidente in quota Italia dei Valori.
Si conclude con l’epilogo più prevedibile il lungo braccio di ferro iniziato prima dell’estate con la posizione nazionale assunta dai dipietristi sull’abolizione delle province e proseguito con la polemica sul doppio incarico di Massimiliano Fiorillo, membro della giunta che il suo partito vorrebbe cancellare e contemporaneamente segretario provinciale del partito (“a titolo gratuito”, come ha sempre precisato il diretto interessato).
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’intervento dell’ormai ex vicepresidente sulla questione legionella, quando chiese pubblicamente – rivestendo la delega alla sanità – chiarezza sul decesso dell’anziana e sul motivo per cui non fosse stata informata del caso la procura (vai all’articolo). Zappaterra sconfessò clamorosamente il suo vice con parole di fuoco.
Ora il passo decisivo e la revoca delle deleghe. In attesa di capire a chi verranno assegnate, la presidente fa sapere che non ci saranno nuovi ingressi in giunta, con un risparmio immediato per le casse dell’ente locale.
“Me l’aspettavo”, commenta a caldo Fiorillo, che vede l’origine di questa “cacciata”, “nella mia appartenenza all’IdV e al ruolo di vicepresidente, mai digerito dal Pd”. L’elemento scatenante “è stato invece il caso legionella, ma su questo punto non arretro di un passo: che assessore alla sanità sarei se non mi preoccupassi di fare luce su una disgrazia del genere?”.
A questo punto si pare un problema politico all’interno della coalizione di centrosinistra, che però non dovrebbe avere sviluppi in Comune, dove Rossella Zadro siede sulla poltrona di assessore all’Ambiente e Giorgio Scalabrino Sasso siede tra i banchi della maggioranza come consigliere. La conferma arriva direttamente dai vertici regionali del partito: “poiché della grave rottura determinatasi è responsabile la presidente della Provincia, il passaggio all’opposizione di Idv è limitato a questo ente”.
Intanto in Castello, oggi, nel corso del consiglio provinciale, il consigliere IdV Alessandro Rorato ha ufficializzato l’uscita dalla coalizione che alle amministrative ha sostenuto la Zappaterra. All’indirizzo della quale da Roma arriva la replica piccata dell’on. Silvana Mura, segretaria regionale dell’Idv, che parla senza mezzi termini di crisi politica: “si tratta di un atto unilaterale, ingiustificato e ingiustificabile che segna il passaggio all’opposizione in consiglio provinciale dell’Idv. Spetta alla presidente della Provincia assumersi la responsabilità della rottura del patto elettorale e della coalizione”.
Le motivazioni, secondo la parlamentare, sono “esclusivamente politiche dal momento che la Zappaterra ha scatenato una vera e propria guerra, sconfinando in forme clamorose di bullismo politico, nei confronti di Massimiliano Fiorillo per colpire l’Idv a seguito della posizione assunta a livello nazionale sulle province. Posizione sulla quale l’ultima manovra varata dal governo Monti e votata dal Pd ha dato all’Idv piena ragione. Dall’avvio della campagna di raccolta firme ogni pretesto è stato buono per costituire un casus belli”.
Fino appunto al caso legionella, “dove Fiorillo – prosegue Mura – a differenza della Zappaterra si era mosso in maniera assolutamente inappuntabile per tutelare l’ente provincia e i cittadini delle Provincia di Ferrara”.
“Il fatto che nella sua guerra personale – conclude Mura – la Zappaterra abbia ritenuto di dover rimuovere l’assessore alla sanità poche ore prima di un consiglio in cui si doveva affrontare la ventennale vicenda dell’ospedale di Cona, e pretendendo che della rimozione di Fiorillo non si parlasse in consiglio, come invece ha fatto il nostro consigliere Alessandro Rorato, è una prova ulteriore di quanto la presidente della Provincia abbia a cuore i temi dell’amministrazione”.
04 dicembre 2011
Eletti i nuovi coordinatore provinciale e responsabile cittadino dell'Italia dei Valori di Ferrara
Susanna Tasso, 50 anni, insegnante, è la nuova coordinatrice provinciale dell'Italia dei Valori di Ferrara. E' stata eletta ieri in occasione del congresso provinciale del Partito che si tenuto all'Hotel Nettuno di Ferrara. Eletto anche in nuovo coordinamento provinciale dell'Italia dei Valori che risulta così composto: Susanna Tasso, Massimo Ovani, Monica Chiarini, Francesco Tomasi, Simone Calderoni, Daniele Vecchiattini, Rossella Milani, Giovanni Ferro, Dario Capatti, Federico Monesi, Graziella Ferretti, Enrico Santarato, Fabrizio Cattani, Giuliano Giuliani, Federica Berti, Stefano Pedrazzi, Giorgio Scalabrino Sasso, Rossella Zadro, Alessandro Rorato, Massimiliano Fiorillo. Fanno inoltre parte del Coordinamento Provinciale il responsabile dei Giovani, delle Donne, il tesoriere e il responsabile cittadino di Ferrara.
Responsabile cittadino dell'Italia dei Valori di di Ferrara è stata eletta Paola Pedrini, 59 anni, docente universitaria. Il coordinamento cittadino è cosi composto: Paola Pedrini, Yusuf Bello-Osagie, Beatrice Caselli, Salvatore Novello, Stefano Sammito, Boldrini Gianluigi, Milena Nappo, Eleonora Grieco, Medici Federica, Francesca Giudetti, Renzo Squarzina, Valerio Vicentini, Christian Lucchiari, Roberta Russo, Giovanni Pecorari, Matteo Checchi.
Ufficio Stampa Italia dei Valori di Ferrara
21 novembre 2011
L'I.D.V. di Ferrara celebra la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
Martedì 22 novembre alle 17.30 presso la Sala dell'Arengo del Comune di Ferrara si terrà un'iniziativa promossa dal coordinamento donne e dal gruppo consiliare dell'Italia dei Valori di Ferrara, nell'ambito della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, dal titolo: "Donne in cammino...Contro il silenzio...Contro il pregiudizio...Contro la negazione del diritto di esistere".
Ne parleranno con Susanna Tasso, coordinatrice donne dell'IDV di Ferrara, Daniele Lugli, Difensore Civico della Regione Emilia Romagna, Stefano Caracciolo, docente di Psicologia clinica presso l'Università degli Studi di Ferrara, Federico D'Anneo, avvocato penalista, Massimiliano Fiorillo, Vice Presidente della Provincia di Ferrara, Giorgio Scalabrino Sasso, capogruppo IDV Comune di Ferrara.
Ufficio Stampa Italia dei Valori Ferrara
Ne parleranno con Susanna Tasso, coordinatrice donne dell'IDV di Ferrara, Daniele Lugli, Difensore Civico della Regione Emilia Romagna, Stefano Caracciolo, docente di Psicologia clinica presso l'Università degli Studi di Ferrara, Federico D'Anneo, avvocato penalista, Massimiliano Fiorillo, Vice Presidente della Provincia di Ferrara, Giorgio Scalabrino Sasso, capogruppo IDV Comune di Ferrara.
Ufficio Stampa Italia dei Valori Ferrara
03 novembre 2011
Ciao Cristina
Oggi per l'Italia dei Valori di Ferrara è un giorno triste.
Cristina ci ha lasciato ma rimarrà nei nostri pensieri più belli. La vogliamo ricordare così, sorridente e gentile.
Ciao Cri!
Massimiliano
03 ottobre 2011
Farmacie comunali: il no dell'Italia dei Valori al trasferimento dell'AFM nella Holding. E' l'anticamera della svendita di un'azienda patrimonio di tutti i ferraresi.
In questi giorni nei corridoi del "palazzo" risuonano di voci piu' o meno attendibili sul futuro della Azienda Farmaceutica Municipale (AFM).
L'AFM nasce circa 52 anni fa per la lungimiranza degli amministratori dell'epoca che desideravano principalmente contribuire a formare una struttura che potesse contrastare il mercato privato e un po' "selvaggio" della distribuzione dei farmaci venendo incontro alle esigenze dei settori meno abbienti della popolazione. Negli anni questa "mission" si è strutturata ed arricchita di iniziative e di presidi fino ad arrivare ad una complessità e ricchezza di servizi che hanno pochi precedenti in altre realtà municipali e quasi nessuna nel settore privato.
Oggi questa "mission" è a rischio per due fattori, il primo dei quali è la drammatica situazione economica in cui versano i Comuni italiani in seguito alle sciagurate scelte del governo centrale, il secondo fattore è la conseguenza di un grande equivoco, da qualcuno perseguito lucidamente, equivoco legato alla convinzione che il mercato ha sempre ragione e che facendo il suo lavoro lo fa meglio del pubblico. Questa convinzione tardo-liberista ha molti sostenitori anche (purtroppo) nel campo dell'alleanza di centro sinistra. Questi signori che applaudono Marchionne e Tremonti e le loro politiche in realtà protezionistiche, dimenticano i danni economici e sociali che queste scelte producono.
Tornando all'argomento AFM ci preme sottolineare come il ventilato, ma a quanto pare di capire quasi certo, passaggio dell'azienda dentro l'opaco contenitore della Holding, sia un'operazione che provocherà in tempi molto brevi la fine di una esperienza che in questi decenni tanto ha dato ai cittadini ferraresi in termini di contributi economici, che le varie Amministrazioni hanno potuto utilizzare ai fini istituzionali, ma anche in termini di bilancio sociale sotto forma di interventi diretti, di contributi, sponsorizzazioni, che ha fatto crescere questa azienda nella considerazione della nostra comunità. Uno dei punti principali di merito di AFM è anche pero' la capacità sempre più evidente di contribuire a mantenere una attività di "calmiere" che il modello di distribuzione del farmaco a due teste (pubblico e privato) assicura. Questo era stato con lungimiranza previsto, proposto e attuato 50 anni fa.
Tutto ciò ha fatto bene alla nostra città: abbiamo un servizio di primordine in quanto a qualità e fruibilità, proprio grazie alla "sana" concorrenza tra farmacie pubbliche private che la presenza di AFM garantisce.
In realtà il passaggio alla Holding non è altro che un escamotage che anticipa in tempi molto brevi la vendita dell'azienda.
Si dovrà trasformarla in srl ed a questo punto si ricadrà sotto la spada della legge che prevede la vendita di quote rilevanti al privato, stravolgendo così la vocazione e la ragione d'essere della azienda, mettendo a rischio l'occupazione e la professionalità di otre 90 persone occupate in AFM.
Vendere a questo punto, pur comprendendo le ragioni e le difficoltà di chi ai vertici del Comune deve fare quadrare il bilancio, ci sembra un errore economico e politico. Sarebbe come uccidere la gallina dalle uova d'oro in cambio di un misero brodino.
Inoltre sarebbe una operazione poco trasparente che andrebbe a vantaggio della Holding dove comunque il bilancio negativo di Ferrara Arte e le azioni Hera in caduta libera stanno facendo il loro danno e a svantaggio dei cittadini che vedrebbero svanire i benefici fin qui goduti.
Come Italia dei Valori esprimiamo quindi con forza la nostra contrarietà ad ogni operazione che veda la trasformazione, vendita o privatizzazione dell'AFM.
Direttivo cittadino Italia dei Valori di Ferrara
L'AFM nasce circa 52 anni fa per la lungimiranza degli amministratori dell'epoca che desideravano principalmente contribuire a formare una struttura che potesse contrastare il mercato privato e un po' "selvaggio" della distribuzione dei farmaci venendo incontro alle esigenze dei settori meno abbienti della popolazione. Negli anni questa "mission" si è strutturata ed arricchita di iniziative e di presidi fino ad arrivare ad una complessità e ricchezza di servizi che hanno pochi precedenti in altre realtà municipali e quasi nessuna nel settore privato.
Oggi questa "mission" è a rischio per due fattori, il primo dei quali è la drammatica situazione economica in cui versano i Comuni italiani in seguito alle sciagurate scelte del governo centrale, il secondo fattore è la conseguenza di un grande equivoco, da qualcuno perseguito lucidamente, equivoco legato alla convinzione che il mercato ha sempre ragione e che facendo il suo lavoro lo fa meglio del pubblico. Questa convinzione tardo-liberista ha molti sostenitori anche (purtroppo) nel campo dell'alleanza di centro sinistra. Questi signori che applaudono Marchionne e Tremonti e le loro politiche in realtà protezionistiche, dimenticano i danni economici e sociali che queste scelte producono.
Tornando all'argomento AFM ci preme sottolineare come il ventilato, ma a quanto pare di capire quasi certo, passaggio dell'azienda dentro l'opaco contenitore della Holding, sia un'operazione che provocherà in tempi molto brevi la fine di una esperienza che in questi decenni tanto ha dato ai cittadini ferraresi in termini di contributi economici, che le varie Amministrazioni hanno potuto utilizzare ai fini istituzionali, ma anche in termini di bilancio sociale sotto forma di interventi diretti, di contributi, sponsorizzazioni, che ha fatto crescere questa azienda nella considerazione della nostra comunità. Uno dei punti principali di merito di AFM è anche pero' la capacità sempre più evidente di contribuire a mantenere una attività di "calmiere" che il modello di distribuzione del farmaco a due teste (pubblico e privato) assicura. Questo era stato con lungimiranza previsto, proposto e attuato 50 anni fa.
Tutto ciò ha fatto bene alla nostra città: abbiamo un servizio di primordine in quanto a qualità e fruibilità, proprio grazie alla "sana" concorrenza tra farmacie pubbliche private che la presenza di AFM garantisce.
In realtà il passaggio alla Holding non è altro che un escamotage che anticipa in tempi molto brevi la vendita dell'azienda.
Si dovrà trasformarla in srl ed a questo punto si ricadrà sotto la spada della legge che prevede la vendita di quote rilevanti al privato, stravolgendo così la vocazione e la ragione d'essere della azienda, mettendo a rischio l'occupazione e la professionalità di otre 90 persone occupate in AFM.
Vendere a questo punto, pur comprendendo le ragioni e le difficoltà di chi ai vertici del Comune deve fare quadrare il bilancio, ci sembra un errore economico e politico. Sarebbe come uccidere la gallina dalle uova d'oro in cambio di un misero brodino.
Inoltre sarebbe una operazione poco trasparente che andrebbe a vantaggio della Holding dove comunque il bilancio negativo di Ferrara Arte e le azioni Hera in caduta libera stanno facendo il loro danno e a svantaggio dei cittadini che vedrebbero svanire i benefici fin qui goduti.
Come Italia dei Valori esprimiamo quindi con forza la nostra contrarietà ad ogni operazione che veda la trasformazione, vendita o privatizzazione dell'AFM.
Direttivo cittadino Italia dei Valori di Ferrara
28 settembre 2011
Presentato dal Consigliere provinciale IDV, Alessandro Rorato, un O.d.G. sulle estrazioni di metano in provincia di Ferrara
OGGETTO: progetto estrazione gas metano nel territorio della Provincia di Ferrara
Il Consiglio provinciale,
PREMESSO
Che grande parte del territorio della Provincia di Ferrara è interessata da uno studio effettuato sul suolo per verificare la disponibilità di gas metano ai fini di uno sfruttamento industriale estrattivo;
Che il territorio oggetto dell’attività di indagine presenta varie criticità, tra cui quella emergente dalle valutazioni scientifiche effettuate negli anni precedenti che hanno evidenziato rischi di fenomeni di subsidenza;
Che la subsidenza, le cui origini sono associate sia a fenomeni naturali che antropici, costituisce un fattore di rischio reale per il nostro territorio legato alla delicatezza degli equilibri idrogeologici;
Che il nostro territorio ha tra le attività produttive rilevanti l’agricoltura e che le principali colture delle nostre terre sono dipendenti da un sistema irriguo che attinge ad una rete di corsi d’acqua governati da flussi generati dai leggeri dislivelli dei terreni;
PRESO ATTO
Che l’attività oggi insistente su questi territori, ancora nella fase di screening, risulta costituire per i cittadini interessati motivo di preoccupazione per gli ipotetici sviluppi che potrebbero riversarsi sulle aree interessate;
Della Deliberazione n. 23 del Consorzio di Bonifica, prot. n° 6182/2010 con la quale si esprimeva la contrarietà alle attività di perforazione seppure profonda che potrebbero scaturire qualora l’esito delle indagini preliminari risultassero positive;
Che le royalties pagate dalle imprese titolari dei diritti di concessione ai comuni interessati sono circa il 7% delle royalties totali versate e non saranno in alcun modo sufficienti a sostenere un’opera di monitoraggio e ripristino del territorio;
CONSIDERATO
Che il dibattito sulle politiche energetiche non può prescindere da una corretta e puntuale valutazione di tutte le possibili fonti energetiche utilizzabili del nostro territorio, privilegiando comunque le fonti alternative sostenibili e rinnovabili;
Che le politiche messe in atto in Provincia di Ferrara in questi anni privilegiano fonti quali il fotovoltaico, nonché azioni legate al risparmio energetico ed alla diversificazione dell’approvvigionamento, compreso quello geotermico;
Che il territorio ferrarese – attraverso il Consorzio di Bonifica - riceve annualmente dei fondi statali per rimediare e prevenire i disagi della subsidenza (nel 2010 per esempio questi fondi ammontavano a circa 2.700.000,00 euro);
Che già il Primo Piano Attuativo del Piano Energetico Regionale al pto 4. 1. 5. “ Prospettive evolutive del gas naturale” fa un chiaro riferimento alla valorizzazione delle coltivazioni di metano “previa valutazione dei possibili fenomeni di subsidenza” e pertanto evidenzia la salvaguardia del territorio come prioritaria;
ESPRIME
La ferma determinazione affinchè la preventiva valutazione dei possibili fenomeni di subsidenza sia componente fondamentale nell’autorizzare localmente ogni attività estrattiva ;
L’invito affinché tale valutazione, parte integrante della valutazione di impatto ambientale, ovvero l’intera attività di ricerca volta a prevedere gli effetti dell’estrazione sul territorio –localmente e nel suo complesso-, siano affidate ad un Ente terzo scientificamente qualificato e che l’onere economico di questa attività sia a carico delle imprese estrattrici;
IMPEGNA
La Presidente della Provincia e l’assessore competente per materia a sollecitare la Regione affinchè, sulla base degli studi di ARPA e della Comunità scientifica sul fenomeno della subsidenza, provveda ad individuare le zone a rischio ed approvi una norma regionale che tuteli tali aree dall’attività indiscriminata di estrazione del metano, mediante ad esempio la previsione di una “carta delle esclusioni” per i territori maggiormente vulnerabili come il nostro.
Gruppo Consiliare Italia dei Valori
Alessandro Rorato
Il Consiglio provinciale,
PREMESSO
Che grande parte del territorio della Provincia di Ferrara è interessata da uno studio effettuato sul suolo per verificare la disponibilità di gas metano ai fini di uno sfruttamento industriale estrattivo;
Che il territorio oggetto dell’attività di indagine presenta varie criticità, tra cui quella emergente dalle valutazioni scientifiche effettuate negli anni precedenti che hanno evidenziato rischi di fenomeni di subsidenza;
Che la subsidenza, le cui origini sono associate sia a fenomeni naturali che antropici, costituisce un fattore di rischio reale per il nostro territorio legato alla delicatezza degli equilibri idrogeologici;
Che il nostro territorio ha tra le attività produttive rilevanti l’agricoltura e che le principali colture delle nostre terre sono dipendenti da un sistema irriguo che attinge ad una rete di corsi d’acqua governati da flussi generati dai leggeri dislivelli dei terreni;
PRESO ATTO
Che l’attività oggi insistente su questi territori, ancora nella fase di screening, risulta costituire per i cittadini interessati motivo di preoccupazione per gli ipotetici sviluppi che potrebbero riversarsi sulle aree interessate;
Della Deliberazione n. 23 del Consorzio di Bonifica, prot. n° 6182/2010 con la quale si esprimeva la contrarietà alle attività di perforazione seppure profonda che potrebbero scaturire qualora l’esito delle indagini preliminari risultassero positive;
Che le royalties pagate dalle imprese titolari dei diritti di concessione ai comuni interessati sono circa il 7% delle royalties totali versate e non saranno in alcun modo sufficienti a sostenere un’opera di monitoraggio e ripristino del territorio;
CONSIDERATO
Che il dibattito sulle politiche energetiche non può prescindere da una corretta e puntuale valutazione di tutte le possibili fonti energetiche utilizzabili del nostro territorio, privilegiando comunque le fonti alternative sostenibili e rinnovabili;
Che le politiche messe in atto in Provincia di Ferrara in questi anni privilegiano fonti quali il fotovoltaico, nonché azioni legate al risparmio energetico ed alla diversificazione dell’approvvigionamento, compreso quello geotermico;
Che il territorio ferrarese – attraverso il Consorzio di Bonifica - riceve annualmente dei fondi statali per rimediare e prevenire i disagi della subsidenza (nel 2010 per esempio questi fondi ammontavano a circa 2.700.000,00 euro);
Che già il Primo Piano Attuativo del Piano Energetico Regionale al pto 4. 1. 5. “ Prospettive evolutive del gas naturale” fa un chiaro riferimento alla valorizzazione delle coltivazioni di metano “previa valutazione dei possibili fenomeni di subsidenza” e pertanto evidenzia la salvaguardia del territorio come prioritaria;
ESPRIME
La ferma determinazione affinchè la preventiva valutazione dei possibili fenomeni di subsidenza sia componente fondamentale nell’autorizzare localmente ogni attività estrattiva ;
L’invito affinché tale valutazione, parte integrante della valutazione di impatto ambientale, ovvero l’intera attività di ricerca volta a prevedere gli effetti dell’estrazione sul territorio –localmente e nel suo complesso-, siano affidate ad un Ente terzo scientificamente qualificato e che l’onere economico di questa attività sia a carico delle imprese estrattrici;
IMPEGNA
La Presidente della Provincia e l’assessore competente per materia a sollecitare la Regione affinchè, sulla base degli studi di ARPA e della Comunità scientifica sul fenomeno della subsidenza, provveda ad individuare le zone a rischio ed approvi una norma regionale che tuteli tali aree dall’attività indiscriminata di estrazione del metano, mediante ad esempio la previsione di una “carta delle esclusioni” per i territori maggiormente vulnerabili come il nostro.
Gruppo Consiliare Italia dei Valori
Alessandro Rorato
24 settembre 2011
Ciao Mauro
L'Italia dei Valori di Ferrara partecipa al dolore dei famigliari ed amici per la prematura scomparsa di Mauro Cavallini, segretario provinciale dei Democratici di Sinistra dal 2003 al 2007.Il Segretario provinciale dell'Italia dei Valori, Massimiliano Fiorillo, in un telegramma inviato al Partito Democratico ha voluto esprimere a nome del Partito un commosso sentimento di vicinanza alla famiglia ed a quanti hanno conosciuto ed apprezzato Mauro Cavallini.
I funerali si terranno lunedì 26 settembre alle ore 10 presso la chiesa di Pontelagoscuro di Ferrara.
Italia dei Valori di Ferrara.
09 settembre 2011
Referendum “antiporcellum”. A poco più di due settimane dal termine della raccolta firme, anche il PD si mobilita. Meglio tardi che mai.
Ci fa piacere apprendere che anche il PD è sceso in campo contro il “porcellum”. Evidentemente ha capito, vedendo le interminabili fila di cittadini davanti ai banchetti referendari dell'italia dei Valori, che la stragrande maggioranza della gente vuole cancellare l'odiosa legge elettorale e chiede ai partiti di centro sinistra prese di posizione chiare e senza tentennamenti.Peccato che la mobilitazione del PD avviene a poco più di due settimane dal termine della campagna di raccolta firme. Se si fosse mosso prima, e cioè quando l'Italia dei Valori sotto il sole di agosto ha “invaso” le piazze di tutt'Italia con i propri banchetti, l'obiettivo del mezzo milione di firme raccolte necessarie per il referendum sarebbe già stato raggiunto.
Comunque meglio tardi che mai e ben arrivato PD!
Segreteria provinciale Italia dei Valori di Ferrara
06 settembre 2011
L'Italia dei Valori di Ferrara alla manifestazione del 6 settembre
L'Italia dei Valori di Ferrara aderisce alla manifestazione del 6 settembre indetta dalla CGIL e sarà in piazza a Ferrara per protestare contro la scellerata manovra economica del Governo Berlusconi che si accanisce contro gli enti locali, i lavoratori dipendenti, i giovani, i pensionati, le donne e le fasce più deboli della popolazione. Una manovra tragicomica e fortemente iniqua che non rilancia il Paese ma che lo affossa.
Il Governo Berlusconi ha dato ampia prova di incapacità a risolvere i problemi degli italiani e sta mettendo a serio rischio la tenuta economica e sociale del Paese. Non si può aspettare oltre. Va mandato a casa!
L'Italia dei Valori in occasione della manifestazione del 6 settembre sarà anche impegnata a raccogliere le firme per il referendum abrogativo dell'attuale legge elettorale, il cosiddetto "porcellum", e per l'abolizione delle Province.
I banchetti saranno collocati in piazza Travaglio/Porta Paola alle 9 e fino alla partenza del corteo ed alle 10.30 in piazza Trento Trieste per la durata del comizio.
La Segreteria provinciale I.D.V. Ferrara
Il Governo Berlusconi ha dato ampia prova di incapacità a risolvere i problemi degli italiani e sta mettendo a serio rischio la tenuta economica e sociale del Paese. Non si può aspettare oltre. Va mandato a casa!
L'Italia dei Valori in occasione della manifestazione del 6 settembre sarà anche impegnata a raccogliere le firme per il referendum abrogativo dell'attuale legge elettorale, il cosiddetto "porcellum", e per l'abolizione delle Province.
I banchetti saranno collocati in piazza Travaglio/Porta Paola alle 9 e fino alla partenza del corteo ed alle 10.30 in piazza Trento Trieste per la durata del comizio.
La Segreteria provinciale I.D.V. Ferrara
31 agosto 2011
Non accettiamo ricatti!
L’abolizione delle province sta alla Casta, come un gatto sta al cane. Di questa equazione ci siamo resi conto fin da quando abbiamo presentato la nostra proposta di legge in Parlamento e ce la siamo vista bocciare in pochi minuti da un’ampia maggioranza trasversale che andava dal Pd al Pdl.
L’Idv, forte della fresca esperienza referendaria, che ha dimostrato che su provvedimenti importanti i cittadini sono in grado di realizzare con la loro mobilitazione diretta quello che la politica non vuole fare, non si è persa d’animo ed tornata nelle piazze e nelle strade italiane per chiedere appunto ai cittadini italiani di sottoscrivere una proposta di legge di iniziativa popolare che abroga le province.
Il ragionamento è semplice. Visto che gli italiani nelle province ci vivono tutti i giorni, chiediamo direttamente a loro se questo ente è inutile e va abolito, oppure se svolge funzioni di rilievo e dunque merita di essere conservato.
La democrazia diretta è sempre piaciuta poco alla politica, perché quando è il cittadino che decide in prima persona la politica perde il suo ruolo e il suo potere. Certo, però, mai mi sarei aspettata di dover affrontare una situazione paradossale in una regione di forti tradizioni democratiche quale è l’Emilia Romagna.
L’Italia dei Valori in quasi tutte le province della Regione è stata posta davanti ad un ricatto, purtroppo operato dal nostro principale alleato, il Partito Democratico. “Volete raccogliere le firme per abolire le province? E allora i vostri assessori se ne devono andare dalle giunte provinciali” ci hanno detto digrignando i denti Presidenti e segretari provinciali del Pd.
Un ragionamento che non sta in piedi perché con lo stesso metro allora, visto che il partito democratico ha presentato una proposta di legge per dimezzare il numero dei parlamentari, bisognerebbe chiedere ai deputati e senatori del Pd di dimettersi da Camera e Senato.
Un comportamento questo che sa tanto di pulizia etnica, e che sembra volto ad eliminare voci scomode, come quelle degli esponenti dell’Italia dei Valori, che pur ricomprendo un incarico nelle giunte o nei consigli Provinciali non hanno alcun problema a portare coraggiosamente avanti una campagna volta ad eliminare quegli incarichi che essi stessi ricoprono.
Chiaramente l’Italia dei Valori non si farà certo intimorire, ma proseguirà dritta per la sua strada rafforzati dal fatto che l’abolizione delle Province è un impegno che abbiamo solennemente stipulato con i nostri elettori e che dal 2008 stiamo cercando di onorare con ogni mezzo disponibile.
Se avessimo ascoltato i politici, anche e soprattutto i nostri alleati, non avremmo presentato i quesiti referendari sul legittimo impedimento e sul nucleare, e quelle leggi oggi sarebbero ancora in vigore. Noi invece guardiamo e ascoltiamo i cittadini e sono solo loro che ci dovranno dire se le province debbono scomparire dall’assetto istituzionale del nostro stato, e non certo quei politici che nelle Province non vedono uno strumento di servizio, ma poltrone e prebende da difendere ad oltranza contro tutto e contro tutti.
On. Silvana Mura
Segretario Regionale Italia dei Valori Emilia-Romagna
L’Idv, forte della fresca esperienza referendaria, che ha dimostrato che su provvedimenti importanti i cittadini sono in grado di realizzare con la loro mobilitazione diretta quello che la politica non vuole fare, non si è persa d’animo ed tornata nelle piazze e nelle strade italiane per chiedere appunto ai cittadini italiani di sottoscrivere una proposta di legge di iniziativa popolare che abroga le province.
Il ragionamento è semplice. Visto che gli italiani nelle province ci vivono tutti i giorni, chiediamo direttamente a loro se questo ente è inutile e va abolito, oppure se svolge funzioni di rilievo e dunque merita di essere conservato.
La democrazia diretta è sempre piaciuta poco alla politica, perché quando è il cittadino che decide in prima persona la politica perde il suo ruolo e il suo potere. Certo, però, mai mi sarei aspettata di dover affrontare una situazione paradossale in una regione di forti tradizioni democratiche quale è l’Emilia Romagna.
L’Italia dei Valori in quasi tutte le province della Regione è stata posta davanti ad un ricatto, purtroppo operato dal nostro principale alleato, il Partito Democratico. “Volete raccogliere le firme per abolire le province? E allora i vostri assessori se ne devono andare dalle giunte provinciali” ci hanno detto digrignando i denti Presidenti e segretari provinciali del Pd.
Un ragionamento che non sta in piedi perché con lo stesso metro allora, visto che il partito democratico ha presentato una proposta di legge per dimezzare il numero dei parlamentari, bisognerebbe chiedere ai deputati e senatori del Pd di dimettersi da Camera e Senato.
Un comportamento questo che sa tanto di pulizia etnica, e che sembra volto ad eliminare voci scomode, come quelle degli esponenti dell’Italia dei Valori, che pur ricomprendo un incarico nelle giunte o nei consigli Provinciali non hanno alcun problema a portare coraggiosamente avanti una campagna volta ad eliminare quegli incarichi che essi stessi ricoprono.
Chiaramente l’Italia dei Valori non si farà certo intimorire, ma proseguirà dritta per la sua strada rafforzati dal fatto che l’abolizione delle Province è un impegno che abbiamo solennemente stipulato con i nostri elettori e che dal 2008 stiamo cercando di onorare con ogni mezzo disponibile.
Se avessimo ascoltato i politici, anche e soprattutto i nostri alleati, non avremmo presentato i quesiti referendari sul legittimo impedimento e sul nucleare, e quelle leggi oggi sarebbero ancora in vigore. Noi invece guardiamo e ascoltiamo i cittadini e sono solo loro che ci dovranno dire se le province debbono scomparire dall’assetto istituzionale del nostro stato, e non certo quei politici che nelle Province non vedono uno strumento di servizio, ma poltrone e prebende da difendere ad oltranza contro tutto e contro tutti.
On. Silvana Mura
Segretario Regionale Italia dei Valori Emilia-Romagna
27 agosto 2011
Abroghiamo il "porcellum", la legge elettorale che ha creato un Parlamento di nominati. L'I.D.V. continua la raccolta firme per il referendum.
Continua, nell'assordante silenzio degli organi d'informazione, la raccolta firme dell'Italia dei Valori per il referendum abrogativo della legge elettorale, il cosiddetto "Porcellum", e per il ritorno al maggioritario uninominale. L'attuale legge elettorale, definita dal suo stesso ideatore - il ministro leghista Calderoli - una "porcata", fa sì che a decidere chi sarà eletto alla Camera ed al Senato siano le segreterie dei partiti e non i cittadini. L'obiettivo dei referendari é quindi rimettere nelle mani degli elettori il potere di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento.Ancora una volta, quando si tratta di mobilitarsi per promuovere un referendum nell'interesse della gente e contro la casta, l'Italia dei Valori si ritrova da sola e contro tutti, tutti ovviamente tranne i cittadini che hanno capito l'importanza di questa battaglia referendaria e che in questi giorni si stanno recando numerosi presso i nostri banchetti per firmare. Ma è una lotta contro il tempo, perché per proporre il referendum occorre raccogliere entro il 30 settembre almeno 500 mila firme.Facciamo quindi un appello a tutti cittadini a recarsi presso i banchetti dell'Italia dei Valori ed a firmare per il referendum abrogativo del "porcellum".In concomitanza alla campagna referendaria per l'abrogazione dell'attuale legge elettorale, l'Italia dei Valori raccoglie le firme per la proposta di una legge costituzionale d'iniziativa popolare per l'abolizione delle Province.
Nel fine settimana si terranno i banchetti I.D.V. a Ferrara, sabato e domenica, dalle 18 alle 24, viale Cavour angolo Largo Castello (marciapiedi lato giardinetti), in piazza a Copparo, dalle 9.30 alle 12.30, a Codigoro, sabato dalle 17 alle 20, a Migliarino dalle 9.30 alle 12.30.
Per informazioni o per offrire la propria disponibilità a collaborare con l'Italia dei Valori alla raccolta firme, scrivere a: bastacasta@italideivaloriferrara.it (sito internet www.italiadeivaloriferrara.it).
Italia dei Valori Ferrara
Nel fine settimana si terranno i banchetti I.D.V. a Ferrara, sabato e domenica, dalle 18 alle 24, viale Cavour angolo Largo Castello (marciapiedi lato giardinetti), in piazza a Copparo, dalle 9.30 alle 12.30, a Codigoro, sabato dalle 17 alle 20, a Migliarino dalle 9.30 alle 12.30.
Per informazioni o per offrire la propria disponibilità a collaborare con l'Italia dei Valori alla raccolta firme, scrivere a: bastacasta@italideivaloriferrara.it (sito internet www.italiadeivaloriferrara.it).
Italia dei Valori Ferrara
19 agosto 2011
L'Italia dei Valori lancia la campagna di raccolta firme per il referendum abrogativo della legge elettorale "porcellum" e per l'abolizione delle Province
Sabato 20 agosto, l'Italia dei Valori avvia la campagna di raccolta firme per il referendum abrogativo della legge elettorale "Porcellum" e per il ritorno al maggioritario uninominale.
L'obiettivo dei referendari è rimettere nelle mani dei cittadini il potere di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. Con l'attuale legge elettorale, il cosiddetto "porcellum", definito dal suo stesso ideatore - il ministro leghista Calderoli - una "porcata", a decidere chi sarà eletto alla Camera ed al Senato non sono gli elettori ma i partiti. Si crea così una pletora di Parlamentari che non rispondono ai cittadini ma ai capipartito che li hanno nominati.
Il "porcellum" è la negazione del principio democratico della rappresentanza perchè per entrare in Parlamento non è necessario conquistare il consenso e la fiducia degli elettori ma essere graditi alle segreterie di partito.
Per promuovere il referendum contro l'attuale legge elettorale è necessario raccogliere in tutt'Italia, entro il 30 settembre, 500 mila firme. L'Italia dei Valori è impegnata in una lotta contro il tempo che fa di questa campagna di raccolta firme una battaglia di civiltà e di democrazia. In concomitanza alla raccolta firme per il referendum per l'abrogazione dell'attuale legge elettorale, verranno anche raccolte le firme per la presentazione di un disegno di legge d'iniziativa popolare per l'abolizione delle Province.
Rivolgiamo quindi un appello ai cittadini affinchè si rechino ai banchetti referendari dell'Italia dei Valori per firmare. Per informazioni o per chi vuole collaborare con l'Italia dei Valori di Ferrara alla raccolta firme, si prega di scrivere a: bastacasta@italiadeivaloriferrara.it.
I banchetti raccolta firme saranno a: Ferrara, marciapiede via Cavour angolo Largo Castello, dalle 17 alle 24 (settimana dal 20 al 28 agosto); Codigoro, sabato 20 agosto, Piazza Matteotti, dalle ore 17 alle 20. Copparo, sabato 20 agosto, dalle 9 alle 12.30.
Ufficio Stampa Italia dei Valori Ferrara
L'obiettivo dei referendari è rimettere nelle mani dei cittadini il potere di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. Con l'attuale legge elettorale, il cosiddetto "porcellum", definito dal suo stesso ideatore - il ministro leghista Calderoli - una "porcata", a decidere chi sarà eletto alla Camera ed al Senato non sono gli elettori ma i partiti. Si crea così una pletora di Parlamentari che non rispondono ai cittadini ma ai capipartito che li hanno nominati.
Il "porcellum" è la negazione del principio democratico della rappresentanza perchè per entrare in Parlamento non è necessario conquistare il consenso e la fiducia degli elettori ma essere graditi alle segreterie di partito.
Per promuovere il referendum contro l'attuale legge elettorale è necessario raccogliere in tutt'Italia, entro il 30 settembre, 500 mila firme. L'Italia dei Valori è impegnata in una lotta contro il tempo che fa di questa campagna di raccolta firme una battaglia di civiltà e di democrazia. In concomitanza alla raccolta firme per il referendum per l'abrogazione dell'attuale legge elettorale, verranno anche raccolte le firme per la presentazione di un disegno di legge d'iniziativa popolare per l'abolizione delle Province.
Rivolgiamo quindi un appello ai cittadini affinchè si rechino ai banchetti referendari dell'Italia dei Valori per firmare. Per informazioni o per chi vuole collaborare con l'Italia dei Valori di Ferrara alla raccolta firme, si prega di scrivere a: bastacasta@italiadeivaloriferrara.it.
I banchetti raccolta firme saranno a: Ferrara, marciapiede via Cavour angolo Largo Castello, dalle 17 alle 24 (settimana dal 20 al 28 agosto); Codigoro, sabato 20 agosto, Piazza Matteotti, dalle ore 17 alle 20. Copparo, sabato 20 agosto, dalle 9 alle 12.30.
Ufficio Stampa Italia dei Valori Ferrara
06 agosto 2011
Susanna Tasso, responsabile cittadino I.D.V. di Ferrara ad interim.
Il coordinamento cittadino in data 4 agosto u.s. ha accolto le dimissioni da Responsabile cittadino di Valerio Vicentini e dopo avergli espresso un sentito ringraziamento per l’impegno profuso, al fine di dare continuità all’attività del Partito a livello comunale (anche in vista dell’imminente campagna di raccolta firme referendarie), con voto palese ed unanime individuato in Susanna Tasso, il Referente cittadino ad interim. Quanto sopra nelle more dell’avvio del percorso di elezione del nuovo referente cittadino secondo i tempi e le modalità stabilite dalla Segreteria regionale ed U.N.O.Susanna Tasso, alla quale va l’augurio di buon lavoro dei presenti, svolgerà la funzione di coordinamento/supporto dell’attività degli eletti/amministratori IDV in Comune di Ferrara e di raccordo per gli aspetti organizzativi e politici con il Coordinatore provinciale.
Avrà inoltre la funzione di convocare e presiedere il coordinamento cittadino dell’IDV di Ferrara.
La Segreteria provinciale I.D.V. Ferrara
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